Senatore della Repubblica XVII Legislatura

Seduta n° 67 del 13/05/2003

Progetto di legge statutaria di iniziativa dei consiglieri Naccarato, Bova, Pezzimenti, recante: “Statuto della Regione Calabria” (Seguito)

Paolo NACCARATO, relatore

Presidente, in primo luogo voglio fare una raccomandazione ai colleghi: nell’esaminare gli emendamenti, occorre tenere ben presente che la scelta che abbiamo comunemente fatto in termini di impostazione in Commissione è stata quella – e non poteva essere diversamente – di privilegiare l’essenzialità nella redazione dello Statuto e di verificare soprattutto che le norme proposte siano effettivamente di rango statutario, perché altrimenti si svilisce la fisionomia della Carta fondamentale della Regione Calabria. E’ una premessa che sento il dovere di fare l’affido alla vostra attenzione in termini positivi.

Sui due preamboli, sui due emendamenti Tripodi e Guagliardi, il parere del relatore è di accantonarli. Chiederei all’Aula di…

Ripeto, chiederei all’Aula sui due emendamenti preliminari che riguardano il preambolo, pur senza sottacere che avevamo concordato in Commissione di valutare l’opportunità che ci possa essere o meno un preambolo, di accantonarli, in modo da dare la possibilità – so che sono in corso degli approfondimenti – di presentare eventuali subemendamenti di aggiustamento.

Chiedo scusa, perché forse non è chiaro. L’intendimento del relatore non era quello, onorevole Torchia, di rinviarlo ulteriormente sine die, assolutamente, noi abbiamo detto che avremmo riflettuto; non l’abbiamo esaminato in Commissione perché non è mai giunta una proposta emendativa che contenesse un preambolo in Commissione. Naturalmente c’è la disponibilità ad esaminarlo.

Ora la proposta di accantonarlo non è finalizzata a non esaminarlo in questa sede, ma è semplicemente il consentire ancora un po’ di tempo per un approfondimento sempre in questa sede e lo faremo alla conclusione dei lavori, cioè, al termine dell’esame dell’intera proposta, lo esamineremo e prenderemo una decisione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione la proposta dell’onorevole Naccarato di rinviare questi due punti e poi, alla fine, si discute non di fare un preambolo o meno, ma se c’è da inserire anche qualche articolo esaminando bene questi due emendamenti.

(Il Consiglio approva)

Passiamo, adesso, alla discussione dell’articolato.

Titolo 1, articolo 1: “La Calabria è Regione autonoma, con propri poteri e funzioni secondo i princìpi fissati nella Costituzione e nel presente Statuto, nell’unità della Repubblica Italiana e nell’ambito dell’Unione Europea.

2. La Regione è costituita dalle comunità residenti nei territori dei Comuni e delle Province calabresi.

3. Capoluogo della Regione è Catanzaro, dove hanno sede il Presidente della Giunta regionale e la Giunta.

4. Il Consiglio regionale ha sede nella città di Reggio Calabria.

5. La Regione ha un proprio gonfalone ed uno stemma, stabiliti con legge regionale”.

Su questo articolo ci sono otto emendamenti. Il primo è l’emendamento protocollo numero 790, a firma dell’onorevole Tripodi M.: “La Calabria è Regione autonoma, secondo i princìpi e le garanzie della Costituzione italiana e del presente Statuto, nell’unità e indivisibilità della Repubblica e nell’ambito dell’Unione europea”.

Se lo vuole illustrare brevemente, con i tempi che l’onorevole Fava ha dettato.

Michelangelo TRIPODI

Solo due parole di aggiunta al testo del comma 1: innanzitutto, insieme ai princìpi io pongo il problema delle garanzie, come riferimento della Costituzione e dello Statuto; secondo, unità e indivisibilità della Repubblica. Quindi credo che si possa accogliere, così come è scritto, secondo i princìpi e le garanzie della Costituzione, nell’unità e indivisibilità della Repubblica e nell’ambito dell’Unione europea. Questo per quanto riguarda il comma 1.

Non so se volete fare per commi o per tutto l’articolo, per tutti gli emendamenti.

PRESIDENTE

Può illustrare anche gli altri e poi si votano uno per uno.

Michelangelo TRIPODI

Voglio dire, la discussione e la votazione avvengono comma per comma?

PRESIDENTE

La votazione avviene emendamento per emendamento.

Michelangelo TRIPODI

Ho presentato questo emendamento al comma 1 come emendamento integrativo con queste due…

PRESIDENTE

E l’ha anche illustrato. Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Volevo pregare l’onorevole Tripodi di rifletterci, invitandolo a soprassedere, per due motivi, uno di merito e uno di metodo. Nel merito, il concetto di indivisibilità della Repubblica è già espresso nel concetto di unità ed esplicitato bene nel successivo comma 2 dell’articolo 2; nel metodo, vorrei far rilevare che l’articolo è stato già approvato anche in Commissione all’unanimità. Ora mi rendo conto che ciò non può essere pregiudizievole, però anche per non appesantire con terminologie analoghe il testo, essendo già il principio previsto al successivo articolo, pregherei l’onorevole Tripodi di ritirare l’emendamento.

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, lo ritira?

Michelangelo TRIPODI

Solo un chiarimento, Presidente. Io ho votato a favore. Il fatto che si presenti un emendamento che arricchisce non cambia la sostanza, il punto è “indivisibile” scritto dove ci sono i princìpi fondamentali è una cosa, scritto all’articolo 2 è un’altra. Probabilmente quell’“indivisibile” sull’articolo 2 potrebbe essere spostato sull’articolo 1, avrebbe più peso e più valore.

Detto questo, mi rimetto alle sue decisioni.

Paolo NACCARATO, relatore

La ringrazio, onorevole Tripodi.

Tutti i princìpi sono, come scelta anche di tecnica giuridica, inseriti all’articolo 2. L’articolo 1 fotografa soltanto una situazione evidente. E’ solo un problema di tecnica giuridica.

PRESIDENTE

Lo ritira, onorevole Tripodi? E’ ritirato.

Il secondo è l’emendamento protocollo numero 791, comma 1 bis – aggiuntivo – sempre dell’onorevole Tripodi: “Si propone di inserire il seguente comma: 1 bis. Essa esercita propri poteri e funzioni a norma del presente Statuto, esprime l’autogoverno della comunità calabrese, garantisce la partecipazione democratica di tutti i cittadini alla realizzazione della politica regionale e promuove lo sviluppo della comunità regionale, concorrendo al rinnovamento della società e dello Stato”.

Prego, ha facoltà di illustrarlo.

Michelangelo TRIPODI

Questo è un comma aggiuntivo, quindi è una proposta che serve per fissare alcuni princìpi, quello dell’autogoverno della Regione, della comunità calabrese, che viene esercitato dalla Regione attraverso i poteri e le funzioni che gli derivano dallo Statuto e di garanzia della partecipazione democratica dei cittadini alla realizzazione della politica regionale. L’unica cosa che volevo dire è che sicuramente troveremo parte di questi elementi nel corso dello Statuto. Non voglio prevenire l’obiezione, ma ne abbiamo già discusso.

Probabilmente anche qui, Presidente, dato che parliamo di princìpi fondamentali, piuttosto che fare un articolo che è molto snello e risicato, secondo me, per quanto riguarda i princìpi fondamentali, sarebbe bene, in qualche modo, rimpolparlo di alcune cose. Mi pare che questa proposta, questo comma, possa essere accolto con questa logica.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Tripodi, condivido il senso del suo intervento e condivido anche l’osservazione che le avrei fatto da qui a un momento: tutto il senso del suo articolo aggiuntivo è già assunto nel corpo dell’articolo 1 e dell’articolo 2, però tutto il titolo si chiama “Princìpi fondamentali”. Quindi la invito a tenerne conto, in questo caso anche da un punto di vista di tecnica giuridica, e la inviterei a ritirarlo, fermo restando che se, invece, dovesse insistere, lo rimettiamo alla valutazione dell’Aula.

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, considerando quello che diceva l’onorevole Naccarato, credo che anche questo potrebbe ritirarlo, se è d’accordo.

(Interruzione)

E’ ritirato.

Terzo emendamento all’articolo 1, l’emendamento protocollo numero 792, a firma dell’onorevole Tripodi M.: “Si propone di inserire il seguente comma: 1 ter. La Calabria fa propria la Carta dei diritti dell’Unione europea”.

Michelangelo TRIPODI

…l’emendamento aggiuntivo è finalizzato a scrivere che la Calabria fa propria la Carta dei diritti dell’Unione europea.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Anche su questo varrebbe lo stesso discorso, è già compreso, però su questo mi rimetto all’Aula, il relatore non ha un parere negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 792.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 884 a firma dell’onorevole Galati: “Articolo 1. I commi 3 e 4 vengono soppressi e sostituiti dal seguente unico comma: “Capoluogo della Regione è Catanzaro”.

Francesco GALATI

Voglio dire subito, signor Presidente, lungi da me questioni di natura campanilistica, nel modo più assoluto, né voglio rinnovare le vecchie questioni che trent’anni fa hanno dato luogo alle famose sommosse di piazza. A me è sembrato e sembra non conveniente mettere nella Carta costituzionale della nostra Regione la frattura storica che allora si è determinata. E’ questo il senso della mia proposta, cioè stabilire che gli uffici regionali della Giunta debbano essere a Catanzaro e quelli del Consiglio a Reggio Calabria mi sembra rimarcare quella frattura storica. Lasciamo alle future generazioni, eventualmente, potersi determinare liberamente, senza mettere fin da questo momento un paletto che ricorda vecchi tempi, quelle vecchie questioni condivise dal popolo calabrese.

PRESIDENTE

Quindi lo ritira? No. Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere del relatore è non favorevole e anche in questo caso il relatore inviterebbe il proponente, prima di avviare una lunghissima discussione, a ritirarlo, in modo da agevolare il percorso.

PRESIDENTE

L’ha invitata a ritiralo, onorevole Galati.

(Interruzione)

L’emendamento è ritirato.

Il prossimo emendamento è a firma dell’onorevole Guagliardi e Torchia, l’emendamento protocollo numero 862: “All’articolo 1, comma 4, dopo le parole “Reggio Calabria”, aggiungere “e può essere convocato anche nelle altre città capoluogo di provincia”.

Prego, onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Stavo chiedendo al collega se volesse illustrarlo lui…

(Interruzione)

No, non lo ritiro…

(Interruzioni)

Lo so che voterete contro, però mi pare che quello che si chiede non è la modifica della città capoluogo, è soltanto la possibilità in termini eccezionali, per un evento straordinario, che può essere una calamità o un grande evento positivo della Calabria, che questo Consiglio regionale riconosca un altro luogo della Calabria dove potersi riunire. Cioè se noi abbiamo un grande personaggio che andiamo a celebrare a Praia a Mare e c’è un evento internazionale eccezionale in cui il Consiglio regionale decide di riunirsi lì, bene…

(Interruzione)

E’ una possibilità remota, ma esiste.

PRESIDENTE

Onorevole Guagliardi, in caso di calamità, che mi auguro non ci siano mai in Calabria, la Giunta si può riunire in qualunque posto, il Consiglio credo sia opportuno si riunisca in Consiglio. Cosa diversa è se c’è un evento eccezionale positivo, come quello che diceva lei, per cui tutti i consiglieri, compreso il Presidente, si recheranno in quel posto per fare la presenza. Anche alla luce di quello che ha fatto l’onorevole Galati, consiglierei molto sommessamente, se lei potesse ritirarlo, sarebbe forse meglio.

Paolo NACCARATO, relatore

Del resto non è precluso e quindi, non essendo precluso…

(Interruzione dell’onorevole Guagliardi)

PRESIDENTE

Onorevole Guagliardi, lo ritira? Sì? Grazie.

Emendamento protocollo numero 783/C a firma dell’onorevole Bova: “All’articolo 1, comma 4, dopo le parole “…nella città di Reggio Calabria” sono aggiunte le parole “città metropolitana del Mediterraneo”.

Prego, onorevole Bova.

Giuseppe BOVA

Dico che ho votato lo Statuto e l’articolo 1. Quello che propongo è davvero un’integrazione nello spirito della Carta che abbiamo licenziato nella Commissione.

Sappiamo che le città metropolitane hanno dignità costituzionale, conosciamo i processi avviati dal Titolo V° della Costituzione. All’interno di questo Statuto che abbiamo votato prevediamo di praticare questa linea, dentro questo c’è un’anticipazione: quella che una delle città metropolitane della Calabria- questa città noi sappiamo dov’è-, è una sorta di porta sul Mediterraneo. Noi siamo perché le Regioni, nell’ambito dell’unità nazionale, con la dignità che viene dall’Unione europea, possano praticare sul loro terreno e così via politiche che danno loro un ruolo forte nelle relazioni cosiddette mediterranee. In questo senso, la proposta sottolinea come questa possibile vocazione il Consiglio regionale della Calabria la sottolinea e la stimola.

A questo proposito, prima di concludere, faccio un’ipotesi , cioè invece che come emendamento al comma 4 dell’articolo 1, possa riguardare, ad esempio, l’articolo 2 dello Statuto, dopo il cui comma – in questo caso lo propongo – t) che recita così: “la collaborazione in raccordo con le altre Regioni italiane, particolarmente con quelle finitime e del Mezzogiorno o con enti territoriali di altri Stati”, si può giungere una punto e virgola e scrivere – questa è un alternativa – “la costituzione di Reggio Calabria quale città metropolitana del Mediterraneo”, cioè la stessa ipotesi la avanzo con due soluzioni possibili, la offro al relatore, all’Aula e così via.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere del relatore è che questo non è il luogo dove inserire l’esame di questo emendamento, per cui mi adeguerei alla stessa proposta del proponente che, o eventualmente va inserito nell’articolo 2, comma 2, lettera t), o anche nell’articolo 45. Questo poi lo rimettiamo all’Aula per una decisione.

Quindi sposterei intanto la proposta emendativa dell’onorevole Bova all’articolo 2, quando esamineremo la lettera successiva alla t).

PRESIDENTE

Onorevole Bova?

(Interruzione)

Va bene, per adesso è rinviato…

(Interruzione)

Ritirato?

Paolo NACCARATO, relatore

No, è trasferito al comma 2 dell’articolo 2, dopo la lettera t).

PRESIDENTE

Accantonato momentaneamente.

(Interruzione)

C’è un altro emendamento a firma dell’onorevole Tripodi Michelangelo, l’emendamento protocollo numero 783: “Articolo 1 (la Regione Calabria), comma 5, sostitutivo. Si propone la riformulazione del comma nel modo seguente: “5. La bandiera, il gonfalone e lo stemma della Regione Calabria sono stabiliti con legge regionale”.

Prego, onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

E’ sostitutivo per formulazione dell’emendamento. Si aggiunge al gonfalone e allo stemma, di cui si parla nella proposta, la bandiera. Mi pare che, in altre Regioni, la tendenza generale sia quella di dotarsi anche della bandiera, che è un’altra cosa rispetto al gonfalone.

La proposta è che lo Statuto preveda che la Regione abbia un gonfalone, uno stemma e una bandiera.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Qualcuno, onorevole Tripodi, esprime perplessità circa la possibilità reale, una bandiera è simbolo dell’unità, della sovranità nazionale, però il parere del relatore non è contrario, mi rimetto all’Aula.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tommasi.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, mi auguro di avere interpretato male questo emendamento, perché siamo parte integrante dello Stato italiano e una bandiera già ce l’abbiamo. Bossi pensa ad altre cose, non vorrei che pure il consigliere Michelangelo Tripodi, a questo punto, le possa pensare. La mia bandiera è quella italiana, quindi questo discorso di bandiera lo metterei da parte.

Paolo NACCARATO, relatore

Lo ritira o insiste, onorevole Tripodi?

Michelangelo TRIPODI

Non stiamo discutendo sul fatto che tutti abbiamo la bandiera italiana. Molte Regioni stanno adottando la bandiera, quindi non mi pare che questo sia un elemento che vuole rompere l’unità nazionale.

Paolo NACCARATO, relatore

No, certo, ma mi chiedevo se lei insisteva o lo ritirava… Forse, anche alla luce dell’intervento del collega Tommasi, è meglio soprassedere.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato.

Emendamento protocollo numero 794 a firma dell’onorevole Tripodi Michelangelo: “Articolo 1 (la Regione Calabria), comma 6, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “6. Sono elettori della Regione i cittadini italiani maggiorenni che siano elettori nei comuni della regione e gli immigrati residenti nella regione da almeno cinque anni”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

L’articolo 1, comma 6, riguarda una scelta fortemente politica. La proposta è di un emendamento che dà un diritto di cittadinanza a cittadini – e, in questo caso, il diritto elettorale – che non sono italiani, in modo che si riconosca il diritto a tutti gli immigrati residenti nella regione, da almeno cinque anni, di poter esercitare il diritto di voto e quindi di riconoscerli come elettori della regione.

Penso sia una proposta di grande apertura, in cui la Regione si caratterizza anche sul piano di un avanzamento sociale, culturale; se lo Statuto comprendesse un’affermazione di questo genere, credo che saremmo molto avanti. Ahimé, probabilmente non sarà così, ma siccome ritengo che dobbiamo anche ragionare su queste questioni, dato che ci sono cittadini che lavorano da anni in Calabria, in Italia, che svolgono attività, che si sono integrati nella comunità calabrese, credo che abbiano anche il diritto di esercitare il diritto di voto.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

La materia non è disponibile alla potestà statutaria perché non può concedere l’elettorato attivo e passivo agli immigrati, quindi il parere è fortemente contrario e invito il proponente a ritirarlo.

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, viste queste motivazioni, lo ritira?

Michelangelo TRIPODI

Perché non è disponibile, Presidente?

(Interruzioni)

Paolo NACCARATO, relatore

E’ competenza esclusiva dello Stato.

PRESIDENTE

Lo ritira, onorevole Tripodi?

Michelangelo TRIPODI

No, questo punto non lo ritiro e chiedo un voto.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 794.

Domenico RIZZA

Ma è inammissibile!

PRESIDENTE

Se è inammissibile, è un altro discorso.

Alberto SARRA

E’ inammissibile perché non è competenza nostra, non abbiamo titolo.

PRESIDENTE

E’ ritirato perché non è ammissibile.

Paolo NACCARATO, relatore

Se non è nella disponibilità della potestà statutaria, che cosa votiamo?!

(Interruzione)

PRESIDENTE

E’ inammissibile.

La parola all’onorevole Fava

Nuccio FAVA

Mi riservo di fare su questo…

(Interruzione)

Non è vero, il Consiglio comunale di Londra…

(Interruzione)

E noi che siamo, la periferia dell’Impero?!

(Interruzioni)

Personalmente, se l’onorevole Tripodi ritira l’emendamento, lo faccio mio perché è una scelta che corrisponde alla storia reale della Calabria: nelle nostre città e nei nostri paesi gli immigrati sono parte viva della storia della Calabria. Sono perché venga mantenuto.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Il problema che ha sollevato l’onorevole Tripodi è nell’attualità della politica, non a caso ci sono in alcuni paesi, in alcune città, in alcuni comuni del nostro territorio nazionale comuni che danno il voto agli immigrati per la tornata amministrativa.

A me pare controverso questo emendamento, per cui chiedo il ritiro anch’io perché, se noi diamo il diritto di voto a tutti gli immigrati che hanno quelle caratteristiche, interferiamo nel sistema elettorale nazionale.

(Interruzione)

Michele, con questa modalità interferiamo nel sistema elettorale nazionale, perché la Calabria sarebbe l’unica Regione d’Italia che darebbe il voto a cittadini immigrati, potendo esprimere un voto sulla politica nazionale, poi. Mi pare una contraddizione.

Se, poi, dovessimo dire che nell’ambito delle tornate elettorali amministrative locali gli extracomunitari che vivono qui, con le caratteristiche che tu poni, hanno diritto di voto nei comuni, è un passo accettabilissimo da sostenere.

(Interruzioni)

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento…

(Interruzioni)

La parola all’onorevole Borrello.

Antonio BORRELLO

Una semplice proposta, Presidente: su questo aspetto che è stato posto in maniera molto avvertita credo sia necessario che ognuno di noi sia messo nelle condizioni di capire se, oggettivamente, questo emendamento è incostituzionale o no. Se non è possibile che i professori intervengano in corso di seduta, si sospende per trenta secondi e ci diranno com’è la questione.

Paolo NACCARATO, relatore

Basta leggere l’articolo 48 della Costituzione.

PRESIDENTE

Se devono intervenire i consulenti, non possono farlo con la seduta aperta, ma deve essere sospesa.

Antonio BORRELLO

La sospendiamo per trenta secondi, Presidente.

Paolo NACCARATO, relatore

L’articolo 48 della Costituzione recita: “Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età”.

(Interruzioni)

In prospettiva…

PRESIDENTE

Prego, onorevole Sarra.

Alberto SARRA

Presidente, dovrebbero prima acquisire la cittadinanza italiana; se non l’acquisiscono, è inutile discutere.

PRESIDENTE

Questo è inammissibile, onorevole Tripodi.

Gli emendamenti sull’articolo 1 sono terminati, considerando che quello presentato dall’onorevole Bova è stato trasferito, quindi si può votare l’articolo 1, come emendato.

(Interruzione)

Dichiarazione di voto sull’articolo 1?

Michelangelo TRIPODI

Per le procedure. Siccome sulla questione precedente, preambolo, si è deciso di accantonarlo, l’approvazione dell’articolo 1 presumo che potrebbe creare un intoppo successivo. Alla sua valutazione, Presidente, perché si può andare avanti.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 1 nel suo complesso, come emendato.

(E’ approvato all’unanimità)

Abbiamo anche qui diversi emendamenti. Leggo l’articolo 2 o lo diamo per letto?

(Interruzioni)

Lo diamo per letto, guardiamo solo gli emendamenti.

Emendamento protocollo numero 785 a firma dell’onorevole Tripodi Michelangelo: “Articolo 2 (Princìpi e finalità) comma 1, aggiuntivo. Si propone di aggiungere il principio delle pari opportunità”

Prego, onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Si aggiunge il principio delle pari opportunità al comma 1, insieme a tutti gli altri elencati.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere del relatore è che quanto proposto è già inserito alla lettera d) del comma 2 come un obiettivo rafforzato, quindi invito il proponente a soprassedere.

PRESIDENTE

In effetti è vero, onorevole Tripodi. Lo ritira?

Michelangelo TRIPODI

Tutte le lettere ripropongono princìpi contenuti nel punto 1, grosso modo, esplicitano i princìpi del punto 1, le lettere a), b), c). Per cui non è sostitutivo, non supera il problema.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

(Interruzioni)

Paolo NACCARATO, relatore

Ma la formulazione che è al successivo comma 2 include e rafforza di più, quindi anche in questo senso credo che lei possa riflettere e decidere di soprassedere.

Michelangelo TRIPODI

Credo si possa scrivere pari opportunità.

Paolo NACCARATO, relatore

Ma c’è già scritto.

Michelangelo TRIPODI

Me lo dica dov’è scritto!

PRESIDENTE

Onorevole Naccarato, lei dia il parere.

Paolo NACCARATO, relatore

Invito a ritirarlo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 785.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo numero 796 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 2 (Principi e finalità), comma 2, sostitutivo. Si propone l’abrogazione del comma 2 e la sua sostituzione con i seguenti commi:

2. La Regione Calabria riconosce l’autogoverno delle comunità che costituiscono il popolo calabrese.

La Regione, in applicazione dei princìpi di solidarietà e sussidiarietà, conferisce tutte le funzioni e i compiti, che non attengono ad esigenze unitarie per la comunità ed il territorio regionale, ai Comuni e alle Province, sulla base dei principi di differenziazione, adeguatezza e prossimità.

La Regione riconosce e valorizza l’autonoma iniziativa dei cittadini singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale e la realizzazione dei diritti e della solidarietà sociale.

La Regione Calabria riconosce parità di diritti e di trattamento a tutti i cittadini e concorre a promuovere il pieno sviluppo della persona umana e della famiglia per rendere effettive la libertà e l’uguaglianza.

La Regione opera per garantire il pieno sviluppo dei diritti di libertà riconosciuti dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

2 bis. La Regione Calabria promuove l’autonomia delle comunità che costituiscono il popolo calabrese e ne realizza lo sviluppo sociale ed economico in forme rispondenti alle caratteristiche e alle tradizioni della sua storia.

La Regione promuove azioni in favore dell’affermazione dei diritti della persona, della famiglia e per le pari opportunità; favorisce il volontariato e l’associazionismo come pratiche per la realizzazione della coesione sociale e per promuovere l’identità regionale.

La Regione persegue uno sviluppo che si fonda sui criteri qualitativi quali la promozione dell’autonomia e della responsabilità della persona, la sostenibilità ambientale, la trasparenza e la legalità dei sistemi concorrenziali, la tutela del consumatore, la ricerca e l’innovazione tecnologica.

La Regione sostiene le attività produttive che sono in sintonia con le vocazioni del territorio.

La Regione opera per rendere effettivi i diritti allo studio, anche operando per elevare l’età dell’obbligo scolastico a diciotto anni, al lavoro e alla formazione permanente. Promuove negli ambiti di propria competenza tutte le azioni che consentono la diffusione delle attività dì ricerca e una formazione tecnica, scientifica e culturale completa e costantemente aggiornata.

La Regione promuove e realizza interventi, coordinati con quelli dello Stato e di altre Regioni, finalizzati alla tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza personale.

La Regione concorre a rimuovere ogni ostacolo che impedisce la realizzazione della parità degli uomini e delle donne nella società, nella cultura e nell’economia; promuove l’uguaglianza tra i sessi nell’accesso alle cariche elettive.

La Regione ripudia la guerra come strumento dì offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali ed opera per una cultura della pace e della cooperazione internazionale, al fine di ridurre gli squilibri economici e sociali, nel pieno rispetto delle differenze etniche, storiche e religiose.

