Senatore della Repubblica XVII Legislatura

Progetto di legge n° 270 del 24/04/2002

DISCIPLINA DELL'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI AMMINISTRATIVE IN MATERIA DI DEMANIO MARITTIMO E DI ZONE DI MARE TERRITORIALE

RELAZIONE




In materia di demanio marittimo si avverte, pressante, l'esigenza di una normativa di riordino dell'intero settore, che vada al di là del semplice conferimento dell'esercizio di funzioni agli Enti Locali, così come vuole la disciplina vigente, bensì preveda necessariamente un effettivo trasferimento ad essi dei beni demaniali, lacuali e fluviali, nel rispetto ovviamente dei vincoli ambientali, storici, archeologici e paesaggisti oggi previsti.

Sono pienamente convinto, infatti, che lo snellimento delle procedure di gestione che ne conseguirebbe, garantirebbe una razionale ed efficace valorizzazione del bene, ed eliminerebbe il selvaggio abusivismo e l'irrazionale sfruttamento in materia di demanio marittimo oggi esistente, come del resto la stessa Corte dei Conti si è più volte espressa sulla mal gestione dei beni demaniali e territoriali dello Stato.

Nelle more di tale auspicabile normativa, la presente proposta di legge intende disciplinare armonicamente e con criteri di omogeneità l'esercizio delle funzioni amministrative connesse alla gestione del demanio marittimo e di zone del mare territoriale, conferito alla Regione dalla lettera 1) del comma 2 del decreto legislativo n. 112/98 e successive modifiche, nel rispetto del Codice della Navigazione e del relativo regolamento di esecuzione.

Il progetto si compone di 12 articoli, che abbracciano l'intera materia afferente l'esercizio delle funzioni amministrative connesse al demanio marittimo, incluse quelle con finalità turistico-ricreative disciplinate dal DPR n. 616/77 e dalla l.r. n.3/2000.

In particolare, il primo articolo è dedicato ai principi generali e alle finalità cui si ispira il progetto, il secondo e il terzo alle funzioni riservate alla Regione e agli Enti Locali, conferendo alla Regione compiti di programmazione, pianificazione ed indirizzo generale, e ai Comuni il rilascio, il rinnovo, le modificazioni e la revoca delle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreativa ricadenti nel territorio comunale, nonché di quelle inerenti ai porti di interesse regionale e subregionale. I Comuni approvano, inoltre, il Piano Operativo Comunale.

Le Province, viceversa, svolgono le funzioni connesse al rilascio, rinnovo, modifica e revoca delle concessioni delle aree demaniali e di zone di mare territoriale per attività di pesca, acquacoltura ed attività produttive correlate alla tutela delle risorse alieutiche.

Nell'articolo 4 sono indicate le direttive che la Giunta regionale approva per l'esercizio delle funzioni amministrative inerenti all'utilizzazione del demanio marittimo, sia per quanto riguarda le attività di pesca che quelle connesse agli usi turistico-ricreativi degli ambiti del demanio marittimo ed ai porti regionali e subregionali.

L'articolo 5 prevede l'istituzione, da parte della Regione, di Comitati consultivi al fine di perseguire la concertazione con gli Enti Locali interessati alla adozione delle direttive e dei provvedimenti regionali concernenti le funzioni connesse alla gestione del demanio marittimo. Alla revoca e decadenza delle concessioni ed alla vigilanza sono dedicati rispettivamente gli articoli 6 e 7, mentre, avverso i provvedimenti adottati dai Comuni e Province in materia di concessioni, l'articolo 8 prevede il ricorso al Presidente della Giunta regionale; viceversa, l'articolo 9 è dedicato all'imposta regionale sulle concessioni. L'articolo 10 disciplina interamente le norme transitorie, con l'indicazione dell'iter procedurale e delle modalità assunte dalla Regione per il conferimento delle varie funzioni agli Enti Locali.

Infine l'articolo 11 abroga la legge regionale n. 3 del 3 Marzo del 2000 in quanto l'argomento risulta disciplinato, per motivi di organicità, dal presente progetto di legge.

