Senatore della Repubblica XVII Legislatura

Mozione n° 3 del 27/07/2000

Sulla costruzione di un termovalorizzatore nel comune di Bisignano

Il Consiglio regionale della Calabria

Premesso che




con Dpcm del 12 settembre 1997 è stato dichiarato lo stato di emergenza nella Regione Calabria in ordine alla situazione di allarme ambientale determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani;

con ordinanza numero 2698 del 21 ottobre 1997 del Ministero dell’Interno sono stati individuati gli interventi immediati per fronteggiare la situazione di emergenza ed è stato nominato il Presidente della Giunta regionale quale commissario delegato per l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani;

il commissario delegato nel mese di maggio 1998 ha approvato il “piano regionale di emergenza” che prevede, fra l’altro, la costruzione di due termovalorizzatori nella nostra Regione all’interno di un sistema integrato denominato “Calabria nord” e “Calabria sud”;

la realizzazione degli impianti avverrà attraverso la forma del Project Financing;

a tale scopo l’ufficio del commissario ha esperito una gara di rilevanza europea;

con ordinanza numero 381 del 18 dicembre 1998 il commissario delegato vicario ha approvato gli atti di gare ed ha disposto, tra l’altro, di approvare la variante localizzativi del sistema denominato “Calabria nord” da San Marco Argentano a Bisignano;

a seguito di tale ordinanza la popolazione di Bisignano (Cs) e dell’intero comprensorio della media valle del Crati hanno protestato violentemente contro tale scelta e la protesta è culminata in una formale richiesta di revoca dell’ordinanza medesima numero 381/98 da parte di tutti i Consigli comunali dei centri dell’area;

per motivare tale impostazione i comuni hanno espresso la volontà di puntare sulla vocazione agricola della zona prevedendo un modello di sviluppo territoriale orientato in tal senso e quindi la costruzione del termovalorizzatore andrebbe a pregiudicare ogni possibilità di sviluppo;

la Giunta regionale nella seduta del 26 ottobre 1999 ha affrontato l’intera vicenda ed ha adottato l’atto deliberativo numero 3885 che prevede, tra l’altro: i contratti con le imprese aggiudicatici potranno essere stipulati solo dopo che sarà acquisito il parere della Commissione del Ministero dell’ambiente e saranno sottoscritti con i comuni interessati agli interventi i relativi “accordi di programma”;

in data 24 marzo 2000 il commissario delegato vicario in presenza d i uno stato di tensione tra le popolazioni della Valle del Crati segnalato dal Prefetto di Cosenza con telefax numero 2003 che poteva sfociare in grave turbativa dell’ordine pubblico ha preso in esame la vicenda avendo come riferimento il deliberato della Giunta regionale numero 3385/1999;

il commissario delegato vicario ha preso atto che non si sono verificate le condizioni previste nella sopramenzionata delibera della Giunta regionale ed ha emanato l’ordinanza numero 977 con la quale si è disposto di:

1) prendere atto che non si sono verificate le condizioni di cui alla delega della Giunta regionale 3385/1999 né quelle previste all’articolo 2, comma 1, dell’O.P.C.R. numero 2896 dell’1 ottobre 1998 che prevede la stipula dell’”accordo di programma”;

2) di demandare alla Commissione scientifica il compito di individuare un altro sito più idoneo in alternativa a quello di Bisignano per la localizzazione degli impianti di termovalorizzazione del sistema denominato “Calabria nord”;

in data 4 maggio 2000 con ordinanza numero 1020 il sub-commissario ha ritenuto di revocare l’ordinanza numero 977/2000 sulla base del parere favorevole della Commissione Via, la quale ha ritenuto di esprimersi positivamente sul sito di Bisignano anziché individuarne altri alternativi per come richiesto espressamente nell’ordinanza 977/2000;

tale decisione discutibile sia sotto il profilo giuridico che politico ha scatenato nuovamente la protesta delle popolazioni della Media Valle del Crati sfociate nuovamente in una marcia di protesta svoltasi in data 21 luglio u.s. e culminata in un incontro con il prefetto di Cosenza al quale è stato chiesto di intervenire sul Presidente della Giunta regionale e commissario delegato per l’emergenza al fine di annullare l’ordinanza 1020/2000.

Impegna




il Presidente della Giunta regionale nella sua qualità di commissario delegato per l’emergenza rifiuti a:

a) annullare l’ordinanza 1020 del 4 maggio 2000 ripristinando le condizioni previste dall’ordinanza 977 del 24 marzo 2000;

b) procedere nell’individuazione di eventuali altri siti senza forzature ma tenendo conto soprattutto delle volontà delle popolazioni territorialmente interessate.

Invita

il Presidente del Consiglio regionale a iscrivere nella prima seduta utile del Consiglio regionale una discussione più completa sullo stato di emergenza nel settore dei rifiuti sul quale da lungo tempo si stanno registrando prese di posizione da parte di istituzioni pubbliche, associazioni ambientalistiche oltre che gravi censure da parte dell’Unione Europea.

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