La Calabria fonda sull’accoglienza la sua funzione di comunità sociale e persegue l’obiettivo della integrazione di persone e di famiglie che, provenienti da altre etnie e culture, si insediano sul territorio regionale, nel rispetto delle diverse identità storico‑culturali ed etnico‑religiose.

La Regione esercita i propri poteri, in particolare, per:

riconoscere i diritti della fasce più deboli della popolazione al superamento della cause che ne determinano la disuguaglianza e il disagio; rendere effettivi il diritto al lavoro, alla sicurezza sociale, alla salute e il diritto allo studio, con specifica attenzione alle persone che vivono situazioni di disagio;

offrire a tutti i cittadini adeguati servizi sociali, anche avvalendosi delle attività di volontariato; garantire la conservazione e il risanamento dell’ambiente, la protezione dei boschi e delle foreste, dei fiumi, dei laghi e dei mari attraverso un governo del territorio che ne rispetti e ne valorizzi le vocazioni naturali;

tutelare il patrimonio storico e artistico conservato in Calabria;

promuovere le attività culturali, la ricerca scientifica e tecnologica;

assicurare un’ampia e democratica informazione; conseguire lo sviluppo economico regionale, superando gli squilibri territoriali e settoriali, mediante l’incentivazione dell’iniziativa privata e l’incremento dell’associazionismo e della cooperazione;

tutelare e valorizzare le minoranze etniche, linguistiche e religiose presenti in Calabria, con particolare riguardo alle popolazioni di origine albanese, grecanica e occitanica; rafforzare il legame organico con i calabresi emigrati nel mondo, anche mediante una rappresentanza democraticamente eletta nel Consiglio regionale;

favorire la partecipazione popolare e delle autonomie locali alle funzioni legislativa ed amministrativa ed alla verifica dell’azione dei poteri pubblici, nell’ottica del più ampio decentramento;

rafforzare l’autonomia dei Comuni e delle Province, favorendo, anche in funzione di una organizzazione fondata su ambiti territoriali adeguati, lo sviluppo delle loro forme collaborative, promuovendo il riordino territoriale degli enti, nonché la funzione dei piccoli Comuni montani e delle aree interne, anche per prevenire il fenomeno dello spopolamento;

promuovere la partecipazione a forme di collaborazione e raccordo con le altre Regioni italiane, particolarmente con quelle finitime e del Mezzogiorno, o con analoghe istituzioni di altri Stati;

difendere la cultura della Calabria in tutte le Regioni e gli Stati ove i calabresi hanno dato luogo a forme organizzate di identificazione dei luoghi e delle tradizioni di origine e provenienza”.

Michelangelo TRIPODI

E’ un articolo lungo perché ripropone alcune cose scritte lì, però introduce alcuni elementi che non ci sono. Ne voglio ricordare uno solo, Presidente, per capire e poi mi direte la vostra opinione.

Ho messo un punto, per esempio, in cui affermiamo un principio legato alla questione della guerra che recupera l’articolo 11 della Costituzione: “La Regione ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…”. Per esempio, questo è un aspetto in cui, secondo me, deve trovare posto una dichiarazione di principio sulla questione della guerra e della pace, non può mancare nello Statuto della Regione, così come altre questioni che riguardano i diritti dei cittadini, la sostenibilità ambientale, la trasparenza e la legalità, la tutela dei consumatori e via dicendo.

Quindi c’è una proposta sostitutiva, penso che si potrebbe fare un’integrazione e un coordinamento tecnico, Presidente, rispetto ad alcune questioni, ma dipende da voi e dalla scelta che riterrete di fare, perché ci sono cose e argomenti su cui, penso, si dovrebbe affrontare, nel merito, una discussione. Si potrebbero elencare tutti i punti, mi astengo dal farlo perché sarebbe assai lungo. Sicuramente, comunque, ci sono questioni non affrontate e non trattate nei princìpi e nelle finalità che, secondo me, hanno bisogno di trovare in questo articolo 2 un riferimento.

Per cui penso che si dovrebbe approfondire, attraverso anche una forma di coordinamento, la questione.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il senso di questo emendamento, ricordo a me stesso che è già stato in maniera molto ampia dibattuto in Commissione; vi è stato, infatti, un lunghissimo dibattito e, alla fine, lo stesso onorevole Tripodi Michelangelo convenne su una formulazione che è sembrata un punto di equilibrio giusto, frutto di un lavorio che ha visti impegnati tutti i colleghi, tanto che fu approvato all’unanimità, quindi anche con il voto favorevole dell’onorevole Tripodi.

Da questo punto di vista, inviterei sottol’onorevole Tripodi a non insistere, proprio in questo spirito di un lavoro già ampiamente condiviso e frutto di rinunce e successi che hanno avuto, nell’ambito di questo articolo, visto protagoniste tutte le parti politiche.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Chiedo che, quantomeno, venga introdotto il principio e un’affermazione forte sulle questioni della guerra, una posizione sulla guerra va messa. Se siete d’accordo, la mettiamo, se no… Che la Regione ripudia la guerra dobbiamo scriverlo nello Statuto.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 796.

(E respinto)

I prossimi tre emendamenti riguardano tutti e tre la famiglia, quindi sarebbe opportuno che i singoli relatori proponenti li illustrassero e poi il relatore risponderà alla fine, se l’onorevole Naccarato è d’accordo.

Il primo è l’emendamento protocollo numero 857 a firma Guagliardi: “All’articolo 2, comma 2, abrogare la lettera c)”.

L’onorevole Guagliardi ha facoltà di illustrarlo.

Damiano GUAGLIARDI

Noi da qualche ora stiamo sentendo, da altri onorevoli consiglieri, che, nel rigettare alcune nostre ipotesi migliorative dello Statuto, i princìpi e le finalità rientrano già nella Costituzione. In questo comma a me pare sia già sufficientemente garantita la Costituzione.

Propongo l’abolizione di questo punto, del secondo comma dell’articolo 2 perché credo che dobbiamo fare un ragionamento su qual’è la famiglia oggi e non la famiglia uscita dal dopoguerra. L’evoluzione della società ha portato ad un nuovo modo di intendere la famiglia e non è più soltanto quella ispirata alla cultura cattolico-cristiana, perché le dinamiche dello sviluppo e della nuova organizzazione della società portano ad un nuovo modo di intendere la famiglia. E’ del tutto evidente che anch’io – e lo farò, qualora dovesse essere bocciato il mio emendamento – penso ad una famiglia di fatto per come la sostiene l’onorevole Tommasi.

Per evitare che l’idea di una famiglia sia definita solo in una direzione, quella che è tutela della cultura cattolica nella nostra regione, che è importante ma non totale, propongo l’esclusione di questo emendamento per evitare ulteriori differenziazioni e culture prevalenti nel nostro Statuto. Per questo chiedo il ritiro e penso che potrebbe essere un atto di saggezza del nostro relatore.

PRESIDENTE

Il prossimo emendamento è dell’onorevole Tommasi, l’emendamento protocollo numero 906: “Articolo 2, comma 2, punto c). Il riconoscimento ed il sostegno della famiglia e dei nuclei familiari di fatto, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi”.

L’onorevole Tommasi ha facoltà di illustrarlo.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, credo che il collega Guagliardi abbia già spiegato la filosofia che ha portato il mio gruppo a presentare questo emendamento, che va nella direzione della famiglia in senso generale, pur condividendo appieno la famiglia fondata sul matrimonio che il collega Gagliardi nell’emendamento successivo presenterà.

Credo che ormai, nel Terzo Millennio, viviamo altre situazioni che vanno tenute nella massima considerazione, vanno garantite, tutelate, fermo restando che il matrimonio è una delle massime aspirazioni. Ci sono, però, altre situazioni e quindi, fondando una Carta costituzionale come quella della Regione Calabria, una Carta democratica che guardi tutti i diritti e li salvaguardi tutti, noi abbiamo ritenuto che insieme alla famiglia in generale mettessimo anche – e l’abbiamo inserito – la famiglia di fatto.

Non vuole essere un excludendum, ma un includendum di tutto quello che si sta evolvendo, il nostro emendamento va in questa direzione proprio per includere e non escludere. L’onorevole relatore sicuramente prenderà atto di questa nostra proposta che vuole essere una cosa espansiva del concetto di famiglia che oggi è cambiato. Per questa motivazione chiediamo l’approvazione di questo emendamento che è un grande segnale democratico.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 831 a firma Gagliardi: “Al comma 2, lettera c), dopo la parola “famiglia” aggiungere “come società naturale fondata sul matrimonio”.

Al comma 2, lettera e), sostituire le parole “conferendo ai Comuni ed alle Province” con “conferendo ai Comuni, alle Province ed alle comunità montane”.

L’onorevole Gagliardi ha facoltà di illustrarlo.

Mario Albino GAGLIARDI

Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido quanto i colleghi Guagliardi e Tommasi hanno appena detto in ordine alla fattualità, nel senso che la realtà fattuale della famiglia oggi è quella che loro hanno descritto. Nessuno ha intenzione di operare censure né sul piano giuridico, né sul piano morale, né sul piano complessivo dell’istituto. Questo articolo dal titolo “Princìpi e finalità”, racchiude una definizione anche ideale di quello che è il principio costituzionale, che non è ovviamente riferito alla sacramentalità, quindi non è riferito alla confessionalità, tant’è vero che il secondo comma dello stesso articolo 29 della Costituzione lo chiarisce ulteriormente quando parla dell’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi. Indipendentemente dalla religione o dalla confessionalità dei soggetti che hanno contratto matrimonio, credo che, essendo questo articolo una definizione di princìpi e di finalità, definire la famiglia, riprendendo il dettato costituzionale, non escluda niente, ma soltanto dia un riferimento, un orizzonte ideale, culturale laico. Non a caso questo principio è stato votato senza alcuna distinzione. Se andate a leggere i verbali dell’Assemblea costituente, questa articolazione è stata approvata senza alcun contrasto anche dai patri costituenti che si riferivano ad un orizzonte ideale diverso dai cattolici. Questo non è un principio che vuole difendere il matrimonio come sacramento, ma vuole difendere il matrimonio perché riconosce alla famiglia un ruolo centrale nella società civile.

Se riprendiamo la distinzione illuminista, la distinzione dei poteri che ha anche avuto un riferimento dopo la filosofia hegeliana della società civile, quindi della societas antica, latina che è stata ripresa dopo la rivoluzione liberale e illuministica, quindi la distinzione tra individuo, Stato e società si riconosce alla famiglia una soggettività che è fondante della stessa unità della società. E’ un riferimento ideale.

La presentazione del mio emendamento era di completamento allo spirito dello stesso articolo 2, dove appunto si parla di princìpi e di finalità, essendo tali non possiamo assuefarci alla realtà fattuale.

Quindi, da questo punto di vista, ritengo e invito i colleghi che hanno presentato emendamenti di ritenere questo mio pronunciamento come universale, non esclude niente, anche perché nella legislazione sulla politica sociale e sulla politica familiare possiamo benissimo estrinsecare meglio il sostegno e gli aiuti alle famiglie così come sono nella realtà fattuale. Distinguiamo la politica familiare, la politica sociale da un pronunciamento di princìpi e di finalità che credo sia opportuno, nel momento in cui scriviamo la Carta costituzionale.

PRESIDENTE

Parere del relatore su questi punti?

Paolo NACCARATO, relatore

Colleghi, in effetti l’argomento è di un’estrema delicatezza e la conferma la riscontriamo nel contrasto evidente che c’è fra i tre emendamenti: l’onorevole Guagliardi propone l’abrogazione dell’intera lettera c); l’onorevole Tommasi, invece, la integra aggiungendo alla famiglia anche i nuclei familiari di fatto; l’onorevole Gagliardi specifica meglio il termine famiglia con le parole “come società naturale fondata sul matrimonio”.

Ora non entro nel merito, anche qui ricordo che vi è stata una interminabile discussione in Commissione – ovviamente ciascuno è portatore delle sue ragioni e sono tutte rispettabili, ci mancherebbe altro che non fosse così – alla fine di tutta questa lunga discussione abbiamo ritenuto di trovare in questa formulazione che oggi è all’esame dell’Aula un suo equilibrio che tenesse conto delle varie istanze e che non avesse particolari accentuazioni, in termini più o meno sbilanciati, rispetto alle varie legittime esigenze emerse, tant’è vero che anche in questa circostanza si è convenuto di votare unanimemente questo articolo.

Chiederei con questa motivazione il ritiro a tutti e tre i proponenti degli emendamenti e ove, invece, si dovesse ritenere di insistere, propongo di confermare il testo così come è uscito dalla Commissione.

PRESIDENTE

Il primo emendamento era quello dell’onorevole Guagliardi: lo ritira?

Damiano GUAGLIARDI

No, Presidente, se lei mi permette, vorrei anche motivare perché non lo ritiro, credo che questo sia un argomento importantissimo.

PRESIDENTE

Lo ha già illustrato, comunque.

Damiano GUAGLIARDI

No, volevo soltanto spiegare il motivo per cui non lo ritiro, ma non sarò lungo perché lei sa che non sono prolisso, vado subito al sodo.

Noi stiamo facendo l’Europa dei popoli e stiamo facendo l’Europa che si apre dall’Irlanda alla Turchia, popoli con istituti diversi sul concetto di famiglia: noi abbiamo la famiglia poligama, la famiglia di fatto della Danimarca che consente che due omosessuali si dichiarino famiglia, abbiamo vari istituti di famiglia. Ora, il punto è questo: dare un’accentuazione del modello di famiglia che noi vogliamo significa scegliere una parte, soltanto per questo non ritiro il mio emendamento per evitare che ci sia una parte della Calabria prevalente sugli altri.

PRESIDENTE

Visto che non è ritirato, dobbiamo votarlo.

(Interruzione)

Per mozione d’ordine che intende?

(Interruzione)

Non c’è nessun dibattito, ha chiesto una mozione d’ordine.

Giovanni NUCERA

Presidente, sono stati illustrati tre emendamenti, pur essendo…

PRESIDENTE

Il relatore ha dato già il suo parere.

Giovanni NUCERA

…della stessa materia, pur riferendosi allo stesso argomento, però all’interno dei tre emendamenti ci sono tre fattispecie di natura diversa.

PRESIDENTE

E li ha chiariti bene il relatore.

Giovanni NUCERA

Ritengo, personalmente, dopo aver ascoltato liberamente e democraticamente i relatori, di avere sulle tre fattispecie delle argomentazioni da portare.

A me non interessa se lo Statuto lo approviamo stasera o fra quindici giorni, stando tutto il tempo chiusi qua dentro a lavorare, ma mi interessa, uscito da questa stanza, aver espresso liberamente e democraticamente tutte le mie opinioni.

Detto questo, Presidente, la inviterei…

PRESIDENTE

Onorevole Nucera, all’inizio abbiamo stabilito…

Giovanni NUCERA

La inviterei, cortesemente, a capire se come consiglieri abbiamo la libertà di poter dire qualcosa e di esprimere un’opinione sulle relazioni che si fanno agli emendamenti oppure no.

PRESIDENTE

Sugli emendamenti abbiamo deciso tutti insieme che si interviene uno a favore e uno contro, non l’ho deciso io.

(Interruzione)

Allora su ogni emendamento, siccome sono tre emendamenti, intervengono uno a favore e uno contro. Sul primo emendamento…

(Interruzione)

Non possono intervenire 300 persone sugli emendamenti, ma uno a favore e uno contro.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, lei ha fatto intervenire tutti e tre, uno dopo l’altro…

PRESIDENTE

I relatori degli emendamenti.

Diego Antonio TOMMASI

Sì, perché sono tre emendamenti diversi, Presidente.

Allora, dopo che lei li ha fatti intervenire tutti e tre e ha fatto esprimere il relatore, adesso dovrebbe far parlare i tre proponenti degli emendamenti per vedere se accettano la proposta del relatore.

PRESIDENTE

Infatti l’abbiamo fatto.

Diego Antonio TOMMASI

Allora dopo Guagliardi parla Tommasi!

PRESIDENTE

Dopo Guagliardi vengono gli altri, il secondo è lei, il terzo l’onorevole Gagliardi.

Roberto OCCHIUTO

Per mozione d’ordine, Presidente…

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, l’intervento del relatore con la sua saggezza, come sempre, ha di fatto esplicitato al meglio il contenuto del comma dell’articolo 2. Credo che la dicitura mediata che è stata inserita nell’articolo 2 possa andare verso nessuna estremizzazione del termine famiglia.

Sono disponibile a ritirare questo emendamento se c’è anche la volontà del collega Gagliardi di ritirare il suo, io non ho alcun problema.

PRESIDENTE

L’onorevole Gagliardi?

Mario Albino GAGLIARDI

Sono in parte imbarazzato perché non avrei, in linea di principio, difficoltà a rimuovere ostacoli ai lavori dell’Assemblea, però volevo soltanto ribadire che il mio emendamento non intende assolutamente assolvere a compiti che gli sono stati attribuiti. La formulazione che ho proposto è soltanto un’affermazione di principio che nulla toglie alla realtà fattuale rispetto alla quale il legislatore ha un compito di sostegno e regolamentazione. Qui, essendo dei princìpi, credo che si tratti di un’affermazione sull’istituto della famiglia. Per cui ritengo, essendo di principio, di non poter accogliere la proposta del relatore e mi affido alla sovranità dell’Aula con sommessa umiltà.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Crea per mozione d’ordine. Ne ha facoltà.

Domenico CREA

Signor Presidente, l’ho detto prima e lo ripeto ora, su questi punti non voglio entrare nel merito, perché ne abbiamo già discusso giorni e giorni. Allora dico questo: siamo arrivati, alla fine, ad una conclusione nella Commissione, dove abbiamo stabilito una linea. Non si possono adesso riaprire tutti i problemi che erano stati già risolti prima, chiedo che sui punti che sono stati già votati all’unanimità si vada celermente…

PRESIDENTE

Onorevole Crea, questa è la sensibilità dei consiglieri che hanno presentato gli emendamenti, non dipende da me…

Domenico CREA

…e i colleghi, se quando vedono quella macchinetta là perdono un po’ la testa per fare un po’ di protagonismo, allora che la finiscano e si vada avanti sugli articoli in modo serio, perché non abbiamo tempo da perdere. Questi punti sono stati discussi ampiamente, si è arrivati ad una conclusione obiettiva e quindi penso che dopo tutto ciò che è stato fatto non si possa andare avanti a discutere sempre sugli stessi punti. Abbiamo perso un anno e mezzo per arrivare a questo punto. Quindi ora dobbiamo dare un colpo di reni…

PRESIDENTE

Onorevole Crea, sono d’accordo con lei.

Domenico CREA

…e portare a termine lo Statuto, perché mi pare si voglia fare demagogia per non portarlo a termine.

PRESIDENTE

Sono d’accordo con l’onorevole Crea, però è la sensibilità dei consiglieri che dovrebbe portare a quello che dice lei: se un consigliere presenta un emendamento e non intende ritirarlo o vuole discuterlo, passiamo ai voti.

Su questi tre stiamo passando ai voti, appena parla un attimo l’onorevole Rizza che aveva chiesto di intervenire e l’onorevole Fava.

Domenico RIZZA

Parlo complessivamente per aderire alla proposta del Presidente Naccarato.

(Interruzioni)

Si era trovato un equilibrio anche di carattere lessicale perché famiglia è un concetto – se mi consentite – precristiano e quindi prereligioso. Istintivamente o concettualmente, sarei d’accordo ad approvare l’emendamento del collega Gagliardi, però laicamente dico che, siccome stiamo approvando lo Statuto che è la cornice costituzionale delle leggi, potremmo fare adesso un colpo di mano ed ingessare su quelle posizioni la legge futura della Regione. Non lo facciamo perché sappiamo, ragioniamo laidamente, che è possibile domani legiferare, perché qui dice “sostiene”, quindi dobbiamo fare una legge che poi possa sostenere la famiglia e in quella sede si valuterà che cosa significa famiglia nel senso complessivo. Adesso, nella Carta fondamentale, non possiamo andare oltre.

Quindi aderisco totalmente alla proposta del Presidente Naccarato di fissare il testo approvato all’unanimità, mi pare, dalla Commissione dello Statuto.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, chiedo scusa…

PRESIDENTE

C’era l’onorevole Fava prima, un attimo solo.

Diego Antonio TOMMASI

E’ in funzione dell’emendamento che può servire alla discussione…

PRESIDENTE

Non è una discussione.

Diego Antonio TOMMASI

Può servire al dibattito, Presidente.

Il mio intervento era in funzione del ritiro di Gagliardi. Dopo l’intervento dell’onorevole Rizza, ritiro l’emendamento presentato antecedentemente, a prescindere dalla posizione di Gagliardi.

PRESIDENTE

Lei ritira il suo emendamento?

Diego Antonio TOMMASI

Sì.

Damiano GUAGLIARDI

Anch’io, Presidente.

PRESIDENTE

Pure Guagliardi ritira l’emendamento. Gagliardi?

Mario Albino GAGLIARDI

Ritengo sia opportuno non ritirarlo.

PRESIDENTE

Lei non intende ritirarlo.

La parola all’onorevole Fava.

Nuccio FAVA

Sono abbastanza contento per questo vivace scambio su un tema così rilevante come la famiglia e mi atterrò ai tre minuti che avevo proposto come misura degli interventi in Aula.

A mio avviso, c’è già stata una maturazione abbastanza ampia ed interessante di cui vanno ringraziati i colleghi, in particolare Rizza, Guagliardi e Tommasi, tuttavia la questione ha un profilo troppo importante per essere lasciato cadere. Credo che il riferimento alla Costituzione sia obbligato, nel senso che può esserci o non esserci, ma non cambia minimamente, perché gli Statuti sono coerenti – e non possono che esserlo – con i princìpi costituzionali.

Se può valere a dirimere la controversia, proporrei di aggiungere la famiglia come definita dalla Costituzione e poi andrei avanti, se no aderisco totalmente alla proposta del relatore.

Domenico RIZZA

Onorevole Fava, le volevo chiedere una cosa: come mai la legge regionale del Lazio, invece, ha fatto cosa diversa dalla Costituzione?

PRESIDENTE

Non apriamo il dibattito. La parola all’onorevole Nucera e poi si passa alla votazione.

Giovanni NUCERA

Il mio intervento subisce, in parte, una modifica rispetto a quella che era l’idea che mi ero fatto nelle battute iniziali nell’affrontare l’argomento, proprio perché la proposta finale dell’onorevole Fava mi pare che in sé racchiuda il senso di equilibrio che è, in fondo, quello che ha dominato l’istituto familiare per tutti i sessant’anni di Repubblica in cui abbiamo vissuto.

Il problema è talmente forte e radicato che, difatti, potrebbe portare ad interpretazioni forzose della volontà. Noi abbiamo un indirizzo di riferimento che è troppo forte, che è proprio quello costituzionale che – come sappiamo tutti quanti – nasceva dalla mediazione di fondo fra una cultura laica, una cultura comunista e una cultura soprattutto cattolica degli anni ‘40. Quella fu un momento di mediazione forte, bisogna dare merito ai padri costituzionalisti di avere trovato il punto di equilibrio.

Ora, usare o non usare l’espressione “matrimonio” ai fini giuridici è perfettamente ininfluente per il dettato costituzionale in sé della Calabria, perché non possiamo prescindere da quello che è il dettato di riferimento, fermo restando agli amici Gagliardi e Tommasi che il sostegno alla famiglia non è solo un argomento da affrontare in chiave costituzionale, inserito nell’articolo 29 o nell’articolo 2, lettera c), dei princìpi, così com’è stabilito anche dal nostro Statuto, perché il problema lo possiamo ritrovare e riagganciare in molte altre situazioni di fatto.

Per esempio, lo stesso articolo 2 della Costituzione nazionale, che poi lo riprende un po’ e ovunque all’interno del nostro Statuto, parla di diritti inviolabili dell’uomo, dove si esplica la sua personalità nella formazione sociale, all’interno della famiglia, fuori della famiglia, nella realtà…

PRESIDENTE

Onorevole Nucera, non faccia un discorso molto lungo.

Giovanni NUCERA

Per chiudere, Presidente, il contenuto dell’articolo 29 della Costituzione mi sta benissimo, per cui al termine “matrimonio” possiamo fare quell’aggiunta dell’articolo 29, così come possiamo lasciare il termine “matrimonio”, così come la stessa proposta fatta dal Presidente della Commissione Naccarato, che fu il testo licenziato dalla Commissione, mi pare abbia un suo riscontro.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Presidente, ringrazio naturalmente i colleghi Tommasi e Guagliardi e insisterei nella richiesta, naturalmente condivido lo spirito dell’intervento dell’onorevole Fava, del resto è all’insegna della Costituzione.

In questo senso insisterei nell’invito a ritirare l’emendamento, proprio in questo spirito anche di rispetto di chi la pensa un po’ diversamente, che poi è una caratteristica fondamentale – se mi consente, onorevole Gagliardi – della nostra tradizione politica.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Gagliardi.

Mario Albino GAGLIARDI

Chiedo scusa dei minuti che vi faccio perdere.

Siccome ho apprezzato i vostri punti di vista sulla laicità del valore, non capisco perché si abbiano tante perplessità su un valore talmente e largamente condiviso che – ripeto – non mortifica alcuna delle realtà fattuali. E’ l’articolo fondante sui princìpi e le finalità, il pronunciamento su un principio condiviso da tutti, anche da coloro i quali non si sposano, che convivono, che hanno una concezione diversa della sessualità, che nessuno qui vuole reprimere, nel modo più assoluto.

PRESIDENTE

Onorevole Gagliardi, volevo solo sapere se lo ritira o meno, perché l’illustrazione l’aveva già fatta.

Mario Albino GAGLIARDI

No, non posso ritirarlo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento a firma Gagliardi…

Giuseppe BOVA

Voglio sapere qual è il parere del relatore.