Conclude il progetto l'articolo 12 dedicato alla dichiarazione d'urgenza.

Art. 1

Finalità e principi generali




1. La presente legge disciplina, sulla base delle competenze legislative regionali di cui all'art. 117 della Costituzione, l'esercizio delle funzioni amministrative connesse alla gestione del demanio marittimo e di zone del mare territoriale conferite alle Regioni dalla lettera 1) dei comma 2 dell'articolo 105 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112 e succ. mod.

2. L'azione regionale in materia di demanio marittimo e mare territoriale si informa ai seguenti principi:

a) sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza, ai sensi del primo comma dell'articolo 118 della Costituzione;

b) semplificazione dell'azione amministrativa;

c) completezza, omogeneità delle funzioni, unicità della responsabilità amministrativa;

d) integrazione tra i diversi livelli di governo, garantendo le necessarie forme di cooperazione e procedure di raccordo e concertazione;

e) accessibilità ai beni del demanio marittimo ed al mare territoriale;

f) salvaguardia e tutela dell'ambiente.

3. L'attività della Regione Calabria è, in particolare, finalizzata allo sviluppo delle attività compatibili con la tutela e la conservazione dell'ambiente, nonché allo sviluppo delle attività di pesca, acquacoltura e delle attività ad esse correlate in quanto compatibili con la conservazione e l'incremento delle risorse alieutiche.

4. Resta salva la disciplina delle funzioni previste dalla vigente normativa regionale in materia di difesa del suolo e della costa.

5. Per tutto quanto non previsto dalla presente legge si applicano le disposizioni dei Codice della Navigazione e del relativo regolamento di esecuzione.

Art. 2

Funzioni della Regione




1. Per le finalità di cui all'articolo 1 spettano alla Regione le funzioni di:

a) programmazione, pianificazione ed indirizzo generale;

b) monitoraggio e vigilanza dell'attività attribuita agli enti locali;

c) raccolta sistematica, catalogazione, archiviazione e numerazione dei dati, informazione e grafici dell'uso dei demanio marittimo;

d) autorizzazione alla pesca del novellame selvatico in mare ed in aree del demanio marittimo secondo quanto previsto dal decreto del Ministro per le politiche agricole e forestali 7 agosto 1996;

e) individuazione delle aree di tutela biologica per l'incremento delle risorse alieutiche e l'esercizio delle relative funzioni amministrative, compresa la disciplina delle modalità di utilizzo.

2. La Giunta regionale approva direttive vincolanti per I' esercizio delle funzioni amministrative inerenti ali' utilizzazione del demanio marittimo. Le direttive disciplinano gli usi turistico-ricreativi degli ambiti del demanio marittimo laddove tali destinazioni d'uso siano previste negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica. Dette direttive sono approvate previo parere della competente autorità marittima, dei Sindaci dei Comuni interessati e delle associazioni regionali di categoria appartenenti alle organizzazioni sindacali più rappresentative nel settore turistico dei concessionari demaniali marittimi e tengono luogo del Piano di utilizzazione di cui ali' art. 6 del D.L. 5 ottobre 1993, n° 400, convertito con modificazioni dalla L. 4 dicembre 1993, n° 494.

3. La Giunta regionale approva direttive vincolanti per l'esercizio delle funzioni amministrative attribuite ai sensi del comma 1 dell'art. 3.

4. La Giunta regionale approva direttive vincolanti per l’esercizio delle funzioni amministrative riguardanti i porti di cui alla lettera c) del comma 3 dell'art. 3.

5. La Regione esercita altresì tutte le funzioni amministrative inerenti ai beni oggetto della presente legge non espressamente attribuite agli enti locali ai sensi dell'articolo 3.

Art. 3

Funzioni delle Province e dei Comuni




1. Sono attribuite alle Province le funzioni amministrative relative al rilascio, rinnovo, modificazione e revoca delle concessioni delle aree del demanio marittimo e di zone di mare territoriale per le attività di pesca, acquacoltura e attività produttive correlate alla tutela delle risorse alieutiche, fatto salvo quanto previsto alle lettere d) e e) del comma 1 dell'articolo 2.