PRESIDENTE

Il relatore l’ha già espresso il suo parere.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, c’è la proposta del…

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere del relatore propone di confermare il testo della Commissione.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, quindi votiamo la proposta del relatore, cioè il testo che c’è attualmente.

PRESIDENTE

No, stiamo votando su un emendamento, onorevole Tommasi.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 831 a firma Gagliardi.

(E respinto)

Gli altri due erano ritirati, quindi rimane la proposta fatta dal relatore.

Emendamento protocollo numero 828 a firma Rizza: “Articolo 2, comma 2:

lettera c): sopprimere le parole “il riconoscimento ed”;

lettera n): eliminare le parole “pubblica e di quella privata”; eliminare, altresì, le parole “delle Province e dei Comuni”;

lettera q): sopprimere l’aggettivo “organico”.

Gianfranco LEONE

Presidente, prima dell’intervento dell’onorevole Rizza, vorrei che si procedesse con un certo ordine, perché qua sembra che Forza Italia, che in questo momento si sta mantenendo a quelli che sono stati gli accordi della Conferenza dei capigruppo, cioè il rispettoso ossequio del parere del relatore, il parere di chi ha proposto uno a favore e uno contro, non stia partecipando a questo dibattito.

Se continuiamo su questa linea e non manteniamo quello che era l’impegno, da questo momento in poi anche noi vogliamo dire la nostra su questo Statuto perché abbiamo molto da dire. Se non lo facciamo, non lo facciamo perché in un lavoro durato un anno e mezzo abbiamo cercato di stemperare e di sciogliere tutti i nodi che avevamo, però ciò non toglie che, alla luce di un emendamento, qualcuno possa voler pure liberamente dire e dare il suo apporto all’Aula.

O ci diamo una regola e questa diventa ferrea o, a questo punto, apriamo il dibattito e quando si finisce, si finisce.

PRESIDENTE

Sono per la regola ferrea che avevo detto all’inizio. Se siete d’accordo, andiamo avanti in questo modo. Siete d’accordo? Va bene.

La parola all’onorevole Rizza per illustrare il suo emendamento.

Domenico RIZZA

Credo di rispondere anche al collega Leone. Questa serie di emendamenti che da qui in avanti sono di carattere tecnico sono stati, praticamente, discussi in sede di coordinamento formale. I nostri consulenti ci hanno detto che alcune cose potevamo farle in quella sede, aggiustamenti di carattere squisitamente tecnico-formale, altre cose dovevano passare attraverso l’Aula. Mi pare ci siano il Presidente Naccarato, l’onorevole Bova, il professore Caravita che possono testimoniare.

Quindi sono emendamenti ritenuti utili o necessari e che abbiamo steso così, proprio in base a quanto ci hanno consigliato tecnicamente di fare. Ho presentato a parte solo quello che riguarda l’articolo sulla legge elettorale, ma è un altro discorso.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Naturalmente voglio dire ai colleghi che sulla lettera c) è evidente che non c’è un problema di riconoscimento della famiglia, è solo una questione, anche qui, sistematica di tecnica giuridica, quindi naturalmente mi rimetto all’Aula. Lo stesso sulla lettera n) esprimo un parere favorevole e la terza è una questione formale.

PRESIDENTE

Quindi il parere, nel suo complesso, è favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 828.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 863 a firma Guagliardi, Torchia: “All’articolo 2, comma 2, lettera e), sostituire le parole “conferendo ai Comuni e alle Province” con “conferendo ai Comuni, alle Province ed alle comunità montane”.

Lo illustra l’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Mi pare che anche altri colleghi abbiano emendamenti analoghi, con il buonsenso di riconoscere le comunità montane nell’ambito di tutto lo Statuto, in cui, invece, sono state soppresse. Abbiamo accolto una richiesta dell’Uncem e propongo che alla lettera c) venga sostituito, dopo, il termine “comunità montane”, ma questo si ripete per altri articoli, quindi lo decidiamo una volta, così non lo ripetiamo più per altri punti o commi…

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

La pregherei, Presidente, poiché ci sono emendamenti presentati anche dal collega Pisano e non so da chi, di chiedere se hanno necessità di illustrarli, così esprimerò un parere complessivo.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 881 a firma Pisano: “All’articolo 2, lettera e), sostituire le parole “conferendo ai Comuni e alle Province” con “conferendo ai Comuni, alle Province ed alle comunità montane”.

La parola all’onorevole Pisano.

Vincenzo PISANO

Per quanto riguarda questo comma e quindi questo punto della lettera e), ritengo che sia giusto includere, al pari di altri enti locali come Province e Comuni, all’interno della Carta costituzionale, anche un riconoscimento della sua valenza istituzionale alle comunità montane.

PRESIDENTE

Insieme a questi due emendamenti c’era l’altro dell’onorevole Gagliardi.

Mario Albino GAGLIARDI

Anch’io avevo presentato un emendamento alla lettera e) in correlazione con quanto già il collega Guagliardi aveva detto, quindi anch’io ritengo di aggiungere le comunità montane, valendo questo anche per gli altri testi.

PRESIDENTE

Parere del relatore su questi emendamenti?

Paolo NACCARATO, relatore

E’ di tutta evidenza che sono emendamenti assolutamente simili, si tratta in sostanza di valutare se si debbano pariordinare, ai fini di tutti gli istituti previsti nello Statuto, a Comuni, Province e città metropolitane le comunità montane, anche se esse non sono riportate tra gli enti costitutivi dello Stato nella Costituzione.

Nel merito, mi rimetto all’Aula. Ovviamente, se questo emendamento sarà accolto, a cascata poi si dovranno intendere accolti anche quelli riguardanti i successivi articoli 45 e 47, ma questo dopo la votazione. Quindi mi rimetto al parere dell’Aula.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Rizza.

Domenico RIZZA

Presidente Naccarato, la capisco, lei si rimette all’Aula, io invece ribalto la cosa: per questa materia mi rimetto a quanto ha stabilito la Commissione all’unanimità o quasi. In quella sede c’è stato un ampio dibattito, abbiamo stabilito di percorrere questa via, anche perché – lo ribadisco in quest’Aula – non c’è un problema ideologico, anche il centro-sinistra ha votato in questo senso perché non poteva fare altrimenti.

(Interruzione)

Il governo di centro-sinistra. Caro Pisano, non esiste più nella Carta costituzionale la previsione obbligatoria delle comunità montane come enti locali.

(Interruzione dell’onorevole Fava)

PRESIDENTE

Le regole le avete stabilite voi, uno da un lato e uno dall’altro, abbiamo detto, quindi è inutile, onorevole Fava, che lei si infastidisca! Si metta d’accordo con i suoi colleghi e interviene sempre lei.

(Interruzione dell’onorevole Fava)

Ma abbia la cortesia, uno da un lato…

(Interruzione dell’onorevole Fava)

Oltre il relatore, uno a favore ed uno contro. Si è prenotato su questo punto l’onorevole Tommasi, quindi non posso dare poi la parola a lei. Faccia finire l’onorevole Rizza.

Domenico RIZZA

Dico che riconfermo la mia posizione di fermarci a quanto approvato in Commissione perché – lo ribadisco – la Costituzione attualmente vigente e modificata dal centro-sinistra nella passata legislatura non prevede le comunità montane come organo obbligatorio localmente. Perché dobbiamo prevederli noi? Anche perché abbiamo previsto altri organi, c’è il Consiglio delle autonomie locali, ci sono tante altre cose, abbiamo previsto anche un coordinamento dei Comuni montani, interventi sui Comuni montani.

Non dico che non si debbano istituire o si debbano cassare le comunità montane, dico che lo Statuto regionale non deve prevedere obbligatoriamente l’istituzione di comunità montane che, finora, hanno dimostrato di non avere alcuna funzione.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tommasi.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, è vero che si è fatto un grande lavoro in Commissione, si è fatta una grande discussione per mesi e mesi, però è pur vero che l’emendamento che trova concordi Guagliardi e Gagliardi è importante. Tende a dare finalmente un riconoscimento ed un ruolo alle comunità montane che svolgendo un servizio importante hanno bisogno di avere un riferimento certo a partire dallo Statuto.

Credo che questo sia un emendamento che debba essere approvato, onorevole relatore, perché diamo certezza all’istituzione delle comunità montane che tanto bene stanno facendo. Allora diamo loro ancora più forza per poter operare con tranquillità per i prossimi anni.

Credo che questo emendamento debba essere approvato nel senso con cui è stato presentato dai due colleghi e sono fortemente d’accordo che venga messo in votazione e approvato dall’Aula.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Chiedo un minuto di sospensione in Aula.

PRESIDENTE

Accordato, la seduta è sospesa.

La seduta sospesa alle 13,48 è ripresa alle 13,51

PRESIDENTE

Il primo emendamento è quello a firma dell’onorevole Torchia, Guagliardi…

(Interruzione dell’onorevole Galati)

Siamo in votazione. Pongo in votazione…

Francesco GALATI

Su questo punto, Presidente, chiedo l’appello nominale.

PRESIDENTE

Va bene.

(Interruzione)

Votiamo quello dell’onorevole Torchia, l’emendamento protocollo numero 863.

Vincenzo PISANO

Presidente, si può unificare, visto che la dizione è uguale.

PRESIDENTE

Li unifichiamo tutti e due?

Vincenzo PISANO

Quello a firma Guagliardi con il mio.

PRESIDENTE

Allora li unifichiamo tutti e tre, facciamo un’unica votazione per appello nominale, come è stata richiesta. Ma sono due…

(Interruzione)

Ah, quello che riguardava anche la famiglia…

Mario Albino GAGLIARDI

Nello stesso emendamento, all’articolo 2…

PRESIDENTE

Sì, sono tre.

Mario Albino GAGLIARDI

E’ un foglio unico perché riguardava lo stesso articolo, ma due commi diversi.

PRESIDENTE

Sì, sono tre. Si proceda alla votazione per appello nominale. Prego, onorevole Vilasi.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

Gianfranco LEONE

Per dichiarazione di voto, Presidente: siamo per mantenere quello che è stato il lavoro in Commissione, atteso che le comunità montane non sono riportate all’interno del dettato costituzionale. Abbiamo trovato in quella sede una formula che, laddove questo discorso si riapra, consente che le stesse abbiano diritto e legittimazione ad essere presenti, ma oggi non è possibile. Voto no.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

Vincenzo PISANO

Per dichiarazione di voto, Presidente, ritengo anche di dover dare una spiegazione, nel senso che la proposta La Loggia e quindi il Governo sta apportando delle modifiche ulteriori al Titolo V° della Costituzione, inserendo le comunità montane tra gli enti locali che devono avere dignità istituzionale.

Per questo voto a favore dell’emendamento.

Alberto SARRA

Per dichiarazione di voto: voto no perché difendo l’attuale testo, in quanto questa previsione lascia impregiudicata la possibilità della Costituzione delle comunità montane, pur non prevedendone l’obbligatorietà.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, voto sì all’emendamento Gagliardi, Torchia-Guagliardi, proprio per rafforzare il ruolo delle comunità montane, per evitare che importanti strumenti messi in atto dalle comunità montane e attività che loro svolgono sul territorio montano possano, un domani, essere messi in discussione. Per questo avevo pensato e sostenuto l’emendamento Guagliardi, proprio per rafforzare il ruolo delle comunità montane, per non correre rischi che esse venissero smantellate e buttate via.

Per questo motivo il voto dei Verdi è un sì convinto.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione: presenti e votanti, 38; hanno risposto sì 6; hanno risposto no 32. Pertanto tutti e tre gli emendamenti sono respinti

(Sono respinti)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Gagliardi, Galati, Guagliardi, Occhiuto, Pisano, Tommasi;

hanno risposto no i consiglieri: Adamo, Aiello P., Basile, Borrello, Bova, Chiaravalloti, Crea, Dima, Fava, Fedele, Fortugno, Gentile, Incarnato, Leone, Mistorni, Morrone, Naccarato, Napoli, Nucera, Pacenza, Pezzimenti, Pilieci, Pirilli, Pirillo, Rizza, Sarra, Senatore, Tesoriere, Tripodi M., Tripodi P., Vescio, Vilasi)

Emendamento protocollo numero 858 a firma Guagliardi: “All’articolo 2, comma 2, dopo la lettera h) aggiungere la lettera h bis): “considerare compito specifico la valorizzazione della differenza di genere ed operare per la realizzazione compiuta di un contesto di pari opportunità in ogni settore di attività”.

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Questo mio ulteriore emendamento tende ad estendere il concetto, già più volte esposto, sul tema delle pari opportunità. Intendo per differenza di genere, quindi la valorizzazione della differenza di genere è di aprire un concetto più esteso delle varie differenze che vivono nella nostra realtà e che si esprimono in modo diverso. Mi pare uno dei princìpi generali che va per la maggiore che, immediatamente, è identificato con le differenze di genere sessuali, però è molto più aperto come concetto e credo che potremmo introdurlo senza modificare lo spirito complessivo dei vari punti di questo articolo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Ritengo che sia ripetitivo della lettera d) dello stesso comma 2 e invito l’onorevole Guagliardi a ritirarlo. In caso diverso, il parere è contrario.

PRESIDENTE

Lo ritira, onorevole Guagliardi, visto che è ripetitivo?

(Interruzione dell’onorevole Guagliardi)

E’ ritirato.

Emendamento protocollo numero 864 a firma Guagliardi, Torchia: “All’articolo 2, comma 2, lettera o), dopo “ciascuna area del territorio regionale” aggiungere “ed in particolare di quelle montane”.

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

E’ sulle comunità montane, quindi automaticamente…

Paolo NACCARATO, relatore

Questo decade.

PRESIDENTE

Anche quello dell’onorevole Pisano, l’emendamento protocollo numero 881, automaticamente decade.

Emendamento protocollo numero 865 a firma Guagliardi, Torchia: “All’articolo 2, comma 2, dopo la lettera s) aggiungere la lettera s bis: “la tutela e la salvaguardia dei dialetti, della tradizione orale, del canto e della danza popolare quali beni culturali della Calabria”.

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Nel mio emendamento aggiuntivo perché ho messo questo riferimento all’attività che finora abbiamo circoscritto alle minoranze linguistiche? La Calabria, per la sua storia, è uno dei più grandi patrimoni della comunicazione orale che esiste in Italia e in Europa, c’è una differenza tra province e province, tra aree montane e aree costiere che rende questa nostra regione un vero laboratorio linguistico. Questo potrebbe essere lo strumento di ulteriore valorizzazione di un progetto di cultura abbinato alla risorsa economica, per cui avremmo una dimensione anche diversa rispetto al rapporto con la Commissione europea.

Credo stia a noi, intanto, salvaguardare il patrimonio orale della Calabria, i dialetti dell’Aspromonte, della Sila, del Pollino, la cultura popolare, la cultura tradizionale. Questo penso sia uno degli elementi di puntualizzazione dovere dell’intervento sui beni culturali che ha questa regione, non sono solo i bronzi di Riace. E’ la sintesi della grande storia che ha visto questa regione caratterizzata dalle invasioni dei popoli del Mediterraneo (i fenici, gli egiziani, i romani, i greci, ecc…) dal primo incontro fino ad oggi. Questa Calabria ospita i popoli che vengono dal Medio Oriente e forse anche oltre.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Guagliardi, i contenuti del suo emendamento sono già presenti nella lettera s) dello stesso comma 2. Allora le proporrei di recepire il senso delle sue aggiunte, anche se largamente condivise, in un coordinamento formale, senza passare alla votazione dell’emendamento, fare proprio lo spirito delle parti mancanti già nella sostanza della lettera s).

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Lo posso anche accettare, però non vorrei che questo concetto di beni culturali che ho tentato di esprimere fosse identificato con le tradizioni popolari, che sono un’altra cosa.

Paolo NACCARATO, relatore

No, con questa precisazione.

Damiano GUAGLIARDI

Noi non siamo soltanto la tradizione popolare, abbiamo un bene culturale che è diverso.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Fava.

Nuccio FAVA

Vorrei aggiungere, però, a conclusione del ragionamento, qualunque sia il coordinamento formale, questo piccolo emendamento: “purché senza eccessivi oneri per le istituzioni”.

Paolo NACCARATO, relatore

Va beh, nel coordinamento formale si vedrà.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 783/A a firma Bova.

Giuseppe BOVA

Voglio ricordare a lei e ai colleghi che, prima di illustrare quest’emendamento, ne debbo illustrare un altro, perché avevate accolto la proposta di rinvio.

PRESIDENTE

Quello di prima?

Giuseppe BOVA

Sì, perché quello di prima, che era l’emendamento al comma 4 dell’articolo 1, anche su mia proposta accolta dal relatore e dall’Assemblea, è diventato un’integrazione in un emendamento integrativo al comma 2, articolo 2, lettera t). Finora recita…

Paolo NACCARATO, relatore

Dopo “e con enti territoriali di altri Stati” aggiungere le parole…

Giuseppe BOVA

…“Stati; la costituzione di Reggio Calabria quale città metropolitana del Mediterraneo”. L’avevo già illustrato.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Presidente, ritengo che ci sia bisogno di un’ulteriore pausa di riflessione, ovvero di una formulazione diversa di questo articolato che propone l’onorevole Bova, per il semplice motivo che, laddove per un discorso globale che ci riguarda come Regione Calabria ci possa essere, in futuro, una possibilità che riguardi le città metropolitane in genere, noi ci ritroveremmo con un discorso non equiparato tra Reggio Calabria e le altre città metropolitane della Calabria stessa. Pur riconoscendo a Reggio questa posizione di cerniera nei riguardi del bacino Mediterraneo, non dobbiamo però dimenticare che stiamo trattando una Calabria in modo univoco.

Se dobbiamo fare una precisazione del genere, troviamo una formula più generale che lasci questo discorso di città metropolitana anche alle altre città capoluogo o, in qualche modo, con un criterio ad altre aree che possano essere assoggettate a questo tipo di individuazione.

Giuseppe BOVA

Non ritiro niente! Votate contro.

PRESIDENTE

Lo illustri meglio, onorevole Bova.

Giuseppe BOVA

Qui siamo di fronte ad una buffonata!

PRESIDENTE

Lo illustri meglio, onorevole Bova, probabilmente non hanno capito.

Giuseppe BOVA

E che debbo illustrare!

(Interruzioni)

Ennio MORRONE

Presidente, credo che vada riformulato.

PRESIDENTE

I colleghi sono pregati di stare ai posti perché bisogna votare.

Ennio MORRONE

L’onorevole Leone parlava di riformulazione, se ho capito bene, e se pensiamo ad una riformulazione, potremmo essere d’accordo, altrimenti non ci vede d’accordo.

(Interruzione dell’onorevole Bova)

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Crea.

Domenico CREA

Signor Presidente, in merito a quanto detto dal collega Bova, proporrei all’Aula di fare una riflessione obiettiva sul fatto che Reggio, che è la città più vicina al Mediterraneo, debba avere quello che ha detto Bova, cioè essere una città metropolitana perché noi abbiamo, se Dio vuole, fra quattro-cinque-sei anni anche il ponte sullo Stretto, quindi potrebbe essere una città molto grande, una volta che viene fatta…

(Interruzioni)

Colleghi, vi chiedo scusa, sto parlando e desideravo completare, senza confusione di ruoli.

Il mio pensiero è quello di mettere la lettera u) all’articolo 2 che ha proposto Bova, perché reputo giusto e opportuno fare una cosa di questo genere, perché noi dobbiamo aprire sul Mediterraneo se vogliamo uno sviluppo reale del territorio calabrese. Se, dopo, abbiamo la mente ottusa, come parecchi dei colleghi, significa che non vogliamo aprire i nostri orizzonti per questioni campanilistiche e il sottoscritto non può accettare, se la proposta viene da destra o da sinistra, di fare errori di codesto genere. Quindi io sono per passare al voto e sono su questa linea.

PRESIDENTE

Stabiliamo, intanto, un attimo di calma perché, forse, c’è qualche fraintendimento. Non credo che né l’onorevole Bova né nessun altro pensava di penalizzare altre città né della Calabria né d’Italia con questa dizione, quindi non alziamo le barricate né da un lato né dall’altro, ristabiliamo un attimo la calma.

C’era l’onorevole Occhiuto che aveva chiesto di intervenire, se vuole, però voglio chiarire che non c’è nessuna presa di posizione contro nessuna città della Calabria e sarebbe anche strano che questo potesse succedere.

Prego, onorevole Occhiuto.

Roberto OCCHIUTO

La mia preoccupazione è che un emendamento del genere possa indurre l’Aula ad agitarsi in tensioni di campanile che, soprattutto quando si parla del ruolo che la Calabria deve avere nei processi di sviluppo che guardano al Mediterraneo, assolutamente non hanno ragion d’essere, così come pure, secondo me, non ha ragione di essere l’idea che la città metropolitana del Mediterraneo debba essere una in particolare. E’ la regione in generale, nel suo complesso, che deve svolgere questa funzione di ponte tra il Mediterraneo e il resto d’Europa.

Allora inviterei l’Aula a considerare la possibilità di riformulare quell’emendamento proposto dall’onorevole Bova nella direzione, per esempio, di promuovere il riconoscimento o la formazione di città calabresi metropolitane del Mediterraneo, perché il concetto del Mediterraneo come risorsa di sviluppo è un concetto che, per esempio, si lega, oltre che allo Stretto, al porto di Gioia Tauro, all’aeroporto di Lamezia Terme, se vogliamo alla Piana di Sibari nella provincia di Cosenza, a tutta la regione nel suo complesso. O abbiamo una visione d’insieme oppure, se racchiudiamo il discorso del Mediterraneo ad una questione che potrebbe sembrare di campanile, rischiamo di svilire anche l’argomento che vogliamo sollevare.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Adamo.

Nicola ADAMO

Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che le preoccupazioni espresse a proposito di questo emendamento da parte di qualche collega potrebbero essere considerate fondate, se non interpretassimo bene non soltanto il senso di questo emendamento, ma anche ciò che è stato il lavoro già formulato nella Commissione per l’autoriforma.

La denominazione che qui si riporta, importante nel suo significato, non è tanto riferita al termine di città metropolitana, ma all’attributo di città metropolitana mediterranea. Ed io penso che sia sbagliato, ho ascoltato or ora il collega Occhiuto, egli non fa un ragionamento inesatto, però se ragioniamo in una logica di una visione unitaria della Calabria e non ci attardiamo in concezioni culturali e storiche proprie dei campanili e della frammentazione delle Calabrie; penso che sia giusto, secondo questa logica e questa visione unitaria, osare ed avere anche coraggio. La Calabria, in sé, rischia di non avere una forza se non esercita su qualche punto di eccellenza, su qualche punto di forza, una sua capacità di attrazione.

Reggio città mediterranea, città metropolitana mediterranea non è una scelta che si ripercuote contro la Calabria, diventa un luogo che, sostanzialmente, proietta l’intera Calabria in un panorama nel quale penso abbiamo titolo a starci, tant’è che, quando si parla di città metropolitane mediterranee in casi diversi da quelli della nostra regione, non si ricorre al logo regionale, si ricorre alle città (Barcellona, Palermo, Napoli, Marsiglia, Tunisi), cioè di per sé sono punti di attrazione di territori circostanti, di territori nei quali si identificano anche aree più vaste. E la preoccupazione, al tempo stesso, per quanto fondata, poi viene fugata dal fatto che la denominazione di città metropolitana, che si riconosce direttamente legata al significato e alla caratterizzazione di città mediterranea per Reggio Calabria, non è negata ad altre città, infatti andando avanti, all’articolo 45 – penso sia stata una scelta giusta e innovativa – al comma 6 è scritto testualmente: “La Regione favorisce, altresì, la costituzione di città metropolitane, promuovendo eventuali necessarie intese interregionali nel rispetto delle relative norme statali”.

Penso che questa norma possa essere assunta come la volontà del Consiglio regionale di lavorare affinché ci sia un riconoscimento con tanto di dignità costituzionale regionale e quindi di dignità istituzionale a forme di città che in Calabria, necessariamente, devono nascere, che non può non essere, per esempio, la nuova città di Cosenza o l’asse della città Catanzaro-Lamezia.

Si tratta di rimandare ad una nuova legge la regolamentazione di queste città, ma le città metropolitane sono tutte, c’è quindi ogni area che assume queste caratteristiche che si candida ad essere e a vivere nella funzione istituzionale di città metropolitana.

Pertanto non trovo in contraddizione l’emendamento proposto dall’onorevole Bova con il lavoro che ha fatto la Commissione per l’autoriforma, sarebbe sbagliato se noi ci attardassimo in divisioni che fomenterebbero, invece, equivoci che non hanno ragione d’esistere. Pertanto dico che l’emendamento può essere approvato e, al tempo stesso, ci consente la valorizzazione della scelta che all’articolo 5, comma 6, abbiamo fatto e che può valere per altre città, a partire soprattutto da Cosenza e Catanzaro.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Chiedo un minuto di sospensione in Aula.

PRESIDENTE

La seduta è sospesa.

La seduta sospesa alle 14,18 è ripresa alle 14,31

PRESIDENTE

Prego, onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Volevo proporre all’Aula, su questo emendamento che abbiamo cercato di mediare, di leggerlo anche in chiave diversa, se è possibile rinviarlo alla sua formulazione eventualmente e alla sua lettura, laddove andiamo a discutere l’articolo 45, in maniera tale che, nel frattempo, abbiamo anche modo di riflettere, tutti quanti, e non arrivare, invece, adesso ad una votazione che risentirebbe del particolare momento dell’Aula.

PRESIDENTE

Sulla proposta dell’onorevole Leone possono parlare uno a favore e uno contro.

(Interruzione)

Onorevole Leone, può ripetere, gentilmente?

Gianfranco LEONE

Noi ci siamo fermati sull’emendamento proposto dal collega Bova circa una espressione formulata, “città metropolitana del Mediterraneo”, che aveva lo scopo di aggettivare il discorso. Su questo si è aperta una discussione con un’interpretazione più importante dell’aggettivazione stessa che era stata data. Al fine di chiarirci un po’ meglio tutti quanti le idee e di arrivare anche ad una sistemazione di questo emendamento, atteso che l’articolo 45, comunque, poi tratterà il discorso delle città metropolitane, volevo chiedere all’Aula, se era d’accordo, di rinviare questo emendamento del collega Bova alla sua discussione e all’eventuale inserimento e approvazione, laddove andremo a leggere l’articolo 45 dello Statuto.

PRESIDENTE

La proposta è abbastanza chiara: possono intervenire uno a favore e uno contro.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Sarra. Ne ha facoltà.

Alberto SARRA

Presidente, io non so se definire la mia posizione a favore o contro, ma chiederei una posizione di buonsenso, mi permetto di richiamare i colleghi a questa valutazione.

La proposta che viene fatta riguarda una posizione geografica, quella del Mediterraneo, che afferisce la città di Reggio Calabria e non altre città della regione; d’altro canto, sul Mediterraneo parlare di altri sbocchi e di altre eventualità mi pare assolutamente infondato, non ci sono altre possibilità, che quella di riconoscere una posizione geografica che non può essere cambiata né da chi parla né da altri.

Per cui, onestamente – e lo dico con serenità – sono sorpreso che si trovino queste difficoltà, fermo restando che la proposta dell’onorevole Leone mi sembra assolutamente ragionevole, però un solo secondo mi permetto di dilungarmi, visto che la proposta di emendamento dell’onorevole Bova era stata inoltrata con riferimento al primo articolo dello Statuto e di comune accordo si era trovata la soluzione di spostarne, di accantonarne un attimino l’approvazione per più compiutamente inserirla nella lettera t) del comma 2 dell’articolo 2.

Non trovo, in tutta franchezza, grossi ostacoli all’approvazione di questa dizione, che non è nessun altro riconoscimento, se non quello di una posizione geografica che, peraltro, così come è stato bene evidenziato dall’onorevole Adamo nell’intervento che ha preceduto la sospensione, mi pare sia di vantaggio non per la città di Reggio soltanto – e vi chiedo perdono se faccio questa valutazione – ma vorrei offrire alla vostra riflessione questo dato: riconoscere una posizione geografica per la città di Reggio significa, a mio sommesso avviso, riconoscere il ruolo dell’intera regione.

Per cui offro alla vostra valutazione questa piccola riflessione, non mi pare che ci sia questo grande stravolgimento di un dettato che è già chiaro. Ecco, vi chiedo – ma lo dico così, sommessamente e con convinzione, però – di intervenire su questa…

(Interruzione dell’onorevole Galati)

PRESIDENTE

Parliamo soltanto della proposta dell’onorevole Leone, che è quella di rinviare all’altro articolo, perché essendoci la proposta in atto, non si può parlare di altri argomenti.

(Interruzione)

Sì, però dobbiamo uscire da questa situazione.

Pongo in votazione la proposta avanzata dall’onorevole Leone.

(Il Consiglio approva)

Rinviamo al prossimo articolo 45.

(Interruzioni)

E’ sospeso e si rinvia all’articolo 45.

(Interruzione dell’onorevole Adamo)

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Adamo, se capisco bene lo spirito – vorrei richiamare un momento l’attenzione degli onorevoli Sarra e Leone – della proposta dell’onorevole Leone, è di immaginare una soluzione laddove all’articolo 45, comma 6, recita: “La Regione favorisce, altresì, la costituzione di città metropolitane, promuovendo eventuali necessarie intese interregionali nel rispetto delle relative norme statali” – e qui potremmo mettere una virgola anziché il punto – “anche individuando Reggio Calabria come città metropolitana del Mediterraneo”, per esempio.

Questa è una soluzione che potrebbe, alla fine, riassumere…

(Interruzioni)

Ennio MORRONE

Onorevole relatore, non forzi la mano perché, altrimenti, chiediamo di votare sulla proposta Bova, in quanto mi pare che stiate forzando un po’ la mano.

PRESIDENTE

E’ rinviato all’articolo 45.

Si troverà una formulazione.

(Interruzione)

Nicola ADAMO

Io penso, Presidente, che la proposta dell’onorevole Leone – la interpreto così – sia un invito a soprassedere, a sospendere, a questo punto, la discussione sull’emendamento Bova per ritrattarlo in sede di esame del 45, però vorrei invitare l’Aula a prendere in esame il fatto che va da sé che l’articolo 2, nella sua composizione finale, non lo votiamo, lo votiamo insieme al 45.

PRESIDENTE

No, onorevole Adamo, che c’entra!

Nicola ADAMO

Allora penso che stiamo sbagliando – e su questo punto poi valuti l’Aula – perché cambia senso tutta la discussione. Sulla base della mediazione che si fa, poi si votano contestualmente l’articolo 2 e l’articolo 45, ma se voi chiudete l’articolo 2, abbiamo un percorso obbligato.

(Interruzioni)

PRESIDENTE

Emendamento protocollo numero 783/A a firma Bova: “All’articolo 2, comma 2, dello Statuto dopo la lettera t) è aggiunta la seguente: “u) la valorizzazione e la disciplina del sistema locale delle comunicazioni, al fine di garantirne il pluralismo e la concorrenza”.

La parola all’onorevole Bova.

Giuseppe BOVA

Propongo all’articolo 2, comma 2, dello Statuto – finora eravamo arrivati alla lettera t) – di aggiungere un comma u) “la valorizzazione e la disciplina del sistema locale delle comunicazioni, al fine di garantirne il pluralismo e la concorrenza”.

Credo che si illustri da sé, propongo come emendamento integrativo al comma 2 dell’articolo 2 con la lettera u).

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole, in quanto colma una lacuna e arricchisce il testo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 783/A.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo numero 904 a firma Tommasi: “Si propone di inserire all’articolo 2 il punto u): “la tutela del patrimonio faunistico regionale, il rispetto ed il riconoscimento dei diritti degli animali, promuovendone la cura e la presenza nel proprio territorio per l’affermazione del principio di una corretta convivenza con l’uomo”.

La parola all’onorevole Tommasi.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, l’emendamento proposto che si va ad aggiungere all’articolo 2, a questo punto, diventa lettera v), che va nella direzione della tutela del patrimonio faunistico regionale, del rispetto e del riconoscimento dei diritti degli animali, promuovendone la cura e la presenza nel proprio territorio per l’affermazione del principio di una corretta convivenza con l’uomo.

Credo che questo, in uno Statuto e nelle regole democratiche della nostra regione, debba essere inserito proprio per valorizzare il nostro patrimonio…

(Interruzioni)

Presidente, l’ho letto, va bene così, poi eventualmente nella dichiarazione di voto lo spiego meglio.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il principio è già contenuto nelle lettere r) ed s). Non sono contrario, onorevole Tommasi, magari aggiungendo dopo “faunistico” anche “floristico”, perché così completa meglio.

Diego Antonio TOMMASI

Mi trova perfettamente d’accordo.

PRESIDENTE

Quindi il parere del relatore su questo emendamento con l’aggiunta è favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 904.

(E’ approvato)

Gli emendamenti relativi a questo articolo sarebbero finiti.

(Interruzione)

Si va ad oltranza, fino alla fine, anche per 48 ore, onorevole Fava, voglio vedere la sua resistenza!

(Interruzione)

Su questo articolo gli emendamenti sono finiti, c’era solo quello dell’onorevole Bova che abbiamo pensato di discutere più in là. Dobbiamo votarlo l’articolo o sospenderlo?

Gianfranco LEONE

Presidente, avevo chiesto di trattare l’emendamento dell’onorevole Bova nell’articolo successivo dell’articolato, il 45, e si è fatta una votazione in questo senso. Poi l’Aula, per carità, decida.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Mi vorrei rivolgere alla cortesia dell’onorevole Adamo. Capisco la ragione e lo spirito, non polemico, con il quale lei ha immaginato di motivare il rinvio dell’articolato, tuttavia, poiché l’Aula si è espressa in maniera chiara e si è impegnata, quindi, in qualche misura, ad esaminare questa proposta emendativa Bova all’articolo 45, proporrei di passare alla votazione dell’articolo 2.

Nicola ADAMO

Posso chiedere due minuti di sospensione con la Conferenza dei capigruppo al banco della Presidenza, perché probabilmente abbiamo trovato una soluzione di mediazione?

PRESIDENTE

La seduta è sospesa.

(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)

La seduta sospesa alle 14,49 è ripresa alle 14,55

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Adamo.

Nicola ADAMO

Penso che l’orientamento a cui è pervenuta la Conferenza dei capigruppo possa risolvere la querelle che ci consente già di approvare l’emendamento Bova anche adesso, in fase di esame dell’articolo 2.

L’articolo 2, contenente l’emendamento Bova, non impegna e non ha alcuna conseguenza giuridica rispetto al riconoscimento dello status di città metropolitana se, seguendo l’articolo 45, comma 6, non ci sarà poi una legge ad hoc che regolamenti le città metropolitane e le indichi pure.

Allora, per fugare le preoccupazioni dei colleghi, possiamo pervenire ad esplicitare questo dato così facendo: approvare in sede di articolo 2 l’emendamento Bova, che diventa un fatto di immagine, è legato all’attribuzione che diamo alla città quando la citiamo perché è sede del palazzo del Consiglio regionale, e all’articolo 45, comma 6, che ci rimanda poi alla individuazione…

Gianfranco LEONE

Collega Adamo, all’articolo 1, non all’articolo 2.

Nicola ADAMO

All’articolo 2 approviamo l’emendamento Bova…

Gianfranco LEONE

All’articolo 1 approvi Bova.

Nicola ADAMO

Siamo all’articolo 2…

(Interruzione)

Dove l’ha proposto Bova, a fianco al palazzo del Consiglio regionale come denominazione…

(Interruzioni)

Articolo 1?

(Interruzioni)

Va beh, coordinamento formale, pensavo fossimo in esame. Allora precisiamo, articolo 1, comma 4, però prendendo l’impegno sin da subito l’Aula che, quando arriviamo all’articolo 45, il comma 6 subirà anch’esso un emendamento. Attualmente recita testualmente: “La Regione favorisce, altresì, la costituzione di città metropolitane, promuovendo eventuali necessarie intese interregionali”. Noi dovremmo fare una modifica di questo tipo: “La Regione favorisce, altresì, la costituzione di città metropolitane nell’area o nei comuni di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria”. Mi pare che così la possiamo chiudere, che abbia un senso questa discussione, anzi è un impegno forte del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, nella Conferenza dei capigruppo non sono stato ascoltato, ma devo esprimere il mio no alla proposta dell’onorevole Adamo e vorrei motivare, perché è pericoloso quello che stiamo discutendo in questo momento.

Nel corso dei due anni di discussione, quando è stata messa in discussione la città capoluogo, la sede del Consiglio regionale di Reggio Calabria – perché si è discusso anche di questo in Commissione – non abbiamo voluto riaprire una ferita storica della Calabria, la rivolta di Reggio Calabria e abbiamo detto che c’è un dato consolidato di riconoscimento alla città di Reggio dei titoli che ha avuto dalla legge dello Stato.

A me va bene che Reggio Calabria sia città del Mediterraneo, ma l’idea di città metropolitana ha qualcosa che ha molto a che vedere anche con l’ipotesi di sviluppo e noi già abbiamo fatto un errore con l’area franca di Gioia Tauro, quando abbiamo definito l’area di Gioia Tauro area franca, perché stiamo sbilanciando lo sviluppo in una certa area.

Se noi, oggi, dovessimo fare questo errore, non solo faremmo un atto che non ha la logica della politica, ma alimenteremmo una frattura della Calabria tra l’area di Reggio Calabria e il resto della Calabria, perché in Italia esistono solo sette città metropolitane riconosciute dallo Stato e sono tali perché hanno anche un hinterland che gli viene riconosciuto come area metropolitana. Vi ricordo quali sono quelle città: Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli – altre non ne esistono – che godono dei privilegi economici della legge sulle città metropolitane.

Se non vogliamo fare uno sviluppo diverso, se vogliamo alimentare contrasti territoriali in questa nostra regione, possiamo anche approvare questo. Io mi esprimo contro, già da adesso non intendo accettare l’idea che questo Statuto definisca un’area metropolitana.

PRESIDENTE

Non si può fare un dibattito su questo argomento perché, se lo facciamo, è meglio che chiudiamo il Consiglio regionale!

C’era una proposta dell’onorevole Adamo…

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, è irricevibile, le aree metropolitane sono citate in modo preciso agli articoli 118 e 119 della Costituzione. Ma noi possiamo, nel momento in cui stabiliamo le regole, infrangere le regole…

Gesuele VILASI

Ma non parla di città metropolitana, parla di città metropolitana nel Mediterraneo!

Damiano GUAGLIARDI

Non è vero niente, l’articolo 118 della Costituzione dice che i Comuni, le Province e le città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative. E’ una questione seria le città metropolitane, non le possiamo inserire in modo surrettizio attraverso delle furbizie. Questa è una furbizia!

(Interruzione)

Comunque, se le regole sui princìpi le abbiamo adottate, per cui abbiamo fatto degli emendamenti ed abbiamo impedito la discussione sui valori fondanti della collettività, adesso non è possibile che su interessi localistici noi andiamo a fare…

PRESIDENTE

Non sono interessi localistici, onorevole Gagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Sono interessi localistici, Presidente!

PRESIDENTE

Sospendiamo un minuto.

Damiano GUAGLIARDI

E comunque non è possibile reintrodurre ed è strano che…

PRESIDENTE

La seduta è sospesa.

La seduta sospesa alle 15,02 è ripresa alle 15,36

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Poiché si è creata una situazione un po’ di empasse e c’è anche la legittima aspettativa da parte di ciascuno di noi di consumare brevemente qualcosa per rifocillarci perché ci aspetta un lungo pomeriggio, chiedo al Presidente, nello spirito di trovare una soluzione e di avere il tempo necessario perché, secondo me, ce ne sono tutte le condizioni positive, di dare la possibilità al relatore di una sospensione di un’ora perché il relatore si riserva di venire in Aula con una proposta risolutiva.

PRESIDENTE

Nemmeno un’ora, alle 16,30, tre quarti d’ora, il tempo di mangiare qualcosa. Alle 16,30 in Aula per riprendere i lavori.

La seduta sospesa alle 15,37 è ripresa alle 16,39

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Naccarato. Ne ha facoltà.

Paolo NACCARATO, relatore

A questo punto, Presidente, le chiederei di mettere in votazione l’articolo 2, di accantonare l’emendamento oggetto di tutto questo lungo dibattito e poi di proseguire con i successivi articoli.

PRESIDENTE

C’è la proposta Naccarato che mi pare possa essere accoglibile.

Pongo in votazione l’articolo 2 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Passiamo all’articolo 3.

Emendamento protocollo numero 886 a firma Galati: “All’articolo 3 aggiungere il seguente sesto comma: “La Regione garantisce ed incentiva le iniziative e le attività delle istituzioni locali e degli enti esponenziali della comunità calabrese in Europa e nell’ambito internazionale, con particolare riguardo alle forme di partenariato economico e dei gemellaggio”.

La parola all’onorevole Galati.

Francesco GALATI

Presidente, non nascondo che questo emendamento mi è stato suggerito dall’Anci. Su questo vorrei sentire il parere del relatore e poi mi rimetto, eventualmente, all’Aula.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Collega Galati, mi rifaccio alla premessa, quando abbiamo detto che lo Statuto deve contenere norme di rango superiore. Questo emendamento, che pur apprezzo nel merito, scende, a mio giudizio, eccessivamente in dettagli su fattispecie, peraltro, già contenute in via generale sull’intero articolo 3 e in particolare le richiamo il comma 4. Peraltro, non appare di particolare rilievo statutario una norma che fa riferimento a specifici strumenti quali, appunto, il partenariato e il gemellaggio.

Io la inviterei a non insistere.

PRESIDENTE

Ma l’onorevole Galati non sta insistendo, è ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 3 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Siamo, adesso, al Titolo 2°. C’è un emendamento dell’onorevole Pezzimenti, l’emendamento protocollo numero 896.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, in assenza di chi ha presentato gli emendamenti gli stessi decadono.

PRESIDENTE

In assenza, si ritira l’emendamento?

Diego Antonio TOMMASI

Certo, Presidente.

PRESIDENTE

L’onorevole Pezzimenti è assente per cui il suo emendamento è decaduto.

Paolo NACCARATO, relatore

Decade.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 4.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 5.

(E’ approvato)

All’articolo 6 c’è un emendamento protocollo numero 866 a firma Guagliardi, Torchia: “Sostituire l’articolo 6 con il seguente:

Articolo 6

(Difensore Civico)

1. La Regione istituisce con legge l’ufficio del difensore civico.

2. Il difensore civico interviene, anche su richiesta di singoli o di formazioni sociali che vi hanno interesse, perché siano garantiti i principi di legalità, trasparenza, imparzialità e buon andamento nell’esercizio delle funzioni amministrative regionali.

3. La legge regola, in modo da assicurare l’idoneità alla funzione nonché l’imparzialità e l’indipendenza, le modalità di nomina del difensore civico, i modi di esercizio, anche in sedi decentrate, delle sue funzioni e i rapporti tra il medesimo e gli analoghi organi istituiti a livello comunale e provinciale.

4. Il difensore civico – nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge regionale – riferisce periodicamente al Consiglio sulla propria attività, ponendo in rilievo le principali violazioni dei principi di cui al primo comma e in generale le disfunzioni rilevate e formulando proposte al riguardo. Egli inoltre segnala immediatamente i casi di particolare gravità agli uffici competenti anche al fine dell’avvio di procedimenti disciplinari.

5. Svolge le altre funzioni attribuitegli dalla legge.

6. Il difensore civico cessa la sua carica contemporaneamente al Consiglio che lo ha eletto”.

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, noi in Commissione avevamo deciso di istituire per legge il difensore civico. Il mio emendamento, che non mette in discussione questa istituzione, è un po’ quello di definire compiti e ruoli del difensore civico soprattutto per il fatto che, essendo una figura, in qualche modo, di controllo dell’attività della Regione Calabria, potrebbe essere un elemento di maggiore legittimazione rispetto ai compiti che gli andremo ad affidare.

In questo senso ho previsto alcuni compiti aggiunti che determinano un ruolo più definito, non come fatto dall’articolo iniziale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Questo è un caso classico in cui forse è più opportuno rinviare alle leggi ordinarie le norme attuative, come del resto avviene in tutte le leggi fondamentali, perché la scelta, viceversa, di mettere nello Statuto questa regolamentazione così specifica dà una rigidità complessiva alla norma che poi, qualora volessimo modificare, è soggetta ad una procedura – come sappiamo tutti – speciale e quindi non dà la possibilità di adeguarla in relazione ai cambiamenti della realtà che possono intervenire.

Da questo punto di vista, quindi, inviterei l’onorevole Guagliardi e l’onorevole Torchia a non insistere.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Torchia.

Giuseppe TORCHIA

Presidente, sono d’accordo che certamente, una volta stabilito nello Statuto, è più difficile apportare modifiche. Sono disponibile a ritirarlo, però una certa rigidità, forse, per certi istituti sarebbe quanto mai necessaria perché oggi, in sede di redazione dello Statuto, si può approvare questo istituto e si stabiliscono delle norme obiettive che difficilmente poi possono essere modificate. Rinviando un istituto del genere alla legislazione normale, possiamo correre il rischio di subire pressioni di diverso tipo.

Comunque, se dobbiamo ritirarlo, lo ritiriamo.

Paolo NACCARATO, relatore

Sicuramente, onorevole Torchia – e la ringrazio – lo spirito della proposta emendativa potrà essere oggetto di una condivisione nella legge attuativa.

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Emendamento protocollo numero 845 a firma Napoli: “L’articolo 6 (Difensore Civico) è sostituito dal seguente:

Art. 6

(Difensore civico)

1. La Regione disciplina con legge l’istituto del difensore civico.

2. Il difensore civico ha compiti di garanzia dell’imparzialità e del buon andamento dell’amministrazione regionale, degli enti o delle aziende da essa dipendenti e degli enti o aziende destinatari di deleghe di funzioni amministrative regionali limitatamente, per questi ultimi, alle funzione delegate.

3. Egli svolge le sue funzioni segnalando al Presidente della Regione, alla Giunta e al Consiglio regionale, su richiesta di cittadini singoli o associati e delle formazioni sociali o degli enti che vi abbiano interesse ovvero di propria iniziativa, gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini”.

Credo che anche questo, onorevole Napoli, vada in questa direzione perché è la stessa cosa, più o meno, però è chiaro che può intervenire per illustrarlo.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Mi rendo conto dell’assimilabilità del precedente emendamento con questo che ho proposto. La ragione della proposta che è stata formulata risiede nel fatto che, così come è indicato nella stesura conclusiva della proposta di Statuto, sembra però estremamente laconica. Il problema era, Presidente Naccarato, quello di costituzionalizzare il nucleo, il nocciolo dell’istituto.

Ora, poiché non mi pare che l’emendamento presentato risponda, in qualche modo, ai limiti ed alle questioni che sono state sollevate, dato che non si incarica di disciplinare e quindi non sembra, così com’è formulato, soggetto ad essere blindato, si tratta semplicemente di costituzionalizzare l’istituto che, per le caratteristiche che sono descritte nell’emendamento, attribuisce e riconosce ruoli al difensore civico. Così com’è, sembra che il difensore civico non abbia alcuna competenza, alcun ruolo. Si tratta di costituzionalizzare il ruolo del difensore civico.

In questo senso mi sembra di dover insistere, non già per le cose che sono state dette, ma solo per assegnare all’istituto un ruolo più pregnante, per dire che senso ha, qual è il rilievo del difensore civico.

Perciò insisterei sull’emendamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Ne capisco il senso, onorevole Napoli, però – le ripeto – la scelta anche tecnica è stata di lasciare la disciplina organica della materia a…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Io sono d’accordo…

Paolo NACCARATO, relatore

Ci mettiamo in una rigidità eccessiva. Invece, coglierei in positivo della sua proposta emendativa il punto 1 che è una riformulazione, se vuole, anche un po’ più corretta al testo che è al nostro esame e lo potremmo assumere, se i colleghi sono d’accordo, con una formulazione più corretta, invece pregandola di soprassedere sui commi 2 e 3.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Napoli.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Non ho difficoltà ad aderire, si trattava solo di spiegare le funzioni nello Statuto, poiché non mi sembra che in nessun articolo della Costituzione italiana o in Statuti che hanno rilevanza così decisiva e fondamentale possa essere menzionato un istituto senza, in qualche modo, delineare per larghissime linee la sua funzione. Si tratta di assegnare per larghissime linee la funzione del difensore civico. Così com’è, mi pare doverosamente si debba…

PRESIDENTE

Viene estrapolato solo il primo comma di questo emendamento. L’onorevole Napoli mi sembra sia d’accordo…

Domenico RIZZA

Se è questo, credo che non basti oppure non sia del tutto…

PRESIDENTE

“La Regione disciplina con legge l’istituto del difensore civico”.

Domenico RIZZA

Per l’imparzialità della cosa, non è nemmeno una cornice, facciamola più precisa; se dobbiamo precisare qualche cosa, facciamola in maniera migliore. Scusami, perché tu avevi aggiunto un altro comma e, se si elimina l’altro, poi diventa tutto più sfumato.

Paolo NACCARATO, relatore

Allora preghiamo l’onorevole Napoli di ritirarlo.

Domenico RIZZA

Si sa cosa significa difensore civico, collega, demandiamolo alla legge, senza ingessare niente.

PRESIDENTE

Ma l’onorevole Napoli non mi sembra facesse una guerra di religione su questo punto!

(Interruzione dell’onorevole Napoli)

E’ ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 6.

(E’ approvato all’unanimità)

Emendamento protocollo numero 905 a firma Tommasi: “Titolo 2°, articolo 6 bis. La Regione istituisce con legge la Consulta dell’ambiente”.

La parola all’onorevole Tommasi.

Diego Antonio TOMMASI

L’emendamento si illustra da sé ed ha un’importanza rilevante per la nostra regione, che ha dei ritardi storici, non addebitabili a questo governo. Credo che questo possa essere uno strumento e un segnale che l’alta sensibilità ambientale di questo governo può approvare, tranquillamente con un’apposita legge istituiva.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Con la modifica “La Regione può istituire”, analogamente a come avevamo fatto in altre cose, il parere è favorevole.

PRESIDENTE

“La Regione può istituire”.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, visto che si deve fare una legge, ritengo che “la Regione istituisce”, “può istituire” rimane…

PRESIDENTE

“può istituire con legge”.

(Interruzione)

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 905.

(E’ approvato)

L’emendamento a firma Fortugno protocollo n. 765, non essendo presente in Aula il proponente, è decaduto.

Pongo in votazione l’articolo 7.

(E’ approvato)

All’articolo 8 c’è un emendamento protocollo 797 a firma Tripodi Michelangelo, ma anche questo si intende decaduto perché il proponente non è in Aula.

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 8, comma 1: sostituire le parole “su ogni aspetto dell’” con “sulla”; sostituire, altresì, il verbo “recepire” con “acquisire”;

comma 2: sopprimere le parole “nell’effettiva” e sostituire con “nella”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole, anche perché si tratta di modifiche opportune di natura formale.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 8 nel suo complesso.

(E’ approvato)

L’emendamento protocollo 798, articolo 8 bis, a firma Tripodi Michelangelo è decaduto non essendo presente in Aula il proponente.

Emendamento protocollo 846 a firma Napoli: “L’articolo 9 (Modalità di partecipazione) è sostituito dal seguente:

“Art. 9

(Modalità di partecipazione)

1. Tutti, singolarmente o in forma associata, hanno il diritto di rivolgere petizioni agli organi regionali, per richiederne l’intervento e per sollecitare l’adozione di provvedimenti di interesse generale.