2. I Comuni approvano un Piano dell'arenile costituente il Piano Operativo Comunale (POC) avente ad oggetto la regolamentazione delle costruzioni esistenti, la dotazione di aree per servizi pubblici e per tutte le attrezzature in precario necessarie per l'attività turistica.

3. Sono altresì attribuite ai Comuni, che le esercitano in forma singola o associata, le seguenti funzioni amministrative:

a) rilascio, rinnovo, modificazione e revoca delle concessioni demaniali marittime a fnalità turistico-ricreative ricadenti nel territorio comunale;

b) pulizia degli arenili;

c) rilascio, rinnovo, modificazione e revoca delle concessioni inerenti ai porti di interesse regionale e subregionale.

4. Le Province e i Comuni curano l'aggiornamento dell'elenco delle concessioni di propria competenza, comunicando i dati in via telematica alla Regione e trasmettono ad essa, entro il mese di febbraio di ogni anno, una relazione sull'esercizio delle funzioni amministrative attribuite con riferimento all'anno precedente. Le Province e i Comuni forniscono, altresì, alla Regione i dati e le informazioni da essa richiesti in relazione all'esercizio delle funzioni attribuite dalla presente legge.

5. Qualora la Provincia o il Comune richiedano la concessione relativamente ad un bene demaniale per il quale essi risultano autorità concedente ai sensi del presente articolo, la relativa concessione è rilasciata dalla Regione Calabria, alla quale deve essere presentata la domanda.

Art. 4

Direttive




1. Le direttive vincolanti di cui al comma 2 dell'art. 2 sono finalizzate a:

a) armonizzare le azioni sul territorio per uno sviluppo sostenibile;

b) incentivare la riqualificazione ambientale e promuovere la riqualificazione delle aree individuate da dette direttive;

c) favorire l'innovazione e la diversificazione dell'offerta turistica;

d) realizzare il miglioramento dell'accessibilità alle aree demaniali marittime;

e) regolamentare le diverse attività ai fini della integrazione e complementarità tra le stesse;

f) costituire un quadro di riferimento finalizzato all'armonizzazione delle azioni dei soggetti pubblici e privati sulla fascia costiera.

2. Sentiti i Comuni interessati, la Regione individua, secondo quanto previsto dall'art. 6 del Decreto del Ministro dei trasporti e della Navigazione 5 agosto 1998, n. 342, le aree del proprio territorio da classificare nelle categorie A, B, e C, previo accertamento dei requisiti di alta, normale e minore valenza turistica.

3. Le direttive vincolanti di cui al comma 3 dell'art. 2 perseguono, oltre alle finalità di cui al comma 1 del presente articolo, quelle di favorire lo sviluppo delle attività correlate alla pesca, all'acquacoltura, alla tutela e all'incremento delle risorse alieutiche, nonché l'armonizzazione delle azioni, dei soggetti pubblici e privati, nel mare territoriale.

4. Le direttive vincolanti di cui al comma 4 dell'art. 2 perseguono, oltre alle finalità di cui al comma 1, quelle di favorire lo sviluppo delle attività volte a conseguire l'ottimale e armonico sviluppo del sistema portuale regionale.

5. II rilascio di nuove concessioni demaniali marittime deve avvenire nel rispetto delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti e dei relativi strumenti attuativi.

Art. 5

Organismi di concertazione




1. La Regione persegue la concertazione con gli enti locali interessati all'adozione delle direttive e dei provvedimenti regionali concernenti le funzioni inerenti alla gestione dei demanio marittimo a finalità turistico-ricreative mediante l'istituzione di un Comitato consultivo composto da rappresentanti della Regione e delle Amministrazioni locali costiere. La Giunta regionale stabilisce la composizione nonché le modalità di funzionamento del Comitato.

2. La Regione persegue la concertazione e la consultazione con gli altri soggetti interessati alla gestione del demanio marittimo a finalità turistico-ricreative mediante l'istituzione di un Comitato consultivo composto dalle categorie economiche, organizzazioni sindacali e associazioni ambientalistiche riconosciute. La Giunta regionale stabilisce la composizione nonché le modalità di funzionamento del Comitato.