2. Se la petizione è presentata da almeno 500 persone, l’organo regionale al quale essa è rivolta deve esaminarla e assumere una decisione entro novanta giorni dalla data della presentazione. La comunicazione della decisione assunta è comunicata al primo sottoscrittore della petizione.

3. I Comuni, le Province e le comunità montane possono rivolgere interrogazioni agli organi regionali su questioni di loro interesse, per sollecitare il compimento di atti ovvero per ottenere informazioni specifiche e chiarimenti in ordine a temi di interesse collettivo.

4. Le modalità di esercizio dei diritti e delle facoltà di cui a commi precedenti è stabilita con apposita legge regionale.

5. Il corpo elettorale esercita l’iniziativa delle leggi regionali a norma dell’articolo 36 del presente Statuto”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Napoli, è tutto chiaro, sono apprezzabilissime le proposizioni che lei presenta nell’emendamento, ma sono davvero tutte raccomandazioni che devono essere assunte per le leggi e i regolamenti attuativi delle norme statutarie, quindi la inviterei a non insistere.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Napoli.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

La proposta l’accolgo se lo Statuto si conformerà a questo indirizzo; se, viceversa, lo Statuto diventerà un “Regolamento”, chiederò che sulla questione si voti

PRESIDENTE

Onorevole Napoli, quindi il suo emendamento si intende ritirato.

Emendamento protocollo 867 a firma Guagliardi , Torchia: “All’articolo 9, comma 1, dopo la parola “Tutti” aggiungere “i cittadini calabresi”.

La parola all’onorevole Torchia.

Giuseppe TORCHIA

Si chiarisce che tutti hanno il diritto di rivolgere petizioni, ma tutti chi? Tutto il mondo?! Tutti i cittadini calabresi.

Paolo NACCARATO, relatore

Abbiamo la sensazione che dia un po’ un’interpretazione restrittiva rispetto alla partecipazione, onorevole Torchia, questo “tutti” è per dire tutti coloro i quali, a qualsiasi titolo, si trovano ad operare o a vivere, pur non essendo residenti nella nostra regione.

Giuseppe TORCHIA

Ma la partecipazione dei cittadini calabresi per la regione Calabria, poi per l’Italia tutti gli italiani.

Paolo NACCARATO, relatore

Io la inviterei a ritirarlo.

PRESIDENTE

Onorevole Torchia, lo ritira?

Giuseppe TORCHIA

Lo mettiamo in votazione e se è bocciato, è bocciato!

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 867.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 9 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 768 a firma Fortugno: “Emendamento sostitutivo del comma 2 dell’articolo 10 (referendum abrogativo).Il secondo comma, in conformità all’articolo 123 della Costituzione, per come stabilito dall’articolo 3, legge costituzionale 22 novembre 1999, n. l., va sostituito come segue: “2. Non è ammesso referendum per l’abrogazione:

a) dei Regolamenti del Consiglio regionale;

b) delle leggi di bilancio;

c) delle leggi tributarie;

d) delle leggi urbanistiche e di tutela dell’ambiente;

e) delle leggi di ratifica, attuazione e di esecuzione degli accordi ed intese internazionali della Regione e delle normative comunitarie.

Lo Statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo Statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi”.

Paolo NACCARATO, relatore

Se mi consente l’onorevole Fortugno, se mi è concessa la parola su questo emendamento prima di lui, perché temo che qui ci sia un equivoco tecnico. Il referendum confermativo dello Statuto è previsto dall’articolo 57, commi 4 e 5, quindi noi non lo possiamo fraintendere con l’istituto del referendum abrogativo che, invece, è oggetto di esame di questo articolo. Peraltro, con un successivo emendamento, il numero 34, onorevole Fortugno, lei ripropone un comma con il quale reintroduce la lettera a) che con questo emendamento chiede di abrogare.

Allora le chiederei di riflettere se non è opportuno ritirarlo.

PRESIDENTE

Alla luce di quanto diceva il relatore, forse è opportuno che lo ritiri.


Francesco FORTUGNO

Qui dice, praticamente, che non è ammesso referendum per l’abrogazione. Mi pare un fatto strano, anomalo. Anche se poi l’articolo 56 lo ripete…

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

Allora lo togliamo.

Paolo NACCARATO, relatore

La procedura di revisione statutaria è solo consiliare, non si può abrogare.

PRESIDENTE

L’emendamento è ritirato.

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 10, comma 2, eccetera f): dopo la parola “accordi” cancellare “e delle intese” e dopo la parola “Regione” aggiungere “e delle intese con altre Regioni italiane”.

Parere del relatore?.

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 769 a firma Fortugno: “Dopo il comma 7 aggiungere il seguente: “8. Il disposto di cui al comma 6 di questo articolo, ovviamente, non è applicabile al referendum popolare che riguarda lo Statuto che è voluto dalla legge costituzionale”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Questo è legato al precedente, quindi credo che l’onorevole Fortugno lo ritiri.

(Interruzione dell’onorevole Fortugno)

La invito a ritirarlo perché è legato al precedente discorso.

Francesco FORTUGNO

Il problema è sul numero dei consiglieri, Presidente.

(Interruzione)

Stiamo parlando dell’articolo 11.

Paolo NACCARATO, relatore

No, è il protocollo 769, è legato alla precedente fattispecie, l’abbiamo già detto prima, credo che lei possa senz’altro aderire al ritiro, come ha aderito pochi minuti fa.

Francesco FORTUGNO

Lei sta parlando dell’articolo 11?

PRESIDENTE

Dell’articolo 10.

Paolo NACCARATO, relatore

Del comma 7 dell’articolo 10.

PRESIDENTE

E’ il protocollo 769. Lo ritira?

(Interruzione dell’onorevole Fortugno)

E’ ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 10 così come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 847 a firma Napoli: “L’articolo 11 (Referendum consultivo) è sostituito dal seguente:

Art. 11

(Referendum consultivo)

1. E’ indetto referendum consultivo su questioni di interesse regionale allorquando ne faccia richiesta il quaranta per cento dei deputati regionali ovvero il cinque per cento del corpo elettorale.

2. Sono ammessi al voto, oltre ai cittadini della Regione iscritti nelle liste elettorali, gli stranieri regolarmente soggiornanti e i cittadini maggiori di anni 16.

3. Il referendum è valido se vi ha partecipato il trenta per cento degli aventi diritto.

4. Se il quorum di cui al comma precedente è raggiunto, l’Assemblea regionale è obbligata a pronunciarsi sull’oggetto del referendum entro novanta giorni dal suo svolgimento”.

La parola all’onorevole Napoli.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

L’emendamento ricerca esclusivamente la effettività degli istituti di partecipazione e in questo senso credo che occorra ricercare l’uniformità complessiva del sistema.

Mi sembra di dover insistere, anche perché l’emendamento non altera il quadro dell’articolo, ma contribuisce a costituzionalizzare e a ricercare l’effettività degli istituti di partecipazione in questo senso.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Napoli, ci sono alcune riserve non di principio. Per esempio, una riserva è sul 5 per cento che lei prevede, che sembra una previsione eccessivamente bassa, è troppo esiguo il numero degli elettori che possono richiedere il referendum, si rischia una serie di procedure che affaticherebbero non poco anche da un punto di vista economico la Regione.

C’è un altro aspetto che voglio richiamare alla sua attenzione, cioè la difficoltà di una norma attuativa per consentire, su base regionale, il voto ai sedicenni. Anche in questo caso…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Sul punto vi sono esperienze in tutti gli Statuti delle autonomie locali, in questo senso.

Paolo NACCARATO, relatore

Difatti ha ragione, lo so, condivido, comunque il problema del quorum esiste.

Io mi rimetterei all’Aula sulla sua proposta emendativa e lascerei liberamente una decisione, dicendo che non c’è una preclusione di principio, con la prescrizione di aumentare, però, il quorum.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Sarra. Ne ha facoltà.

Alberto SARRA

Io ho qualche perplessità sul comma 2, cioè sugli stranieri regolarmente soggiornanti.

(Interruzione)

A mio avviso, torniamo ad un’ipotesi che già precedentemente avevamo eliminato. Credo che più correttamente possa essere accorpato al successivo emendamento Fortugno, che mi sembra semplificato rispetto a questa ipotesi proposta dall’onorevole Napoli.

PRESIDENTE

Intanto parliamo di questo.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

La questione degli stranieri regolarmente soggiornanti è una procedura che è già osservata dal 1990 nei Comuni, allorquando con la “142” i Comuni sono stati obbligati ad adottare un proprio Statuto. In quella occasione, la generalità dei Comuni italiani si è correlata, si è adattata, ha sostenuto la necessità di far partecipare solo in questi casi coloro i quali sono residenti e che non sono necessariamente iscritti nelle liste, però su questo non è che si insiste a tutti i costi, è una opportunità e, in tal senso, viene offerta. Su questo non c’è una necessità, comunque, di affermare questa cosa, si voleva solo richiamare l’esperienza limitatamente a questa parte del secondo comma.

PRESIDENTE

Lo consideriamo ritirato?

Giuseppe Giuliano NAPOLI

No, sto dicendo solo questa parte.

Paolo NACCARATO, relatore

Attenzione al problema del quorum, colleghi, che riguarda anche il successivo emendamento Fortugno, cioè se qui abbassiamo eccessivamente, è un numero limitato, possono produrre una serie di referendum sulle questioni più svariate, con un costo evidente per le casse regionali.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Il 5 per cento degli aventi diritto al voto non è una cifra che si raccoglie facilmente …

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Napoli, lei mi insegna che l’orientamento anche su scala nazionale è quello di elevare, per esempio…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Eleviamolo pure, però manteniamo l’istituto.

Paolo NACCARATO, relatore

Gliel’ho detto che non ho pregiudiziali contro.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Rizza.

Domenico RIZZA

Si potrebbe riformulare…

(Interruzioni)

Onorevole Napoli, elevando al 10 per cento al primo comma e togliendo il secondo comma, possiamo approvarlo.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Il 10 per cento?

Domenico RIZZA

Il 10 per cento e togliamo…

(Interruzioni)

Collega, guarda che sennò ogni dieci giorni promuovono un referendum e costano!

(Interruzione)

Appunto, è consultivo.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Facciamo una cifra di mezzo, senza voler negoziare la cosa, però mi pare che 100 mila siano abbastanza.

(Interruzioni)

Domenico RIZZA

Sì, però hanno dei costi, come ha rilevato il Presidente, e non è che possiamo permetterci, ogni trenta-quaranta giorni, di andare al referendum.

Paolo NACCARATO, relatore

Il ricorso eccessivo ad un istituto così importante di democrazia e di partecipazione popolare qual è il referendum, se viene ad essere inflazionato in questo modo, ad un certo punto perde completamente di significato e noi otteniamo un risultato opposto al motivo per il quale intendiamo dare un segnale positivo.

Domenico RIZZA

Onorevole Napoli, quella proposta di mediazione che ho fatto, se si può, al posto di 5 mettere 10 e si toglie il secondo comma…

PRESIDENTE

Eliminando il secondo comma e mettendo 10 per cento al posto di 5 per cento, in questo modo può essere accolto. Il relatore è d’accordo?

(Interruzioni)

Paolo NACCARATO, relatore

Richiamo l’attenzione dei colleghi e dell’onorevole Napoli, perché 90 giorni sembrano un po’ pochi. Io proporrei di elevarlo a 120 giorni.

Alberto SARRA

Possiamo leggere la formulazione definitiva?

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Gagliardi.

Mario Albino GAGLIARDI

Volevo chiedere al relatore, invece di mettere le percentuali al primo comma, non possiamo indicare un numero complessivo aritmetico? Mi sembra molto più semplice indicare…

Paolo NACCARATO, relatore

Facciamo il computo dell’equivalente e diciamo…

Mario Albino GAGLIARDI

…diciamo 50 mila, 60 mila…

Paolo NACCARATO, relatore

Chi può fare un momento un conto sui votanti in Calabria?

(Interruzione)

Quanto? Sono 1 milione e 2?

(Interruzioni)

Va beh, questo lo lasciamo in sede di coordinamento formale e con questa osservazione dell’onorevole Gagliardi.

Mario Albino GAGLIARDI

Vale la pena indicare il numero…

Paolo NACCARATO, relatore

Il corrispondente del 10 per cento in termini percentuali.

(Interruzioni)

Giuseppe Giuliano NAPOLI

…alla somma espressa in valore assoluto e non relativo dei referendum abrogativi.

Alberto SARRA

No, secondo me l’indicazione va fatta in percentuale perché poi va commisurata alla popolazione che può anche variare.

PRESIDENTE

Meglio la percentuale… lasciamo la percentuale.

Gianfranco LEONE

Presidente, proprio per questa incertezza che abbiamo sul corpo elettorale, che comunque è un fattore dinamico perché non è statico, occorre legarci non ad un numero ma ad una percentuale.

PRESIDENTE

Sì, siamo d’accordo. Allora, con la percentuale del 10 per cento eliminando il secondo punto e, al posto di 90 giorni, al quarto punto, 120 giorni.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 847 così come modificato.

(E’ approvato)

Alberto SARRA

…mantenendo anche la percentuale degli aventi diritto per la validità. Onorevole relatore, ha valutato il terzo comma?

PRESIDENTE

Emendamento protocollo 770 a firma Fortugno: “Il comma 1 è sostituito dal seguente: “1. E’ indetto referendum consultivo su questioni di interesse regionale allorquando ne faccia richiesta un quinto dei consiglieri regionali”.

La parola all’onorevole Fortugno.

Francesco FORTUGNO

Signor Presidente, a me sembra esagerato che per un semplice referendum consultivo ci voglia la richiesta del 40 per cento dei consiglieri regionali, per cui propongo un quinto dei consiglieri regionali.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Contrario, l’ho già detto prima il motivo: l’eccessivo costo, l’eccessivo appesantimento e lo svilimento anche di questo istituto di partecipazione democratica che io giudico, personalmente, particolarmente importante.

PRESIDENTE

Lo vuole ritirare, onorevole Fortugno, senza metterlo ai voti?

(Interruzione dell’onorevole Fortugno)

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 770.

(E respinto)

Emendamento protocollo 799 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 11 (Referendum consultivo) comma 1, aggiuntivo. Si propone di aggiungere dopo la parola “consultivo” la parola “vincolante”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Sono per aggiungere il termine vincolante a questo tipo di referendum, per dare una valenza e creare una condizione per cui quella scelta, visto che si sono messi anche alcuni requisiti abbastanza impegnativi, sia perché il referendum sia valido, sia per tutto il resto, per la richiesta stessa di promuovere quel referendum, abbia un carattere vincolante.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Tripodi, la sua previsione è già in parte prevista dal comma 2, ma, in ogni caso, se un referendum è consultivo, non può essere vincolante.

La inviterei al ritiro, anche perché il testo credo sia molto equilibrato e prevede comunque che il Consiglio si debba pronunciare in merito alle questioni sottoposte al referendum che hanno raggiunto il quorum richiesto, e questo è già un elemento di garanzia sufficiente.

PRESIDENTE

L’onorevole Tripodi è d’accordo, lo ritira.

Pongo in votazione l’articolo 11 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 800 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 11 bis (Consiglio regionale dei giovani), aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente articolo:

1. Con legge regionale è istituito il Consiglio regionale dei giovani calabresi.

2. La legge regola i compiti, la composizione, le modalità di funzionamento e le attribuzioni finanziarie del Consiglio regionale dei giovani calabresi.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

E’ un emendamento che chiede di istituire il Consiglio regionale dei giovani calabresi. Credo che questa scelta, per quanto probabilmente qualche consigliere non sia d’accordo, possa rappresentare anche un elemento di forte apertura del Consiglio regionale e dare anche l’idea di un’innovazione, introducendo questo strumento.

Chiaramente, si rinvia alla legge per la definizione delle modalità di funzionamento, per le attribuzioni che occorre dare, ma credo che un messaggio e uno spazio ai giovani calabresi si possa dare e che nello Statuto i giovani debbano trovare, in qualche modo, uno spazio e debbano essere un punto di riferimento. I giovani rappresentano il futuro della società calabrese, penso che lo Statuto ne debba tenere conto.

Non si vuole chiamare Consiglio regionale? Si scriva Consulta regionale dei giovani, si scriva in un altro modo per non paragonare, per non dire che vogliamo fare una piccola copia del Consiglio regionale, si scriva Consulta regionale dei giovani, ma uno strumento nel Consiglio regionale e nello Statuto che guardi ai giovani credo sia opportuno come segnale che lanciamo ai giovani calabresi.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Colleghi, l’emendamento che ripropone l’onorevole Tripodi è stato già esaminato ampiamente e respinto in Commissione, peraltro ci sarebbe problema di come si eleggerebbe questo Consiglio, che non è un problema secondario, perché potremmo rischiare di creare disparità. Del resto i giovani, che sono un patrimonio dell’intera società e di tutti noi – e tutti noi ci teniamo – possono trovare in una legge, senza trovare qui un’enunciazione attuativa reale, una possibilità di attenzione del tutto specifica che può soddisfare ed andare incontro a quanto ci segnalava l’onorevole Tripodi, per cui lo pregherei di non insistere.

(Interruzione)

Le chiedo di ritirarlo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 800.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 12.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 888 a firma Galati: “Articolo 13: sopprimere il secondo comma”.

La parola all’onorevole Galati

Francesco GALATI

Il mio emendamento, Presidente, tende ad eliminare il secondo comma che prevede la costituzione come organi della Regione dell’Ufficio di Presidenza e del Presidente del Consiglio. A me sembra una cosa eccessiva, il Consiglio è organo della Regione, poi nell’ambito del Consiglio andiamo ad istituire altri due organi e credo che questo non sia possibile, anche sotto un profilo costituzionale. Ho avuto modo di scambiare le idee col professore Caravita, aveva dei dubbi su questa norma.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Io sarei contrario e inviterei l’onorevole Galati al ritiro con questa specificazione: ho già detto nella relazione introduttiva, onorevole Galati, che il Presidente e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale sono organi limitatamente per l’esercizio delle funzioni loro attribuite. Sostanzialmente si tratta dell’assunzione di responsabilità per atti relativi all’autonomia contabile e funzionale del Consiglio regionale, in caso contrario noi interverremmo in una fattispecie del tutto nuovo e diversa.

Quindi la inviterei a riflettere e a non insistere nella proposizione.

Francesco GALATI

Per svolgere queste funzioni, credo che non bisogna assurgere a organi della Regione, quindi insisto sul mio emendamento.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Sarra.

Alberto SARRA

Questa volta credo che l’onorevole Galati non dica una cosa totalmente destituita di fondamento. Signor relatore, le chiedo perdono se le chiedo un ulteriore momento di approfondimento su questo.

Io credo che l’organo o è organo o non lo è, cioè non possiamo prevedere un organo limitatamente all’esercizio delle funzioni: o esiste un riconoscimento dell’organo oppure già la funzione è attribuita dalla legge e dal Regolamento, così come è previsto, ma non c’è bisogno di una indicazione. Non possiamo procedere alla moltiplicazione di organi in questo modo!

Perciò credo che la proposta dell’onorevole Galati abbisogni di un’ulteriore riflessione, anche con il contributo degli esperti.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Napoli. Ne ha facoltà.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Presidente, colleghi, l’osservazione che svolgeva il collega Sarra mi sembra obiettivamente da condividere, d’altro canto sino ad oggi il Presidente e l’Ufficio di Presidenza hanno svolto le funzioni loro attribuite, senza essere necessariamente organi della Regione. Ne consegue che la funzionalità, l’attività legata allo svolgimento delle funzioni che la legge attribuisce al Presidente del Consiglio regionale e all’Ufficio di Presidenza non afferiscono alla configurazione di entrambi gli istituti…

(Interruzione)

L’autonomia del Consiglio viene esercitata attraverso l’articolazione del Consiglio, ma è il Consiglio ad essere organo. D’altro canto, anche la Camera e il Senato mica hanno immaginato di configurare il Presidente o l’Ufficio di Presidenza dei due rami del Parlamento alla stregua di organi! Eppure sono organi costituzionali che svolgono da oltre cinquant’anni le funzioni che la Costituzione attribuisce loro.

Quindi mi sembrano opportune sia la puntualizzazione dell’emendamento sia le considerazioni che venivano svolte dall’onorevole Sarra.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Solo per richiamare l’attenzione dei colleghi. Questa previsione è totalmente nella nostra disponibilità statutaria, in quanto è previsto dall’articolo 122 della Costituzione. Tenga presente, fra l’altro, onorevole Napoli, che esiste un problema di costituzione in giudizio che è molto delicato e c gli uffici possono ampiamente documentare come esser necessitata questa questione.

(Interruzioni)

No, no…

PRESIDENTE

Non si può perché abbiamo avuto, negli ultimi tempi, dei richiami in questo senso. La motivazione è questa, quindi pregherei l’onorevole Galati… Non lo vuole ritirare?

Francesco GALATI

Chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE

Si proceda alla votazione per appello nominale.

Prego, onorevole Vilasi.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

Alberto SARRA

Solo per un chiarimento perché, siccome ritengo esaustivo il chiarimento che è stato dato dal relatore, votando no si boccia l’emendamento e quindi si vota…

PRESIDENTE

Votando no, rimane il testo base, votando sì si accetta l’emendamento.

Alberto SARRA

Per tutti i colleghi, quindi votando no rimane il testo base.

Damiano GUAGLIARDI

Siamo in fase di votazione, Presidente, e non si può intervenire per modificare…

PRESIDENTE

Non si è modificato niente! Era un chiarimento per capire qual era il voto.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

Mario PIRILLO

Vi chiedo scusa se siamo in votazione, prego il Presidente di bloccarla solo per un attimo.

Se c’è – lo chiedo ai tecnici – il problema della costituzione in giudizio – lo voglio sapere tecnicamente se c’è – se esiste questo problema, probabilmente l’atteggiamento del Consiglio regionale, Alberto, può essere anche diverso, ma se c’è, se il Presidente del Consiglio, senza il comma 2 dell’articolo 13, si può costituire in giudizio senza essere organo – come dice qui – per le funzioni attribuite, è un conto; se non si può costituire…

PRESIDENTE

Onorevole Pirillo, le rispondo subito: non si può costituire. Senza questo comma, non si può costituire.

Mario PIRILLO

Io vorrei sapere, con tutto il rispetto a livello personale e a livello di Presidente del Consiglio…

Per favore, io lo vorrei sapere dal professore Gambino e dal professore Caravita.

PRESIDENTE

Proseguiamo con la votazione.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

Domenico CREA

Io voto no esclusivamente perché abbiamo stabilito che tutti gli emendamenti non devono essere portati avanti, quindi sono contrario e voto il testo base.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione: presenti e votanti, 37; hanno risposto sì 5; hanno risposto no 31; si è astenuto 1. Pertanto l’emendamento è respinto.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Aiello P., Chiaravalloti, Galati, Guagliardi, Torchia;

hanno risposto no i consiglieri: Amendola, Basile, Bova, Chiarella, Crea, Fedele, Fortugno, Gagliardi, Incarnato, Leone, Mangialavori, Mistorni, Morrone, Naccarato, Nucera, Occhiuto, Pacenza, Pezzimenti, Pilieci, Pirillo, Pisano, Rizza, Sarra, Senatore, Talarico, Tesoriere, Tripodi M., Tripodi P., Vescio, Vilasi;

si è astenuto il consigliere Pirilli)

Pongo in votazione l’articolo 13 nel suo complesso.

(E’ approvato)

All’articolo 14 c’è un emendamento a firma Pezzimenti.

Gianfranco LEONE

Presidente, su questo articolo e su un altro che poi segue rimanderei la decisione alla fine dell’approvazione di tutto l’articolato, in maniera tale che abbiamo più tempo per fermarci…

PRESIDENTE

Quindi su tutto l’articolo?

Gianfranco LEONE

Sull’articolo 14, sì, se siete d’accordo.

PRESIDENTE

Rinviamo la discussione alla fine, dopo l’approvazione degli altri articoli.

Pongo in votazione la proposta dell’onorevole Leone.

(Il Consiglio approva)

La trattazione dell’articolo 14, pertanto, è rinviata alla fine.

Emendamento protocollo 848 a firma Napoli: “L’articolo 15 (Attribuzioni del Consiglio Regionale) è sostituito dal seguente:

Art. 1 5

(Attribuzioni del Consiglio Regionale)

1. Il Consiglio regionale esercita la potestà legislativa attribuita alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi. Esso definisce, nella sua interezza o per mezzo delle Commissioni permanenti, l’indirizzo politico della Regione e allo stesso modo svolge funzioni di controllo e di indirizzo sulla Giunta regionale

2. (…)

punto m):

[il Consiglio regionale, inoltre], valuta la rispondenza dei risultati agli obiettivi accertando la conformità al programma, ai piani regionali ed ai principi di buon andamento ed imparzialità, dell’attività amministrativa svolta dagli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti, raccogliendo a tal fine anche le segnalazioni del Difensore civico e in ogni caso approvando, non necessariamente a maggioranza assoluta dei suoi componenti, le opportune risoluzioni”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il primo emendamento chiede la modifica di un comma lungamente discusso in Commissione e frutto di un’attenta meditazione, come l’onorevole Napoli ricorderà. Del resto, credo si possa assumere l’integrazione del termine “imparzialità”, rinviando il resto alla legge di attuazione del difensore civico.

Per cui, fatto salvo il termine “imparzialità” da assumere nel testo, invito il proponente a ritirarlo.

PRESIDENTE

Onorevole Napoli, va bene? Accoglie la proposta dell’onorevole Naccarato.

Emendamento protocollo 801 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 15 (Attribuzioni del Consiglio regionale) comma 1, sostitutivo. Si propone la riformulazione del comma nel modo seguente:

1. Il Consiglio regionale determina l’indirizzo politico e amministrativo della Regione; esercita le potestà legislative e regolamentari attribuite o delegate alla Regione; adempie alle altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione, dal presente statuto e dalle leggi; esercita il controllo sull’attività amministrativa della Giunta.