3. La Regione persegue la concertazione e la consultazione con le istituzioni, gli enti locali e le associazioni della pesca e dell'acquacoltura interessate alle direttive ed ai provvedimenti regionali previsti dalla presente legge attraverso l'istituzione di un Comitato consultivo composto dai rappresentanti di detti enti ed associazioni. La Giunta regionale stabilisce la composizione nonché le modalità di funzionamento dei Comitato.

4. La Regione svolge, mediante strutture regionali decentrate, le seguenti funzioni:

a) osservatorio sull'utilizzo dei beni del demanio marittimo ai fini turistico-ricreativi;

b) osservatorio sull'utilizzo dei beni dei demanio marittimo e del mare territoriale ai fini delle attività di pesca, di acquacoltura, nonché di tutela ed incremento delle risorse alieutiche;

c) osservatorio sull'utilizzo dei beni del demanio marittimo negli ambiti portuali e coordinamento del medesimo al fine di conseguire l'ottimale ed armonico sviluppo del sistema portuale regionale;

d) supporto e consulenza ai Comuni e alle Province costiere per l'esercizio dell'attività amministrativa attribuita.

Art. 6

Revoca e decadenza della concessione

1. La Regione, le Province o i Comuni competenti al rilascio della concessione possono:

a) revocarla in tutto o in parte, secondo quanto previsto dall'art. 42 del Codice della navigazione;

b) dichiararne la decadenza nei casi previsti dall'articolo 47 del Codice della Navigazione.

Art. 7

Vigilanza




1. Ferme restando le funzioni di polizia marittima disciplinate dal Codice della Navigazione e dal relativo regolamento di esecuzione nonché dalla legge 14 luglio 1965, n. 963, le funzioni di vigilanza sull'uso in concessione delle aree del demanio marittimo e delle zone di mare territoriale, nonché l'applicazione delle relative sanzioni amministrative, sono esercitate dalla Regione, dalle Province e dai Comuni nell'ambito delle rispettive competenze.

2. In casi di particolare gravità o di recidiva nelle violazioni la Regione, le Province o i Comuni competenti, possono sospendere la concessione, per un periodo da uno a sei mesi o dichiararne la decadenza.

3. La Regione, le Province o i Comuni, secondo la rispettiva competenza, qualora accertino che sulle aree demaniali marittime o sulle zone di mare territoriale in concessione siano state eseguite opere non autorizzate o che le aree o le zone stesse siano utilizzate senza titolo o in difformità dal titolo concessorio, adottano i provvedimenti previsti dagli artt. 54 e 55 del Codice della Navigazione.

4. La regione, le Province o i Comuni competenti esercitano le funzioni previste dall'art. 12 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione approvato con D. P. R. 15 febbraio 1952, n. 328.

Art. 8

Ricorso Gerarchico




1. Può essere proposto ricorso gerarchico al Presidente della Giunta regionale avverso i provvedimenti adottati da Comuni e Province nell'ambito delle funzioni attribuite dalla presente legge, compresi quelli in materia di rilascio di concessioni inerenti alla realizzazione di porti, comunque denominati, nonché all'ampliamento e alla modifica strutturale di porti già esistenti.

Art. 9

Imposta regionale sulle concessioni dei beni del demanio dello Stato




1. Le concessioni sono soggette al pagamento dei canone nella misura stabilita dalla normativa statale vigente nonché al pagamento dell'imposta regionale sulle concessioni dei beni del demanio e del patrimonio indisponibile dello Stato prevista dalla legge 13 maggio 1970, 281 nella misura stabilita dalla legge regionale 31 dicembre 1971, n. 1 e successive modificazioni.

2. Le funzioni relative alla riscossione dell'imposta nonché al controllo, al contenzioso tributario e all'eventuale rappresentanza in giudizio sono conferite agli Enti competenti al rilascio delle concessioni ai sensi della presente legge.

3. Per l'esercizio delle funzioni attribuite dalla presente legge è assegnato a ciascun Ente l'ottanta per cento dell'imposta regionale riscossa, oltre alle somme introitate a titolo di sanzioni amministrative ed i relativi interessi.