1 bis. Il Consiglio regionale determina gli indirizzi della programmazione regionale; partecipa, anche mediante le proprie commissioni, all’elaborazione dei piani e programmi, generali e settoriali, della Regione; approva i piani e programmi medesimi, nonché i relativi aggiornamenti e variazioni e ne controlla l’attuazione.

1 ter. La legge regionale disciplina le procedure della programmazione regionale.

1 quater. Il Consiglio formula le indicazioni, le proposte e i pareri mediante i quali la Regione partecipa alla programmazione nazionale e comunitaria”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

L’illustrazione è brevissima, è un tema che è stato lungamente discusso circa la questione di chi è il soggetto che ha la titolarità dell’indirizzo politico e amministrativo. Questa proposta, sostanzialmente, tende a dire che la titolarità e la centralità di questo ruolo e di queste funzioni stanno in capo al Consiglio regionale che dovrebbe, secondo la proposta, determinare l’indirizzo politico-amministrativo della Regione. Questo è il cuore della proposta di emendamento.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è contrario. Richiamo anch’io l’articolo 15, è stato lungamente discusso e il risultato che abbiamo ottenuto oggetto del presente esame è equilibrato, a mio giudizio, ché recupera il ruolo che compete al Consiglio, ma rispetta pienamente la separazione dei compiti fra i diversi organi della Regione.

Quindi invito a ritirarlo, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE

Lo ritira? No. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 801.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 889 a firma Galati: “All’articolo 15 aggiungere in fine al primo comma la seguente frase: “valorizza il confronto istituzionale con il Consiglio regionale delle autonomie locali, favorendone la partecipazione alla formazione degli atti e delle leggi regionali, riguardanti sia le scelte di programmazione economica e finanziaria che le materie di competenza degli enti locali”.

Si illustra da sé. Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

I contenuti sostanziali di questo emendamento sono già previsti nel successivo articolo 47. In questa sede non è parso il luogo più appropriato, perciò la invito al ritiro.

PRESIDENTE

Onorevole Galati, lo ritira? Sì, è ritirato.

Emendamento protocollo 868 a firma Guagliardi, Torchia: “All’articolo 15, comma 2, sostituire il testo della lettera a) con il seguente: “elegge con voto palese il Presidente della Giunta regionale ed approva il programma di governo per la legislatura e i relativi aggiornamenti”.

La parola all’onorevole Torchia.

Giuseppe TORCHIA

In realtà si illustra da sé, cioè noi riteniamo che il Presidente della Giunta debba essere eletto dal Consiglio regionale.

Secondo noi, si è creato un sistema alquanto confusionario. Quello che è il sistema introdotto in questa bozza di Statuto mi ricorda quello che si sta verificando da un certo numero di anni in poi, in campo nazionale, in materia elettorale, ormai siamo abituati ad avere il “Mattarellum”, poi il “Tatarellum”, con tutte le conseguenze che vengono fuori perché questi sistemi elettorali, questi modi di eleggere, di andare avanti con le elezioni poi portano a quelle situazioni incontrollabili e incontrollate su scala nazionale. Adesso stiamo adottando qualche cosa del genere in questo nostro Statuto.

Allora riteniamo che, per quanto riguarda l’elezione, si debba dire chiaramente che, senza confusione, cioè elezione diretta, non diretta, l’elezione del Presidente della Giunta e della Giunta deve essere effettuata dal Consiglio regionale.

Ecco perché diciamo in questo nostro emendamento che “il Consiglio elegge con voto palese il Presidente della Giunta regionale ed approva il programma di governo per la legislatura e i relativi aggiornamenti”. Questo è quello che riteniamo si debba fare.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Signor Presidente, onorevoli colleghi, con una serie di emendamenti, oltre a questo, che vengono subito dopo, si propone una forma di governo neoparlamentare che è già stata ampiamente oggetto in Commissione di lungo ed estenuante dibattito, alla fine del quale quegli emendamenti poi furono respinti con una maggioranza molto ampia. Anche per altri versi i colleghi Tripodi, Fortugno e Fava propongono almeno in parte, in emendamenti successivi, di rivedere la forma di governo.

Il parere del relatore è che, trattandosi di una soluzione raggiunta dopo defatiganti confronti che hanno visto impegnate tutte le forze politiche, vada senz’altro confermata la scelta che abbiamo compiuto in Commissione che si contraddistingue per la sua originalità e che già ha avuto tanti e tanti apprezzamenti.

Quindi, ove si ritenga di insistere, esprimo parere negativo. Naturalmente, Presidente, se viene respinto in caso di voto questo emendamento, decadono anche i successivi.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

E’ del tutto evidente che, se dovesse decadere questo emendamento, tutti quelli che erano emendamenti relativo al capo 2 avranno quella conseguenza.

Perché sia io che l’onorevole Torchia abbiamo presentato questo emendamento? Un po’ l’ho accennato anche nell’intervento di ieri sera: noi abbiamo una prerogativa che ci dà il costituente di verificare in corso d’opera se l’elezione diretta, modello plebiscitario, del Presidente della Regione riesce o no.

Questa volta veramente nulla di personale verso l’azione politica del Presidente Chiaravalloti, una riflessione generale sullo stato dell’elezione diretta in Italia, il presidenzialismo. E’ del tutto evidente che una cosa è il sindaco o il Presidente di una Provincia, un’altra è l’elezione di un Presidente della Regione, dove c’è un’amplissima potestà legislativa.

Affidare ad una elezione diretta, a livello plebiscitario, del Presidente di una Regione è un rischio enorme, perché evolve la politica, evolvono le condizioni. Noi non possiamo ingessare una dinamica, che dovrebbe venire qui dentro, di mutazioni e di azioni politiche che possono modificare, che non sono ingessate, e ribadire il sistema di elezione del Presidente che, fra l’altro, una volta che viene stabilito il premio di maggioranza, ha un’amplissima maggioranza per governare. Soltanto se è un Presidente incapace può perdere il 20 per cento di maggioranza che gli prevede la legge elettorale, ma congelare l’attività di un Consiglio regionale senza la possibilità di una modifica è un azzardo, tenendo presente che in noi possa succedere tutto.

In una prima fase, prima di quella famosa lettera di cui si parlava ieri, uno sforzo si era fatto, si dava l’indicazione e si portava alla nomina e c’era stata anche una mediazione sul documento programmatico da leggere in Consiglio regionale – successivamente illustrerò l’altro emendamento –, ma questo processo è stato bloccato. Per cui anche quello che viene dopo è una riproposizione forte, unica e bislacca del presidenzialismo per come è concepito nella parte più negativa.

In questo senso, vogliamo ridare dignità a questo Consiglio regionale che – e qui forse non siamo abituati a dirlo, ma dobbiamo dare atto alla stampa per averlo rilevato – neanche in occasioni come questa, è capace di dialogare e trovare la sintesi di superamento delle discussioni. Il fatto che ieri c’era disattenzione reciproca sui nostri interventi, significa che proprio o andiamo a casa, come qualcuno ci vuole, oppure troviamo un momento in cui noi e voi possiamo avere momenti di unità e di sintesi.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 868.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 859 a firma Guagliardi: “All’articolo 15, comma 2, abrogare la lettera b)”.

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

E’ diverso dal resto del capo secondo – quelli va da sé che non vanno più presi in considerazione – perché tratta la figura del Vicepresidente.

Vorrei fare al Consiglio regionale la cronaca storica del come si è arrivati all’istituzione di questa figura. Poco fa dicevo…

PRESIDENTE

Faccia una storia abbastanza breve, comunque, onorevole Guagliardi!

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, è importante, perché noi stiamo costruendo un mostro non ad una sola testa, ma a due teste, stiamo costruendo un minilistino, con questo emendamento stiamo costruendo condizioni tali per cui non ci sarà facilità di fare le coalizioni per andare alle elezioni, perché sul Vicepresidente si scatenerà la fame di tutti, pur di garantirsi un posto.

Noi abbiamo approvato un progetto di legge che non istituiva il Vicepresidente, faceva una raccomandazione al Parlamento di provvedere ad una modifica costituzionale per l’introduzione nella riforma del Titolo V° della figura del Vicepresidente; ci troviamo – io ho votato contro questa figura già da allora – senza la riforma della Costituzione, quindi senza aver aspettato che venisse istituita la figura del Vicepresidente, ad eleggere un Vicepresidente contestualmente al Presidente.

Questo è un aborto, è un’accentuazione del presidenzialismo più bieco, perché definitivamente anche quegli escamotage sulle indicazioni, sulla seconda possibilità di modifica vengono vanificati da un’ingessatura portante di una logica presidenzialista per cui o è così o non ci sono variazioni.

In ultima analisi, avverto tutti, compresi quelli a cui dovrò appartenere come coalizione, che è un grave errore prima della elezione, perché il Vicepresidente scatenerà famelicità, interessi che non renderanno facili le alleanze in costruzione di una coalizione che si contrappone all’altra.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Contrario.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Per dichiarazione di voto: sono favorevole alla proposta dell’emendamento Guagliardi e debbo dire, confermando anche il voto contrario che ho espresso nel momento in cui in Commissione e poi in Consiglio è stato approvato quel famoso disegno di legge costituzionale – addirittura noi che scriviamo la Costituzione della Repubblica! – che abbiamo deciso di invitare il Parlamento ad impegnarsi su una riforma costituzionale, inventandoci questa cosa molto strana per trovare la soluzione, un pateracchio – io lo considero un pateracchio e quindi considero questa soluzione abborracciata – per trovare un accordo che non convince assolutamente e quindi ritengo che bastava e avanzava l’indicazione del Presidente, senza l’aggiunta di un Vicepresidente per trovare gli aggiustamenti, gli equilibrismi, per risolvere problemi nei rapporti e via dicendo. La considero non una soluzione istituzionale, ma una soluzione pasticciata frutto di una operazione molto trasversale. Quindi, in quanto tale, la considero negativa e voto contro.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 859.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 15, comma 2, lettera n): eliminare le parole “e approva i relativi bilanci”.

Mi sembra che vada in direzione di quegli emendamenti tecnici.

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

L’emendamento protocollo 870, a firma Guagliardi e Torchia, fa riferimento a quello di prima e quindi va eliminato.

Emendamento protocollo 772 a firma Fortugno: “Al secondo comma dell’articolo 15, dopo la lettera u), si aggiunga: “v) delibera, in generale, sopra tutti gli oggetti e gli argomenti che sono propri della Regione e che non siano espressamente attribuiti alla Giunta regionale o al Presidente”.

La parola all’onorevole Fortugno.

Francesco FORTUGNO

Ritengo che bisogna aggiungere un altro comma a questo articolo 15 per chiarire definitivamente le competenze del Consiglio regionale e quelle della Giunta; infatti ritengo che dove si parla di Regione, i compiti devono essere svolti dal Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Su questo emendamento si è discusso a lungo sulla necessità o meno di attributo il potere residuale ad un organo della Regione pervenendo all’attuale formulazione che lascia, in qualche misura, aperta anche questa questione, essendo stato rilevato – soprattutto dagli esperti – che, in ogni caso, si agisce secondo le funzioni di ciascuno degli organi.

Invito, perciò, il collega Fortugno e il collega Tripodi che presenta un emendamento analogo a ritirare l’emendamento e a confermare il testo così come licenziato dalla Commissione.

PRESIDENTE

Onorevole Fortugno, è d’accordo per ritirarlo?

(Interruzione dell’onorevole Fortugno)

Allora lo mettiamo ai voti.

Francesco FORTUGNO

Chiedo la votazione per appello nominale.

Michelangelo TRIPODI

Presidente, faccio presente che lo Statuto precedente della Regione su questo punto era chiaro: quando c’erano attribuzioni attribuite genericamente alla Regione, di quelle attribuzioni rispondeva il Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Mettiamolo in votazione per appello nominale, secondo la richiesta dell’onorevole Fortugno.

(Interruzione)

Unifichiamo i due emendamenti in questo unico voto, protocollo 772 a firma Fortugno e 802 a firma Tripodi Michelangelo.

Prego, onorevole Vilasi.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

Mario PIRILLO

Voto sì, perché l’emendamento mira a recuperare una competenza residuale generale del Consiglio regionale, salvaguardando – e forse questa è una valutazione che non abbiamo fatto – le attribuzioni del Presidente della Giunta e della Giunta stessa.

Credo che per queste motivazioni avremmo dovuto votare sì ed io voto a favore.

Gesuele VILASI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione: presenti e votanti 32; hanno risposto sì 11; hanno risposto no 21. Pertanto gli emendamenti protocollo 772 e 802 sono respinti.

(Sono respinti)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Amendola, Bova, Fava, Fortugno, Guagliardi, Mistorni, Napoli, Pacenza, Pirillo, Torchia, Tripodi M.;

hanno risposto no i consiglieri: Aiello P., Basile, Chiaravalloti, Chiarella, Crea, Fedele, Gagliardi, Galati, Gentile, Leone, Mangialavori, Naccarato, Nucera, Occhiuto, Pezzimenti, Rizza, Senatore, Talarico, Tesoriere, Vescio, Vilasi)

Emendamento protocollo 803 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 15 (Attribuzioni del Consiglio regionale), comma 4, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “4. Non possono essere esercitate dalla Giunta, né in via di urgenza, né per delega, le funzioni di competenza del Consiglio”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Siccome qui stiamo parlando di un articolo fondamentale che riguarda le attribuzioni del Consiglio regionale e la necessità di riequilibrare, si è fatto un lungo dibattito fra i poteri esecutivi e i poteri del Consiglio regionale, con questo emendamento si dice che la Giunta non può esercitare né in via di urgenza, né per delega, le funzioni di competenza del Consiglio.

Su questo punto insisto, caro Presidente Naccarato, perché le competenze del Consiglio debbono rimanere al Consiglio e , quindi, né deleghe né altre motivazioni possano trasferire le competenze del Consiglio, quello che decidiamo di attribuire al Consiglio, ad altro organo, in questo caso alla Giunta.

Pregherei di valutare la questione perché non vogliamo prendere niente a nessuno, ma vogliamo dire che nessuno si prenda quanto è del Consiglio regionale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è negativo perché mette in discussione un’altra norma, cioè quella prevista dall’articolo 43, relativa alla redazione di testi unici che avviene proprio per delega, quindi in questo caso sarebbe precluso.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 803.

(E’ respinto)

(Interruzione dell’onorevole Tripodi M.)

Emendamento protocollo 804 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 15 (Attribuzioni del Consiglio regionale), comma 5, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “5. Le funzioni legislative e regolamentari non sono delegabili”.

Onorevole Tripodi, lo illustra o lo ritira?

Michelangelo TRIPODI

No, mantengo la posizione, anzi la rafforzo perché, a proposito della delega di cui si parlava e quindi per quanto riguarda i testi unici, siccome sono perché su questo terreno non ci siano deleghe, la proposta è che le funzioni legislative e regolamentari non siano delegabili nelle attribuzioni del Consiglio regionale, quindi mantengo la proposta: le funzioni legislative e regolamentari, ovviamente quelle che spettano al Consiglio, non possono essere delegate ad altri soggetti od organi.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Negativo perché l’articolo 42 sul potere regolamentare, che è stato ampiamente discusso, ripartisce in maniera, a giudizio mio, perfettamente equilibrata tra Consiglio e Giunta il potere regolamentare. Quindi il parere è negativo.

Michelangelo TRIPODI

Allora, se parla di “regolamentare”, togliamo “regolamentare” e diciamo che le “funzioni legislative non sono delegabili”. Lei è d’accordo, Presidente? Perché ha parlato di Regolamento. Le funzioni legislative possono essere delegabili?

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

Siccome lei mi risponde su una parte, se vogliamo ragionare, ragioniamo. Noi abbiamo posto le funzioni legislative e regolamentari. Lei sta dicendo che le questioni regolamentari…

Paolo NACCARATO, relatore

Sul potere regolamentare sono nettamente contrario.

Michelangelo TRIPODI

Allora le pongo il problema, togliendo la parola “regolamentari”…

Paolo NACCARATO, relatore

Sulla previsione legislativa, a me pare pleonastico, però mi rimetto all’Aula, perché è evidente che la Giunta non si può appropriare di un potere che la legge conferisce al Consiglio.

Francesco GALATI

Anche lo Statuto attuale prevede che le funzioni legislative non possono essere delegate, quindi credo che possa essere accolto l’emendamento del consigliere Tripodi. Se noi vogliamo fare un passo indietro…

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 804 modificato, togliendo la parola “regolamentari”.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 15 così come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 876 a firma Leone: “Al primo comma dell’articolo 16 sostituire la parola “princìpi” con “principio” e aggiungere dopo la parola “principio” “e i casi di scioglimento del Consiglio, come disciplinati dall’articolo 32 dello Statuto”.

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Si tratta di fare delle piccole correzioni, una di carattere linguistico e l’altra perché forse è opportuno ricordare anche i casi di scioglimento del Consiglio previsti dall’articolo 32 dello Statuto, che limitano comunque la durata della legislatura, per come tratta questo articolo dello Statuto.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole, tra l’altro colma una lacuna.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 876.

Pongo in votazione l’articolo 16 così come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 17.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 18.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 19.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 20.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 849 a firma Napoli: “L’articolo 21 (Ufficio di Presidenza) è sostituito dal seguente:

“Art. 21

(Ufficio di Presidenza)

1. L’Ufficio di Presidenza coadiuva il Presidente del Consiglio nell’esercizio dell’autonomia organizzativa, funzionale e contabile del Consiglio, secondo modalità previste dal Regolamento.

2. Presso l’Ufficio di Presidenza è costituito l’Ufficio legislativo del Consiglio regionale, composto da personale fornito delle necessarie competenze tecniche, con il compito di coordinare l’attività di redazione delle leggi.

3. L’Ufficio di Presidenza, con il contributo dell’Ufficio legislativo, vigila che i testi normativi della Regione siano improntati a princìpi di chiarezza e semplicità di formulazione e al rispetto dei criteri di buona tecnica e qualità legislativa”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Napoli, c’è analogo emendamento proposto dai colleghi Rizza e Sarra ed io li esaminerei insieme. Nel merito siamo tutti d’accordo, probabilmente non mi sembra appropriato qui il posto perché lo integrerei laddove abbiamo già parlato del problema della qualità delle leggi, che è un problema presente, quindi bisognerebbe fare un momento…

PRESIDENTE

Li colleghiamo insieme agli altri.

Paolo NACCARATO, relatore

Esatto, cioè bisognerebbe fare un combinato disposto del comma proposto dagli onorevoli Rizza e Sarra all’articolo 25, che mi sembra il luogo più appropriato, con le integrazioni che propone, quindi cassando l’istituzione di un Ufficio legislativo in quanto tale e facendo vivere questo Comitato per la qualità e la fattibilità delle leggi, che mi sembra una cosa di particolare significato.

In questo senso e con questo spirito…

(Interruzione dell’onorevole Napoli)

Esatto.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Michelangelo TRIPODI

Ho serie perplessità – ma poi si può fare tutto – sul fatto che l’Ufficio legislativo del Consiglio regionale trovi posto nello Statuto della Regione, cioè a me sembra una cosa allucinante.

PRESIDENTE

L’abbiamo detto adesso, l’ha detto già.

Michelangelo TRIPODI

No, ma il fatto di pensare che nello Statuto mettiamo l’Ufficio legislativo del Consiglio regionale mi trova completamente contrario; l’Ufficio legislativo nell’organizzazione del Consiglio troverà sicuramente spazio, ma metterlo addirittura, dargli corpo e sostanza nello Statuto regionale non lo condivido.

(Interruzione)

PRESIDENTE

Non lo ritira, lo mette insieme all’altro e si coordina con quello dell’onorevole Rizza.

Paolo NACCARATO, relatore

Sì, ma attenzione, colleghi, perché l’emendamento Rizza – se l’onorevole Napoli mi consente e lo può guardare un momento – poi comprende e assorbe complessivamente il senso dell’intero emendamento che propone l’onorevole Napoli, cogliendo in positivo la perplessità che manifestava pochi minuti fa il collega Tripodi e quindi risolvendo anche questo caso.

Pertanto, le proporrei di ritirare il suo emendamento.

PRESIDENTE

Sì, è ritirato.

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 21: sostituire le parole “dell’autonomia organizzativa, funzionale e contabile” con le parole “delle funzioni”.

E’ un fatto tecnico, mi sembra.

Paolo NACCARATO, relatore

Sì, è un’integrazione tecnica, per cui il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 21.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 22.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 805 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 23 (I consiglieri regionali), comma 4, aggiuntivo. Si propone di inserire il comma seguente: “4. Le dimissioni contestuali dalla carica della maggioranza assoluta dei consiglieri regionali determinano lo scioglimento dello stesso e l’indizione delle elezioni politiche regionali”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

L’emendamento è di forma e di sostanza, che deve essere contenuta comunque una disposizione legata a quando si verifica l’ipotesi dello scioglimento. Ne sono previste tante: le dimissioni del Presidente e altre forme di carattere politico e via dicendo. Le dimissioni contestuali dalla carica della maggioranza assoluta dei consiglieri regionali determinano lo scioglimento del Consiglio regionale e l’indizione delle elezioni politiche regionali, cioè a dire che, contestualmente, la maggioranza assoluta dei consiglieri regionali, dimettendosi, produce la decadenza dell’organo, cioè del Consiglio regionale.

Siccome non è riportato da nessuna parte, onorevole Rizza, allora scriviamo questa cosa nello Statuto, che finora non c’è.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Fava. Ne ha facoltà.

Nuccio FAVA

Sto leggendo in un articolo successivo “… con legge regionale il rimborso delle spese e indennità il cui ammontare è determinato in relazione” – va beh, è un italiano un po’ approssimativo – “alle funzioni e alle attività svolte in Consiglio” che vuol dire? mica può essere limitata al Consiglio l’attività di un consigliere anche in ordine ad un rimborso che riceve in chiave forfetaria o di altro tipo, perché se no è limitativo, è autocastrante come impostazione.

Paolo NACCARATO, relatore

…“alle attività svolte”, sì, è giusto. E’ un subemendamento tecnico, questo.

PRESIDENTE

E su questo dell’onorevole Tripodi?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è favorevole, onorevole Tripodi, del resto è identico ad un analogo emendamento che propone il collega Bova, però lo accantonerei perché va esaminato insieme all’articolo 32 e quindi sarà oggetto di approvazione, il relatore proporrà di approvarlo nell’articolo 32, che ci sembra la sede più appropriata.

PRESIDENTE

E’ momentaneamente sospeso, allora.

La parola all’onorevole Bova.

Giuseppe BOVA

Onorevole Naccarato, l’emendamento 805 è composto da due parti. La prima, su cui concordo pienamente, recita: “Le dimissioni contestuali dalla carica della maggioranza assoluta dei consiglieri regionali determinano lo scioglimento dello stesso” L’indizione delle elezioni politiche regionali è un argomento affatto differente, cioè mentre è perentoria, giustamente, la prima parte, la seconda va regolamentata in maniera differente, non con questo stesso comma.

Paolo NACCARATO, relatore

Condivido pienamente, infatti, perché propongo di esaminarlo con l’articolo 32, collega Tripodi? Perché, in realtà, l’emendamento Leone, in qualche misura – ed è il luogo più giusto – aggiunge al sesto comma – che vi prego di guardare un momento, così poi lavoriamo bene – “i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti del Consiglio”, per cui è confermato il principio che lei giustamente richiamava alla nostra attenzione, risolve l’osservazione pertinente dell’onorevole Bova e mi pare sia il luogo più appropriato dove prevederlo.

PRESIDENTE

Quindi lo spostiamo insieme all’articolo 32?

Paolo NACCARATO, relatore

Esatto.

PRESIDENTE

L’articolo 23…

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

Con l’emendamento le parole “in Consiglio” vengono eliminate, come aveva proposto l’onorevole Fava.

Pongo in votazione l’articolo 23.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 24.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 25, comma 2. Sostituire con la virgola la congiunzione “e” dopo la parola “elezioni”; dopo la parola “Regolamento” aggiungere le parole “ed il Consiglio per la qualità e la fattibilità delle leggi”.

Poco fa l’onorevole Naccarato aveva, in qualche modo, illustrato e dato il parere favorevole, mi sembra…

Paolo NACCARATO, relatore

Sì, confermo.

PRESIDENTE

…su questo emendamento che si collegava anche a quello dell’onorevole Napoli. Lo pongo in votazione.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 806 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 25 (Regolamenti del Consiglio) comma 2 bis, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “2 bis. Nei dieci giorni successivi alla deliberazione un terzo dei componenti del Consiglio può richiedere alla Consulta Statutaria la valutazione di legittimità su tutto o parte del Regolamento; la Consulta Statutaria si pronuncia entro un mese dalla richiesta; trascorso tale termine il Regolamento è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

E’ un emendamento di carattere formale, ma anche di sostanza che riguarda la possibilità che un terzo dei componenti del Consiglio regionale – e quindi in tema di salvaguardia anche dei diritti delle minoranze di cui si parlava, addirittura qualcuno sosteneva la necessità di mettere, nello Statuto, lo Statuto delle minoranze, poi questa cosa è stata esclusa – possa richiedere alla Consulta statutaria – organismo che sarà introdotto negli ultimi articoli di questo Statuto – una valutazione di legittimità su tutto o in parte il Regolamento del Consiglio. “La Consulta si pronuncia”, eccetera, eccetera.

Quindi che ci sia, rispetto agli strumenti di garanzia e di possibilità di intervento, di controllo del Consiglio regionale, anche una possibilità che un terzo dei componenti possa, rispetto al Regolamento, ove ritenga di farlo per una parte, un articolo, due o dieci, la possibilità di chiedere un pronunciamento alla Consulta statutaria.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è contrario. Lo abbiamo già esaminato – come ricorderà l’onorevole Tripodi – in Commissione ed è stato respinto, per un motivo molto preciso: in realtà appesantisce il procedimento e limita, viceversa, l’autonomia consiliare. Del resto i Regolamenti parlamentari non possono essere oggetto di sindacato da parte della Corte costituzionale e quindi, analogamente, sarebbe strano che noi introducessimo questa particolare innovazione alla Regione Calabria.

Per questo motivo la invito a ritirarlo, onorevole Tripodi.

PRESIDENTE

L’onorevole Tripodi lo ritira.

Pongo in votazione l’articolo 25 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Sull’articolo 26 chiede di parlare l’onorevole Leone. Ne ha facoltà.

Gianfranco LEONE

Presidente, su questo articolo dello Statuto, al pari dell’articolo 14, atteso che sono i due punti più delicati dello Statuto stesso, vorrei chiedere ai colleghi di discutere dei due articoli, del 14 e del 26, alla fine di tutto quanto l’articolato che stiamo…

PRESIDENTE

Se i colleghi sono d’accordo… Va bene, gli articoli 14 e 26 si rinviano all’esame finale dopo gli altri articoli, quindi momentaneamente sono accantonati.

Emendamento protocollo 896 a firma Pezzimenti, che non vedo in Aula, quindi decade.

Emendamento protocollo 783/B a firma Bova: “All’articolo 27, comma 1, dello Statuto, dopo le parole “…alla trattazione degli affari dell’Unione europea”, aggiungere “e di quelli con le Regioni e i Paesi extraeuropei del Mediterraneo”.

La parola all’onorevole Bova.

Giuseppe BOVA

L’articolo 3 dello Statuto, che abbiamo licenziato qualche ora fa, al comma 4 recita così: “Nelle materie di sua competenza la Regione conclude accordi… …con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinate da legge dello Stato, con particolare riferimento alle nazioni prospicienti il Mediterraneo”. Poi, oltre l’aspetto esecutivo che, ovviamente, viene curato dal governo regionale, c’è una fase di approfondimento e istruttoria che deve insistere, oltre che al Consiglio, in qualche Commissione.

Sotto questo aspetto è già costituita ed è prevista nello Statuto la Commissione per la trattazione degli affari europei; all’articolo 27, comma 1, io propongo che si aggiunga “e di quelli con le Regioni e i Paesi extraeuropei del Mediterraneo”.

Se non fosse che è un emendamento formale, direi che si tratta quasi di un coordinamento, in maniera che le idee non stiano in cielo, ma cadano nella terra…!

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 783/B.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 774 a firma Fortugno: “Al comma 5, dove c’è scritto “L’Ufficio di Presidenza di Commissione è incompatibile con quello di componente l’Ufficio di Presidenza del Consiglio” si aggiunga: “e con quello di presidente di gruppo”.

Pregherei l’onorevole Fortugno di illustrarlo, anche se si illustra da sé.

Francesco FORTUGNO

Vorrei che si aggiungesse al quinto comma, che recita testualmente “L’Ufficio di Presidenza di Commissione è incompatibile con quello di componente l’Ufficio di Presidenza del Consiglio”, “e con quello di presidente di gruppo”.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

A me pare che la materia sia di chiara natura regolamentare ed invero un po’ limitativa dell’autonoma determinazione delle forze politiche, tuttavia mi rimetto all’Assemblea.

(Interruzioni)

PRESIDENTE

E’ più un fatto regolamentare, comunque.

La parola all’assessore Dima.

Giovanni DIMA, assessore all’Agricoltura

Giusto per comprendere meglio la questione, ma soprattutto, per quello che mi pare di capire, in linea di principio potrebbe anche starci, ritengo che poi si riduca ad un fatto matematico. Mi spiego meglio: se noi pensiamo ai gruppi, alle Commissioni e tutti gli organismi istituzionali della Commissione, forse non abbiamo uomini a sufficienza per coprire tutti gli incarichi.

PRESIDENTE

Questo chiarimento mi sembra opportuno. Non è un fatto di non volerlo fare, però – sto parlando personalmente, adesso, non come Presidente del Consiglio – però mi sembra una limitazione.

Paolo NACCARATO, relatore

E’ una previsione squisitamente regolamentare.

Giovanni DIMA

Sì, regolamentare, ma proviamo a fare anche i calcoli rispetto a questo Consiglio regionale, vedrete che per forzature, non per volontà, alcuni di noi hanno più incarichi.

Paolo NACCARATO, relatore

La invitiamo a ritirarlo.

PRESIDENTE

Onorevole Fortugno, lo ritira?

(Interruzione)

Michelangelo TRIPODI

L’unica cosa è che non bisogna cumulare le strutture speciali in capo alla stessa persona!.

PRESIDENTE

Stiamo parlando di altra cosa.

Michelangelo TRIPODI

No, è collegato: la stessa persona non può avere più strutture speciali in gestione e in diretta emanazione. Se uno è Presidente di gruppo, come per esempio Chiaravalloti, e Presidente della Giunta, non può avere due strutture speciali e quindi dobbiamo vedere quale forma dobbiamo trovare. La struttura speciale deve essere una sola.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 774.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 860 a firma Guagliardi: “All’articolo 27, aggiungere il comma 7: “Il Regolamento interno stabilisce le modalità di lavoro delle Commissioni. L’orario di lavoro di ciascuna Commissione non può comunque essere inferiore alle cinquanta ore mensili”.

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Guagliardi, prima che lei lo esponga, le voglio fare un caldissimo invito a ritirarlo, perché entra in maniera così forte in dettagli operativi che non sono, a mio giudizio, consoni in una Carta fondamentale qual è lo Statuto.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, ci sono emendamenti ed emendamenti e so che alcuni sembrano un po’ bislacchi, lo ammetto, però quando quest’Aula è costretta ad autocensurarsi per delle innovazioni, allora che le innovazioni siano complete. La più grande innovazione che deve fare questo Consiglio è quella di lavorare, per cui bisogna creare le condizioni di lavoro dell’attività delle Commissioni, senza le quali non si capisce l’ aumento del numero di consiglieri regionali.

Se lei mi invita a ritirarlo, lo ritiro, ma il senso è che si apra una discussione in questi termini.

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Michelangelo TRIPODI

Io, per la verità, siccome siamo per la riduzione dell’orario di lavoro, condivido la battaglia, a 35 ore, ma mi sono fatto un conto: l’ipotesi è 300 ore mensili, cioè lavorare dodici ore al giorno. Io sono contro lo schiavismo, quindi dobbiamo difendere anche alcuni diritti dei lavoratori, in questo caso dei consiglieri regionali.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, c’è una proposta che mi suggerisce l’onorevole Bova, di sostituire il numero di 50 ore mensili a 100 ore mensili. Io sono d’accordo e lo ripropongo come emendamento.

PRESIDENTE

Quell’emendamento era stato già respinto.

Emendamento protocollo 808 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 27 bis (Commissione di Controllo e di Vigilanza), aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente articolo: “1. Il Consiglio regionale istituisce una Commissione permanente, organizzata e disciplinata dal Regolamento, alla quale è attribuita la funzione di controllo e di vigilanza sulla realizzazione del programma e sull’attività dell’esecutivo.

2. La Commissione effettua la valutazione sull’attuazione degli atti normativi e di alta programmazione ed esamina, altresì, le nomine dei consulenti della Giunta regionale, esprimendo su di esse un parere consultivo.

3. La Commissione riferisce periodicamente al Consiglio sull’attività amministrativa della Regione e dei suoi uffici, sulla attuazione del programma e dei piani regionali, nonché sull’attività degli enti e delle aziende dipendenti dalla Regione e sulle funzioni delegate agli enti locali.

3. La Presidenza della Commissione istituita ai sensi del precedente comma 1 compete a un Consigliere regionale appartenente alle opposizioni”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è negativo, perché le funzioni di controllo e vigilanza sono proprio quelle attribuite a tutte le Commissioni permanenti dall’articolo 30, quindi lo invito a ritirarlo.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Su questa cosa, Presidente, sono del parere che una Commissione…

Paolo NACCARATO, relatore

Se no, aboliamo le Commissioni.

Michelangelo TRIPODI

No, stiamo parlando di un’altra cosa, delle Commissioni che hanno competenze nelle varie materie, nei campi assegnati, qui parliamo di una Commissione di controllo e di vigilanza.

La proposta è questa. Credo che ci sia un problema aperto, chiaro, oggi, di verifica sull’attuazione del programma, su tutto quanto riguarda l’attività dell’esecutivo e debbo dire che, francamente, oggi non abbiamo nessuno strumento, non conosciamo nemmeno l’ordine del giorno della Giunta, per dirne una, che è la cosa più elementare che si dovrebbe conoscere, quindi gli strumenti della conoscenza sono totalmente fuori dal Consiglio regionale, che è totalmente sprovvisto, nelle funzioni e nelle prerogative che dovrebbe svolgere, di strumenti per poterle adempiere.

Quindi sono per proporre una Commissione che affronti questo tema, per questo mantengo la richiesta di voto.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 808.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 27 così come emendato.

(E’ approvato)

All’articolo 28 c’è un emendamento tecnico dell’onorevole Rizza, protocollo 828: “Al comma 3 aggiungere dopo la parola “firmatari” le parole “e del Consiglio delle autonomie locali”.

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 28 così come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 809 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 29 (Funzioni deliberanti delle Commissioni permanenti). Si propone l’abrogazione dell’intero articolo”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Se mi posso permettere, onorevole Tripodi, il suo emendamento dovrebbe decadere perché l’articolo 29 a cui lei si riferisce prevede le funzioni redigenti e non deliberanti, per cui non c’è la materia.

PRESIDENTE

Lo ritira?

Michelangelo TRIPODI

Sì.

PRESIDENTE

Anche l’onorevole Fava suggerisce la stessa cosa, quindi è ritirato.

Emendamento protocollo 871…

(Interruzione dell’onorevole Guagliardi)

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 29, comma 3: aggiungere, dopo le parole “alla legge elettorale regionale”, “alla legge Finanziaria regionale”.

E’ un altro emendamento tecnico. Parere del relatore? Favorevole.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 29 così come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 30.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 810 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 31 (Commissioni d’inchiesta), comma 1, sostitutivo. Si propone la riformulazione del comma nel modo seguente: “1. Il Consiglio esercita i poteri di inchiesta tramite apposite commissioni.

1 bis. Il Consiglio può disporre inchieste sull’attività della Regione, degli enti e aziende da essa dipendenti, nonché su ogni altra materia che comunque abbia interesse regionale.

1 ter. E’ istituita in ogni caso una Commissione di inchiesta allorché un terzo dei consiglieri assegnati alla Regione ne presenti richiesta motivata all’Ufficio di Presidenza.

1 quater. E’ fatto obbligo a tutti i responsabili degli uffici della Regione, nonché di enti o aziende da essa istituiti, di fornire alle Commissioni di inchiesta tutti i dati, i documenti e le informazioni richiesti, senza vincolo di segreto d’ufficio”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Questo emendamento integra un po’ la proposta legata alla Commissione d’inchiesta, perché credo che su alcune questioni dobbiamo definire meglio le modalità e soprattutto definire meglio i casi per i quali si può istituire la Commissione d’inchiesta.

Il punto nodale di questa proposta di emendamento riguarda il punto 1 ter, che è quello che dice che si può e si deve istituire una Commissione d’inchiesta allorché un terzo dei consiglieri assegnati alla Regione ne presenti richiesta motivata all’Ufficio di Presidenza.

Dico subito che questo è il cuore, cioè non si può accettare l’idea che la Commissione d’inchiesta sia vincolata al fatto che debba essere obbligatoriamente deliberata dalla maggioranza, come sta avvenendo; per esempio oggi ci sono una serie di proposte di legge per Commissioni d’inchiesta presentate da tempo, da anni addirittura, dalla sanità alla Cittadella, per dirne due, che non hanno mai trovato possibilità di discussione e di approvazione in Consiglio regionale.

Siccome questo è un elemento di garanzia delle minoranze, l’inchiesta, non è altro, rispetto a questo bisogna capire se c’è la volontà di consentire che si possano fare inchieste e se le inchieste proposte da almeno un terzo dei consiglieri regionali si possono portare avanti, promuovere le relative Commissioni d’inchiesta.

Quindi, ho proposto questo emendamento perché penso che ci voglia un quorum che non deve essere di maggioranza dei consiglieri regionali, come è previsto dalla proposta statutaria, ma deve essere un terzo, che può consentire l’avvio della Commissione d’inchiesta e, ovviamente, ci sono anche alcune cose legate ai poteri procedurali e un’articolazione della proposta legata al comma 1, intanto, perché stiamo parlando del comma 1, poi ci sarà una proposta legata alla questione del comma 3, aggiuntivo, comma 3 bis, ma intanto parliamo del comma 1.

Quindi, rispetto al comma 1, mi sono permesso di fare alcune proposte, soprattutto questo è il tema, “un terzo dei consiglieri può proporre e può avere titolo a determinare la nomina e la costituzione di una Commissione d’inchiesta”.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Negativo. L’articolo 31 sulle Commissioni d’inchiesta, onorevole Tripodi, assorbe già ampiamente i contenuti dell’emendamento, evitando tuttavia alcuni eccessi che sono presenti nel testo.

Perciò, poiché lo spirito di quello che lei intende sostenere è già ricompreso nel testo, la invito a ritirarlo, altrimenti il parere è negativo.

Michelangelo TRIPODI

Presidente, mettiamolo ai voti.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 810.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 31, comma 3. E’ così sostituito: “Le Commissioni d’inchiesta sono costituite dai rappresentanti di tutti i gruppi consiliari, in proporzione alla loro composizione numerica”.

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 811 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 31 (Commissioni d’inchiesta) comma 3 bis, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “3 bis. Le Commissioni d’inchiesta, entro e non oltre il termine di 90 giorni dal loro insediamento, concludono i propri lavori e riferiscono al Presidente del Consiglio regionale; possono richiedere che i risultati vengano comunicati al Consiglio regionale per un eventuale dibattito”.

Lo vuole illustrare?

Michelangelo TRIPODI

Si illustra da sé.

Paolo NACCARATO, relatore

E’ squisitamente regolamentare, quindi la invito a ritirarlo.

(Interruzione dell’onorevole Tripodi M.)

PRESIDENTE

L’onorevole Tripodi lo ritira.

Pongo in votazione l’articolo 31 così come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 869 a firma Torchia, Guagliardi.

Paolo NACCARATO, relatore

E’ decaduto.

PRESIDENTE

Fa parte di quello del gruppo precedente?

Paolo NACCARATO, relatore

Sì.

PRESIDENTE

Quindi è decaduto. Anche quelli dell’onorevole Fortugno, protocollo 775 e 776, sono decaduti.

Emendamento protocollo 877 a firma Leone: “Al sesto comma dell’articolo 32 aggiungere dopo il punto “I medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Questo bisogna metterlo in relazione ad un emendamento Tripodi.

PRESIDENTE

Quello di Tripodi si spostava e si collegava insieme a questo, mi sembra.

Paolo NACCARATO, relatore

In ogni caso, c’è già la previsione costituzionale, comunque…

(Interruzione)

Aggiungere il sesto comma dell’articolo 32 al sesto comma dell’articolo 32. Così colma una lacuna, quindi il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Quello di Tripodi insieme a questo di Leone?

Paolo NACCARATO, relatore

No, quello di Leone al posto di Tripodi.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento in discussione.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 836 a firma Fava: “All’articolo 32, dopo il comma 6, viene aggiunto il seguente comma 6 bis: “Lo scioglimento del Consiglio non è automatico e viene quindi sospeso se, contestualmente all’approvazione di una mozione di sfiducia al Presidente e al voto negativo sulla questione di fiducia posta dallo stesso Presidente, la metà più uno dei componenti il Consiglio, con documento motivato e sottoscritto, propone di affidare ad un consigliere della stessa maggioranza che ha vinto le elezioni la formazione di un nuovo esecutivo.

In tal caso, lo scioglimento è sospeso per un mese e il nuovo Presidente designato ha dieci giorni di tempo per presentare al Consiglio il nuovo esecutivo e le linee politico‑programmatiche per coprire l’arco di tempo che rimane per la fine della legislatura.

Se il Consiglio, prendendo atto del nuovo programma, della composizione della Giunta e della nomina del nuovo Vicepresidente, accorda la propria fiducia, lo scioglimento del Consiglio è sospeso”.

Paolo NACCARATO, relatore

Senza la previsione delle elezioni.

PRESIDENTE

Onorevole Fava, c’è un suo emendamento all’articolo 32.

Nuccio FAVA

Per la verità, ho molto riflettuto prima di presentare questo emendamento…

PRESIDENTE

Ma sembra decaduto pure questo…

Nuccio FAVA

…e, alla fine, non ho resistito e l’ho presentato, avendolo più volte, in qualche modo, espresso e adombrato nel dibattito politico, nei limiti in cui in Calabria si riesce a fare un dibattito politico.

Il principio affermato in questo emendamento è molto semplice e soprattutto tende a responsabilizzare la maggioranza, l’esecutivo e il governatore, specialmente nella lealtà e nella coerenza rispetto al programma e sulla base, quindi, del consenso avuto che consente loro di governare.

Il caso previsto, ovviamente, è assolutamente estremo e riguarda l’ultimo limite possibile prima che si arrivi allo scioglimento del Consiglio. Il principio semplice è quello della sfiducia costruttiva, per cui se la maggioranza qualificata del Consiglio, la metà più uno dei consiglieri, ritiene che sulla base di un documento politico-programmatico e sulla base, quindi, della indicazione di un Presidente, sia possibile – proprio perché si raggiunge la maggioranza assoluta ancora prima della votazione, ma sulla base del documento che viene sottoposto contestualmente al Consiglio e quindi all’attenzione del dibattito della società regionale nel suo insieme –, in questo caso le procedure di scioglimento del Consiglio vengono sospese: il Presidente designato ha dieci giorni di tempo per presentare programma, nuova Giunta e nuova composizione dell’esecutivo e nel caso in cui riesca a fare questo, lo scioglimento del Consiglio non avviene più perché questo nuovo esecutivo coprirà l’arco rimanente della legislatura.

La chiave che ha consentito a me di sentirmi non a disagio nel presentare questo emendamento è che ho tassativamente previsto che l’indicazione del nuovo Presidente non può che avvenire all’interno dello schieramento che ha vinto le elezioni. Quindi non c’è nessuna tentazione né di ribaltone né di sconvolgimento degli equilibri politici fino allora emersi nella Regione, ma anzi una forte sottolineatura del vincolo di lealtà tra politica, classe dirigente, esecutivo, maggioranza ed elettorato.

Il senso è molto semplice e sottoposto alla vostra valutazione, lo ritengo particolarmente importante e mi sarà di grande conforto anche conoscere l’opinione dei tanti che saranno contrari.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Fava, forse io sono stato l’unico, ad un certo punto della nostra riflessione, a fare un articolo su un giornale, ventilando come una delle possibili vie d’uscita alle nostra difficoltà un’ipotesi cosiddetta alla tedesca.

Ora non entro nel merito del suo ragionamento che ha una base seria e rispettabilissima di riferimento, però a questo punto la inviterei a ritirare questo emendamento per il semplice motivo che tale previsione nell’impianto statutario che abbiamo disegnato non risulterebbe più compatibile con l’intero impianto.

Naturalmente noi possiamo anche ricominciare la riscrittura, però credo che siamo già in una fase avanzata, per cui se lo ritira, non lo sottopone fra l’altro ad una votazione di merito che metterebbe…

PRESIDENTE

Onorevole Fava, accoglie questo invito?

Nuccio FAVA

Vorrei capire qualche motivazione in più perché il nostro autorevole relatore, nonché Presidente della Commissione così meritoriamente gestita, onorevole Naccarato, non lo ritiene compatibile con l’impianto della…

(Interruzione)

E’ assolutamente compatibile, a mio avviso, anzi è la vera valvola di salvezza rispetto, altrimenti, ad una costruzione che sottopone la maggioranza e tutto il Consiglio ad un ipotizzabile condizionamento politico, per cui ci troviamo nelle strettoie in cui siamo in questo momento, perché sarebbe di grande aiuto allo stesso governatore sapere che, se non è in grado di reggere la sua maggioranza, può sia lui dimettersi e fare sciogliere il Consiglio, ma sia la maggioranza a sostituirlo con altro esponente della maggioranza che si cimenterà, sulla base della piattaforma con cui hanno vinto le elezioni, nella gestione dello spazio politico e dell’intervallo fra il momento in cui viene eletto e la fase della nuova consultazione elettorale.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione protocollo 836.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 32 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 869, che mi sembra decaduto…

Paolo NACCARATO, relatore

Sì, è decaduto.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo 812 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 33 (Attribuzioni del Presidente della Giunta regionale) lettera c), dopo la parola “Giunta” aggiungere le parole “e designa il Vicepresidente della Giunta”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Tripodi, la designazione del Vicepresidente – prima che lei lo esponga – avviene solo nel caso di subentro del Vicepresidente indicato dal corpo elettorale ed è previsto al comma 5 dell’articolo 32, per cui la inviterei caldamente a ritirare l’emendamento.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Sì, il Presidente designa il Vicepresidente, questa è la proposta… Quindi non è proponibile?

Paolo NACCARATO, relatore

E’ già nel comma 5 dell’articolo 32.

Michelangelo TRIPODI

Non è proponibile perché è stato già approvato…

Paolo NACCARATO, relatore

Sì.

PRESIDENTE

Lo ritira?

Michelangelo TRIPODI

No.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 812.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 777 a firma Fortugno: “La lettera m) del comma 1 va così sostituita: “adotta i provvedimenti contingibili ed urgenti previsti dalla legge e demandati alla sua competenza”.

La parola all’onorevole Fortugno.

Francesco FORTUGNO

Propongo di modificare la lettera m) del comma 1 in questo modo: “adotta i provvedimenti contingibili ed urgenti previsti dalla legge e demandati alla sua competenza”.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 777.

(E’ respinto)

I successivi emendamenti, al protocollo 869, sono decaduti.

Paolo NACCARATO, relatore

C’è l’emendamento Tripodi, adesso.

PRESIDENTE

No, l’emendamento è all’articolo 34, al momento no.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Occhiuto. Ne ha facoltà.

Roberto OCCHIUTO

Un chiarimento, Presidente: alla lettera c) si dice “il Presidente nomina e revoca i componenti della Giunta”. Vorrei sapere questo, siccome quando si parla all’articolo successivo dei componenti della Giunta, si fa giustamente riferimento al Vicepresidente che, però, non è nominato e revocato dal Presidente della Giunta, io consiglierei al relatore di valutare quest’altra dizione per la lettera c): “nomina e revoca gli assessori”.

PRESIDENTE

Credo che sia corretto…

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole, è un subemendamento…

PRESIDENTE

L’articolo 33 viene approvato anche con questo emendamento proposto verbalmente dall’onorevole Occhiuto, che mi sembra sia anche giusto.

Pongo in votazione l’articolo 33.

(E’ approvato)

Roberto OCCHIUTO

Punto c) dell’articolo…

PRESIDENTE

…“nomina e revoca gli assessori”.

Emendamento protocollo 813 a firma Tripodi: “Articolo 34 (Organizzazione e funzionamento della Giunta regionale), comma 4, sostitutivo. Si propone la riformulazione del comma nel modo seguente: “Gli assessori regionali debbono essere consiglieri regionali”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Gli assessori regionali debbono essere consiglieri regionali. Questa è la proposta dell’emendamento, che non ci siano esterni come assessori, quindi gli assessori regionali debbono essere consiglieri regionali.

Chiedo il voto per appello nominale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Contrario. L’attuale formulazione è frutto di una lunghissima mediazione ed è stato approvata in Commissione all’unanimità dei presenti, del resto la previsione dell’onorevole Tripodi violerebbe, in qualche misura, una norma costituzionale.

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, mantiene la richiesta di appello nominale?

(Interruzione)

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 813.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 34, comma 2: sostituire l’espressione “fra i cittadini in possesso dei requisiti di eleggibilità e di compatibilità con la carica di consigliere regionale” con l’espressione “fra i cittadini che non si trovino nelle condizioni di ineleggibilità e di incompatibilità alla carica di consigliere regionale”.

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Gli emendamenti successivi al protocollo 869 sono decaduti.

Pongo in votazione l’articolo 34 così come emendato.

(E’ approvato)

Anche gli emendamenti successivi al protocollo 869 relativi all’articolo 35 sono decaduti.

Pongo in votazione l’articolo 35 nel suo complesso.

(E’ approvato)

L’emendamento protocollo 869 relativo all’articolo 36 è pure decaduto.

Emendamento protocollo 907 a firma Galati: “Al terzo comma eliminare la frase: “nonché su questioni particolarmente rilevanti per la collettività regionale”.

La parola all’onorevole Galati.

Francesco GALATI

Al terzo comma, Presidente, dove dice “il Presidente della Giunta può porre la questione di fiducia sull’attuazione del programma di governo e sugli aggiornamenti sulla legge Finanziaria e sulla legge di bilancio annuale e pluriennale, sulle leggi relative all’acquisizione di tributi e imposte regionali”, propongo di togliere quest’ultima frase “nonché su questioni particolarmente rilevanti per la collettività regionale”, che significa che può porre la questione di fiducia un po’ su tutti gli argomenti e questo sarebbe…

(Interruzione del Presidente della Giunta)

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Contrario. L’intero complesso delle norme – come diceva il Presidente – è frutto di un loro equilibrio sulla forma di governo, di cui fa parte anche questa delicatissima norma. Quindi inviterei il Presidente a ritirarlo.

PRESIDENTE

L’onorevole Galati lo ritira.

Il successivo emendamento protocollo 869 è decaduto.