4. Le Province e i Comuni provvedono, entro il 28 febbraio di ogni anno, a riservare alla Regione la quota di spettanza dell'imposta regionale riscossa nell'anno precedente nonché a trasmettere alla struttura regionale competente in materia di tributi regionali il rendiconto delle riscossioni stesse.

Art. 10

Norme Transitorie




1. II conferimento delle funzioni di cui al comma 1 dell'art. 3 e delle connesse funzioni di cui agli artt. 7 e 9, acquista efficacia a seguito dell'approvazione delle direttive regionali di cui al comma 3 dell'art. 2, con il trasferimento dei registri delle concessioni esistenti rinnovate e delle domande di concessione poste in istruttoria. A tal fine la Giunta regionale, entro 90 giorni dall'approvazione delle direttive, approva una deliberazione contenente le modalità del suddetto trasferimento. In esecuzione di detta deliberazione il Presidente della Giunta regionale adotta appositi atti di attuazione del trasferimento e di attribuzione delle funzioni.

2. II conferimento delle funzioni di cui alla lettera a) del comma 3 dell'art. 3 e delle connesse funzioni di cui all'art. 7, acquista efficacia a seguito dell'approvazione delle direttive regionali di cui al comma 2 dell'art. 2 e previo adeguamento alle stesse, da parte dei Comuni, dei Piani dell'arenile aventi il contenuto previsto dal comma 2 dell'art. 3, con il trasferimento dei registri delle concessioni esistenti rinnovate e delle domande di concessione poste in istruttoria. A tal fine la Giunta Regionale adotta, entro 30 giorni dall'approvazione delle direttive, una deliberazione contenente le modalità del suddetto trasferimento. In esecuzione di detta deliberazione il Presidente della Giunta regionale adotta appositi atti di attuazione del trasferimento e di attribuzione delle funzioni.

3. Fino al completamento delle procedure di trasferimento di cui ai commi 1 e 2, le funzioni ivi previste sono esercitate dalla Regione.

4. Fino all'adozione delle direttive vincolanti l'esercizio delle funzioni di cui alla lettera a) del comma 3 dell'art. 3 alle concessioni relative ad aree demaniali marittime per finalità turistico-ricreative si applicano le seguenti disposizioni:

a) non possono essere rilasciate nuove concessioni relative ad aree non ancora assoggettate a regime concessorio con finalità turistico-ricreative;

b) non si considerano nuove concessioni tutte le forme di subingresso nel godimento della concessione;

c) non si considerano nuove concessioni gli ampliamenti o le diminuzioni derivanti da ripascimento o erosione sul lato fronte mare delle concessioni assentite. In tal caso le modifiche dell'area in concessione sono segnalate all'autorità competente che provvede al rilascio dell'autorizzazione ex art. 24 del Regolamento di esecuzione del Codice della Navigazione;

d) possono essere rilasciate nuove concessioni riguardanti:

1) la realizzazione di interventi conformi agli strumenti urbanistici e ai Piani di utilizzazione degli arenili, ove vigenti;

2) Richieste presentate da soggetti già titolari di aree che sono venute meno a seguito di realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico e riguardanti l'assegnazione di nuove aree ottenute da ripascimento artificiale, a condizione che l'utilizzazione dell'area non sia in contrasto con le previsioni degli strumenti urbanistici vigenti;

e) ai fini della salvaguardia delle aree già destinate a spiaggia libera degli strumenti urbanistici vigenti, non possono essere rilasciate concessioni che riducano il fronte a mare di dette aree al di sotto del 20% dell'estensione del litorale comunale destinato a stabilimenti balneari. Qualora detta percentuale sia stata superata non possono essere comunque rilasciate concessioni. E' comunque fatta salva la possibilità di concessione di cui al punto 2 della lettera d).

Art. 11

Abrogazione di norme




1. E’ abrogata la legge regionale n. 3 del 3 marzo 2000.

Art. 12

Dichiarazione d'urgenza




1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla data della sua pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Calabria.

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