Pongo in votazione l’articolo 36 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 814 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 37 (Sistema elettorale), sostitutivo. Si propone la riformulazione dell’intero articolo nel modo seguente:

1. Nell’ambito dei principi fondamentali previsti dalla normativa statale, la legge elettorale regionale approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri, prevede:

a) l’elezione del Consiglio regionale a suffragio universale con voto diretto, personale, eguale, libero e segreto;

b) il sistema di elezione su base proporzionale con voto di preferenza e premio elettorale di maggioranza, per garantire la stabilità di governo e la rappresentanza delle minoranze;

c) le modalità di indizione delle elezioni politiche regionali;

d) le modalità con cui è indicato al corpo elettorale il candidato alla carica di Presidente;

e) le modalità di proclamazione degli eletti al Consiglio;

f) i casi di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri, nonché i casi di incompatibilità del Presidente, del Vicepresidente e dei componenti della Giunta;

g) la ripartizione del territorio regionale in circoscrizioni elettorali corrispondenti alle province;

h) l’assegnazione dei seggi alle circoscrizioni elettorali sulla base della popolazione residente;

i) l’elezione proporzionale di almeno quattro quinti dei consiglieri assegnati sulla base di liste concorrenti, mediante riparto nelle singole circoscrizioni e recupero dei voti residui nel collegio unico regionale;

l) l’assegnazione dei seggi alle liste provinciali collegate ad una coalizione che abbia superato, nell’intera regione, la percentuale del 5 per cento;

m) il collegio unico regionale per il recupero dei voti residui e per l’assegnazione dei seggi non assegnati nelle circoscrizioni elettorali”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Questo non è in linea con la scelta della forma di governo, quindi inviterei Tripodi a soprassedere.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Dico subito che sono riportate tutte le cose dell’articolo dello Statuto, tranne due aggiunte che sono: la lettera a), che voi forse potrete dire pleonastica, ma io credo vada scritto che l’elezione del Consiglio regionale avviene a suffragio universale con voto diretto, personale, eguale, libero e segreto. Poi ci sono due cose: una, proprio in linea e coerenza con quanto è stato approvato precedentemente, “l’elezione proporzionale di almeno quattro quinti dei consiglieri assegnati sulla base di liste concorrenti, mediante riparto nelle singole circoscrizioni e recupero dei voti residui nel collegio unico regionale”; “l’assegnazione dei seggi alle liste provinciali collegate ad una coalizione che abbia superato nell’intera regione la percentuale del 5 per cento”, ed è dentro questo discorso della coalizione, poi “la costituzione del collegio unico regionale per il recupero dei voti residui e per l’assegnazione dei seggi non assegnati nelle circoscrizioni elettorali”.

Queste sono le proposte, quindi non c’è alcuna incompatibilità né sono fuori dalla coerenza rispetto alle proposte già approvate finora per quanto riguarda lo Statuto.

Quindi c’è la precisazione di alcune garanzie democratiche di proporzionalità e di garanzie di elezione del Consiglio regionale, sulla base del suffragio universale e tenendo conto della necessità di salvaguardare i diritti di tutti.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Confermo il parere negativo, anche perché quanto segnala l’onorevole Tripodi fa che poi fanno parte della riflessione sulla legge elettorale, rispetto alla quale ancora non abbiamo iniziato e liberamente ci confronteremo.

Quindi confermo il parere negativo.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tommasi per dichiarazione di voto.

Diego Antonio TOMMASI

Credo che l’emendamento Tripodi sia molto interessante e ritengo che dobbiamo fare una grande riflessione sulla legge elettorale, riflessione che non auspico, ma penso fortemente debba essere fatta prima della seconda lettura, per far sì che abbiamo chiaro tutti insieme nello Statuto quale sarà la legge elettorale che andremo ad elaborare.

Quindi prima di arrivare alla seconda lettura, diventa necessario partire da questo emendamento Tripodi come base di discussione per arrivare alla formulazione di una legge elettorale che sancisca un principio democratico di rappresentatività nella nostra Regione.

Quindi credo sia opportuno, Presidente – e mi rivolgo al Presidente della Commissione Autoriforma che tanto bene ha lavorato per questo Statuto – avviare immediatamente una serie di incontri, quantomeno per stabilire i princìpi cardine della legge elettorale prima – e lo ribadisco – della seconda lettura dello Statuto.

Paolo NACCARATO, relatore

Le posso dare ampia assicurazione sulla volontà del Presidente della Commissione di fare al più presto una prima riunione della Commissione di confronto con i nostri consulenti e per individuare qual è il percorso da voler seguire sulla legge elettorale.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 814.

(E’ respinto)

Emendamento modificativo articolo 37 (Sistema elettorale), protocollo 850, a firma dell’onorevole Rizza: “1. Nell’ambito dei princìpi fondamentali previsti dalla normativa statale e nel rispetto della scelta politica per il governo della Regione derivante dalla consultazione elettorale, la legge elettorale regionale prevede:

a) un sistema di elezione su base proporzionale con voto di preferenza e premio elettorale di maggioranza, che garantisca la stabilità di governo e la rappresentanza delle minoranze;

b) le modalità di indizione delle elezioni politiche regionali;

c) le modalità con cui sono indicati al corpo elettorale i candidati alla carica di Presidente e di Vicepresidente della Giunta regionale;

d) le modalità di proclamazione degli eletti al Consiglio;

e) i casi di ineleggibilità e di incompatibilità dei consiglieri, nonché i casi di incompatibilità del Presidente, del Vicepresidente e dei componenti, anche esterni, della Giunta;

f) la rappresentanza in Consiglio di ogni Provincia.

2. La legge regionale promuove la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.

3. La legge elettorale è approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri”.

La parola all’onorevole Rizza.

Domenico RIZZA

Nella discussione in Commissione abbiamo impegnato parecchio tempo…

(Interruzione)

Ma non è interamente sostitutivo, è modificativo in una parte.

Io avevo presentato già in Commissione questo emendamento, lo voglio ribadire qua perché stiamo cercando – anzi abbiamo cercato perché il lavoro lungo, faticoso, anche duro in Commissione sulla forma di governo e quant’altro ha richiesto parecchio impegno da parte di tutti – è sfuggito, a mio modesto avviso, un fatto fondamentale: non abbiamo riflettuto a sufficienza, evidentemente, sulla possibilità perché abbiamo fatto tutte le norme perché diventi coerente la forma di governo, la rappresentatività democratica popolare degli eletti e quant’altro, ma il fatto, la norma, anzi chiamiamola la previsione statutaria di individuare nella legge elettorale una norma antiribaltone non l’abbiamo prevista.

Voi sapete che, volendo o avendo la possibilità politica, il Presidente Chiaravalloti potrebbe fare il ribaltone; noi no, lui sì, e questa è una discrasia che dobbiamo superare, cioè ci deve essere coerenza assoluta fra la indicazione popolare e il governo della Regione che ne consegue.

Per cui “nell’ambito dei princìpi fondamentali…”…

(Interruzioni)

E’ un passaggio delicato, mi pare che abbiamo dibattuto sulla possibilità di istituire 10 mila Commissioni, il Consiglio regionale dei boyscout e quant’altro! Su questa norma, invece, che ritengo fondamentale, portante di un nuovo sistema mi pare che ci sia una disattenzione generale.

Mi permetto di rileggere, per come l’ho riscritto, il primo comma dell’articolo 37: “Nell’ambito dei princìpi fondamentali previsti dalla normativa statale” – e qui, onorevole Tripodi, è già stato superato, però è inutile specificare il voto segreto universale perché è previsto dalla normativa statale – “e nel rispetto” – ecco il periodo che ho aggiunto – “della scelta politica per il governo della Regione derivante dalla consultazione elettorale, la legge elettorale”, eccetera. Cioè, c’è questa aggiunta che ci deve essere il rispetto della scelta operata dal corpo elettorale nel corso della legislatura, finché dura la legislatura.

Questo ritengo che sia un fatto importante nel contesto politico in cui ci muoviamo.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Fava.

Nuccio FAVA

Mi pare evidente per tutti noi quanto la legge elettorale sia un passaggio chiave del tipo di riforma che poi, di fatto, veniamo a realizzare dal punto di vista dello Statuto.

Io farei una proposta molto semplice, se siete d’accordo, ovviamente: di stabilire, cioè, che la legge elettorale viene approvata di comune accordo con una maggioranza qualificata dei due terzi, che è il massimo di vincolo che reciprocamente ci diamo per norme che siano di garanzia assoluta per tutti quanti noi.

Domenico RIZZA

Lei lo sa, che addirittura le leggi costituzionali possono passare a maggioranza semplice, quindi perché una legge elettorale? Allora si instaurerebbe una sorta di veto incrociato per cui non si andrebbe mai ad adottare una legge elettorale.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tommasi.

Diego Antonio TOMMASI

Come più volte oggi e nei giorni scorsi abbiamo detto, stiamo approvando uno Statuto che sarà in vigore per i prossimi trent’anni. Io credo che la legge elettorale che poi va a regolamentare la vita democratica di questa Regione non possa essere approvata a maggioranza assoluta – concordo con quanto ha affermato l’onorevole Fava – perché deve essere frutto di mediazione dell’assise, per arrivare ad un equilibrio massimo affinché anche chi ci succederà possa avere la tranquillità che non è stata fatta da una maggioranza oggi di centro-destra, poteva essere di centro-sinistra, credo che un equilibrio sullo strumento elettivo vada trovato.

Allora credo sia saggia la proposta dell’onorevole Fava e chiedo alla maggioranza di riflettere su questa proposta perché è molto seria e democratica, ché dobbiamo tutti quanti insieme lavorare per trovare la massima convergenza sulla legge elettorale, Presidente, e chiedo anche al suo buonsenso e al suo partito di arrivare a questa determinazione.

PRESIDENTE

Il buonsenso del mio partito è riconosciuto, onorevole Tommasi.

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è favorevole nella sostanza, onorevole Rizza. Il suggerimento che mi permetto di dare è se non è meglio spostare l’inciso proposto al primo comma nella lettera a) in modo che la formulazione possa venire così – poi vi dico cosa penso sulla maggioranza – in un comma unico: “1. Nell’ambito dei princìpi fondamentali previsti dalla normativa statale, la legge elettorale regionale approvata a maggioranza assoluta dei consiglieri prevede:

a) un sistema di elezione su base proporzionale con voto di preferenza e premio elettorale di maggioranza” – e qui inserisco il suo pensiero – “che garantisca il rispetto della scelta politica per il governo della Regione derivante dalla consultazione elettorale”.

Domenico RIZZA

Sono perfettamente d’accordo, anzi più soddisfatto.

Paolo NACCARATO, relatore

Sul problema della legge elettorale approvata a maggioranza assoluta o a maggioranza dei due terzi, la mia opinione è la seguente: la maggioranza assoluta è già una maggioranza che garantisce ed è questo generalmente il metodo seguito. Del resto, le minoranze, le opposizioni hanno una specifica garanzia già nella previsione della legge nazionale alla quale ci dovremmo riferire.

Ora mi rimetto all’Aula, però sarebbe effettivamente un modo come mettere noi stessi…

(Interruzione dell’onorevole Tripodi M.)

PRESIDENTE

Onorevole Naccarato, quindi lei propone quella modifica che ha detto adesso?

(Interruzione dell’onorevole Tripodi M.)

Paolo NACCARATO, relatore

Propongo di assumere l’emendamento Rizza così come riformulato nella mia proposta che consegno al Segretario generale e che lascia invariata la previsione della maggioranza assoluta.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Onorevole Naccarato, la parte in neretto dell’emendamento Rizza sarebbe cassata?

Paolo NACCARATO, relatore

Viene spostato alla lettera a).

Giuseppe BOVA

Viene spostato tutto!

Paolo NACCARATO, relatore

No, solo questo…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Il neretto dove viene inserito?

Paolo NACCARATO, relatore

Viene inserito alla lettera a).

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Sì, ma a che punto?

Paolo NACCARATO, relatore

Dopo “che garantisca” viene inserito “il rispetto della scelta politica per il governo della Regione derivante dalla consultazione elettorale”.

(Interruzioni)

Francesco GALATI

La questione riguardante “derivante dalla consultazione elettorale” l’avevamo tolta in Commissione. Non vedo perché, da quale consultazione elettorale... Facciamo la legge elettorale in base a quale consultazione elettorale, a cosa ci dobbiamo ispirare, a quale consultazione elettorale ci dobbiamo ispirare?

Paolo NACCARATO, relatore

Sì, però il riferimento, onorevole Galati, se capisco bene, era prima la previsione al comma 1, non alla lettera, riferito ai princìpi e quindi non andava nel comma 1. Era giusta la sua osservazione in quella sede, tant’è vero che l’idea dell’onorevole Rizza è di recepirla nella lettera a), quindi c’è una risistemazione che risponde esattamente alla sua sollecitazione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento 850 così come modificato dall’onorevole Naccarato.

(E’ approvato)

Emendamento 778 a firma Fortugno…

(Interruzione dell’onorevole Fortugno)

E’ ritirato.

Diego Antonio TOMMASI

Sull’emendamento verbale che ha presentato l’onorevole Fava della legge elettorale con l’approvazione a due terzi: mi sembra che non l’abbiate preso in considerazione.

Paolo NACCARATO, relatore

Come no!

Diego Antonio TOMMASI

Mi sembra di no, il Presidente no di sicuro. L’intervento del relatore l’ho ascoltato, però voglio capire l’emendamento verbale dell’onorevole Fava, che ha trovato l’appoggio…

PRESIDENTE

Lo mettiamo in votazione.

Diego Antonio TOMMASI

Vorrei sentire se c’è qualcuno contro.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento verbale proposto dall’onorevole Fava.

(E’ respinto)

Grazie per la precisazione.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, non si è capito bene: su che emendamento si è votato? L’emendamento verbale di Fava?

PRESIDENTE

Su quello dell’onorevole Fava, che lo ha proposto verbalmente.

Diego Antonio TOMMASI

E com’è?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Tommasi, il relatore ha espresso parere contrario all’ipotesi dei due terzi e l’ho motivato con rispetto dell’opinione dell’onorevole Fava .

Diego Antonio TOMMASI

Onorevole relatore, ho capito che lei ha espresso parere contrario. Il Presidente vuole mettere in votazione…?

PRESIDENTE

L’ho messo in votazione poco fa e lei ha detto sì, gli altri hanno detto no, quindi non mi faccia ripetere la votazione. Grazie per la precisazione ché ci eravamo dimenticati di votare…

Pongo in votazione l’articolo 37 così come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “All’articolo 38, comma 4, sopprimere le parole “e di iniziativa delle autonomie locali”.

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 38 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 779 a firma Fortugno: “Articolo 39 (Procedimento). L’ultimo periodo del comma 2 “La stessa procedura è seguita per ogni altro progetto, qualora ne facciano richiesta almeno un quarto dei consiglieri regionali assegnati alla Regione” si propone che venga modificato nel modo seguente: “La stessa procedura è seguita per ogni altro progetto, qualora ne facciano richiesta almeno un decimo dei consiglieri regionali assegnati alla Regione”.

La parola all’onorevole Fortugno.

Francesco FORTUGNO

Invece di “un quarto dei consiglieri”, mettere “un decimo dei consiglieri”, perché il numero mi sembra eccessivo.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Su questo mi rimetto all’Aula, anche se devo evidenziare il rischio di un eccessivo ricorso a questa norma, dal conseguente intasamento oggettivo dei lavori consiliari. E’ indubbiamente, onorevole Fortugno, un aggravamento procedurale, anche se lo spirito che l’ha mossa a proporre questo emendamento è giusto. Probabilmente, se lo ritira, viene incontro a questo ragionamento.

PRESIDENTE

Onorevole Fortugno, lo ritira?

Francesco FORTUGNO

No.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 779.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 39 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 815 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 39 bis (Controllo sulle leggi), aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente articolo:

1. Le leggi regionali sono comunicate alla Consulta statutaria, per apposizione del visto, entro cinque giorni dalla data della loro approvazione.

2. Nel caso di rinvio da parte della Consulta statutaria, il Consiglio riesamina la legge nella prima seduta successiva al rinvio. Nel caso di nuova approvazione, a maggioranza dei deputati che compongono il Consiglio regionale, la legge viene promulgata e pubblicata secondo le modalità di cui all’ articolo 39 del presente Statuto”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Sì, sulla procedura e sulle leggi, riguarda la questione del rapporto con la Consulta statutaria, la necessità di far apporre un visto alle leggi alla Consulta statutaria. Rispetto a questo “entro cinque giorni è previsto”, eccetera, e ovviamente se il visto non è favorevole, si prevede il caso che il Consiglio regionale riapprovi il testo e, a quel punto, la legge viene promulgata.

Siccome viene introdotto questo nuovo organismo, quello della Consulta statutaria, credo che per quanto riguarda il controllo sulle leggi ci debba essere un minimo di funzione affidato alla Consulta e che, dunque, ci sia questa possibilità.

Quindi mantengo l’emendamento, Presidente.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Tripodi, io non ho visto nessuna democrazia del mondo che sottopone le proprie leggi a Corti terze prima di approvarle. Questo mi sembra, oltretutto, una lesione forte dell’autonomia legislativa di un’Assemblea elettiva.

Quindi per me questo emendamento non è proponibile.

(Interruzione)

Solo a Cuba!

PRESIDENTE

Lo ritira, onorevole Tripodi?

(Interruzione dell’onorevole Tripodi M.)

E’ ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 40.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 41.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 816 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 42 (Potestà regolamentare). Si propone di sostituire in tutto l’articolo le parole “Giunta regionale” con le parole “Consiglio regionale”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Sì, è sostituire le parole “Giunta regionale” con le parole “Consiglio regionale”, si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Anche il parere contrario mi sembra si possa illustrare da sé.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 816.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 42.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 43.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 852 a firma Leone: “All’articolo 44, primo comma, dopo le parole “può promuovere” sono aggiunte le seguenti: “anche su proposta del Consiglio delle autonomie locali”.

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Si commenta da solo: sono i conflitti di competenza che vanno…

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è assolutamente favorevole ed è analogo ad una proposta dell’onorevole Galati, di cui le voglio dare atto…

PRESIDENTE

Quindi le unifichiamo.

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 852.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 780 a firma Fortugno: “Il comma 1 dell’articolo 44 va così sostituito: “1. Qualora ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un’altra Regione leda la sua sfera di competenza, la Regione può promuovere la questione di legittimità costituzionale”.

In conseguenza, vanno cancellate le parole “entro 60 giorni dalla pubblicazione della legge o dell’atto avente valore di legge”.

La parola all’onorevole Fortugno.

Francesco FORTUGNO

Ritengo che, se una legge lede dei princìpi costituzionali, sia inutile mettere il termine di sessanta giorni, quindi propongo di togliere “entro i sessanta giorni”.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Fortugno, la scadenza di sessanta giorni è prevista nell’articolo 127, comma 2, della Costituzione e quindi siamo, in qualche misura, obbligati. Certo, potremmo non metterla e far vigere la Costituzione, ma abbiamo preferito metterla perché anche nel futuro, per agevolezza di consultazione, se la lasciamo indicata, chi legge che si trova in questa fattispecie ha un elemento in più di valutazione.

Quindi la pregherei di ritirare l’emendamento, confermando la previsione.

PRESIDENTE

E’ ritirato.

L’emendamento protocollo 890, a firma Galati, è stato unificato a quello dell’onorevole Leone, quindi è già approvato.

Pongo in votazione l’articolo 44 così come emendato.

(E’ approvato)

Titolo 6°, articolo 45. Emendamento protocollo 853 a firma Leone: “All’articolo 45, al secondo comma, dopo la legge d), aggiungere la seguente: “e) valorizza le associazioni di rappresentanza degli enti locali”.

Al terzo comma, dopo le parole “città metropolitane” sono aggiunte le seguenti: “secondo i princìpi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, garantendo il pieno esercizio della potestà organizzativa e regolamentare degli enti locali, nonché”.

Al settimo comma, dopo la parola “potestà” aggiungere le seguenti: “legislativa e”.

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Presidente, anche qui questi due emendamenti, aggiungere il punto e) e poi al terzo comma dopo le parole “città metropolitane” aggiungere “secondo i princìpi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione, garantendo il pieno esercizio della potestà organizzativa” vanno nella direzione di migliorare questo articolo 45 dei rapporti tra enti locali e Regione stessa.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Favorevole, si va nella direzione di un’ulteriore valorizzazione degli enti locali e quindi anche sui due successivi commi il relatore è favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 853.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 891 a firma Galati…

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

E’ già assorbito dal precedente.

Emendamento protocollo 872 a firma Guagliardi, Torchia…

Paolo NACCARATO, relatore

Questo è decaduto, Presidente.

PRESIDENTE

Era decaduto perché riguardava i Comuni, le Province, le comunità montane.

Anche l’emendamento protocollo 833 a firma Gagliardi e il protocollo 881 a firma Pisano sono decaduti.

L’emendamento protocollo 887, a firma Galati, è assorbito dal precedente dell’onorevole Leone.

Emendamento protocollo 878 a firma Leone: “Al settimo comma dell’articolo 45 aggiungere, dopo la parola “Province”, “e delle città metropolitane”.

Gianfranco LEONE

E’ un emendamento tecnico, si illustra da sé.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 878.

(E’ approvato)

C’era un emendamento sfuggito alla Segreteria che l’onorevole Adamo aveva presentato: “All’articolo 45, comma 5, al secondo rigo sostituire la parola “consenso” con le parole “parere”.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Anche con l’ausilio dei nostri consulenti e dopo avere consultato la legge nazionale, la proposta è di sopprimere le parole “con il consenso” e quindi lasciando “la Regione favorisce la gestione coordinata ed associata delle funzioni da parte dei Comuni, promuovendone la fusione e attribuendo”, quindi l’emendamento Adamo è ritirato e vengono soppresse le parole “con il loro consenso”. Perché questo? Prevale la legge nazionale che ha una previsione tutta articolata, molto specifica e molto precisa, solo per questo motivo.

Francesco TALARICO

Può ripetere questo concetto sull’emendamento Adamo? Magari, se lo illustra l’onorevole Adamo, lo capiamo anche meglio.

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Talarico, a suo beneficio e di tutti i colleghi, l’onorevole Adamo – che ha ritirato il suo emendamento – propone un subemendamento tecnico col quale propone di sopprimere dal testo che abbiamo al nostro esame le parole, fra due virgole, “con il loro consenso” perché la previsione è già nella legge nazionale che articola una procedura molto precisa e specifica – e chiedo ai consulenti di correggermi se sto dicendo delle cose errate – per cui è assorbito da questa previsione, invece di mettere la previsione “parere”.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 45 così come emendato.

(E’ approvato)

Nicola ADAMO

Potrei chiedere una sospensione rapida per fare il punto su questioni che sono abbastanza rilevanti, relative agli articoli successivi, anche lì al tavolo con lei, al fine di favorire i lavori dell’Aula?

PRESIDENTE

L’onorevole Adamo chiede due minuti di sospensione…

Nicola ADAMO

Il tempo che serve per fare il punto politico su alcune questioni dirimenti.

PRESIDENTE

Qualche minuto per vedere alcuni problemi che riguardano i successivi capitoli. La seduta è sospesa.

La seduta sospesa alle 19,27 è ripresa alle 19,29

PRESIDENTE

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “All’articolo 46, comma 1, sopprimere le parole “e delegate” nonché le parole “e di sviluppo della relativa progettualità”.

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 46 così come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 892 a firma Galati.

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Galati, la inviterei a ritirarlo perché la sua proposta è già compresa nell’articolo 46, comma 3, lettera d)…

Francesco GALATI

Quale è la proposta?

Paolo NACCARATO, relatore

Quella del raccordo tra il Consiglio delle autonomie e la Giunta. E’ già previsto all’articolo 46, comma 3…

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Articolo 47. Chiede di parlare l’onorevole Leone. Ne ha facoltà.

Gianfranco LEONE

Presidente, vorrei chiedere all’Aula, se è d’accordo, atteso che nell’arco della discussione avuta stamattina con alcuni consiglieri sul Consiglio delle autonomie locali erano emerse alcune divergenze, se è possibile sospendere i lavori almeno per mezzora.

PRESIDENTE

In effetti, questo è un articolo molto impegnativo, onorevole Leone, quindi è bene che ci sia la convergenza massima. Per quanto mi riguarda, condivido, ma credo anche i colleghi, quindi facciamo una sospensione di mezzora e poi ci ritroviamo in Aula, appena si raggiungerà l’accordo su questo punto.

La seduta è sospesa.

La seduta sospesa alle 19,30 è ripresa alle 20,25

PRESIDENTE

Colleghi, purtroppo, dobbiamo sospendere i nostri lavori ancora per un’altra ora; infatti, un telefonata anonima ha avvertito della presenza di una bomba nel palazzo: ci auguriamo che sia uno scherzo, ma per precauzione dobbiamo abbandonare l’edificio per permettere i dovuti controlli.

La seduta sospesa alle 20,26 è ripresa alle 23,35

All’articolo 47, Consiglio delle autonomie locali, sono stati presentati otto emendamenti.

Il primo, protocollo 873, a firma degli onorevoli Guagliardi, Torchia e quelli protocollo 833 a firma Gagliardi e protocollo 881 a firma Pisano, siccome riguardano le comunità montane, automaticamente decadono.

Emendamento protocollo 854 a firma Leone: “Al secondo comma, dopo la parola “Il Consiglio” sono soppresse le seguenti: “espressione dei Consigli comunali, provinciali e delle città metropolitane”.

Al terzo comma, la lettera a) è sostituita dalla seguente: “a) disciplina le modalità e i criteri di composizione dell’organo, garantendo la rappresentanza dei diversi livelli istituzionali interni agli enti locali, ispirandosi a criteri di pluralismo politico e di rappresentanza territoriale nella individuazione dei suoi componenti, tutelando la rappresentanza dei piccoli comuni, dei comuni montani, nonché dei comuni delle minoranze linguistiche riconosciate dalla Regione;”.

Dopo il settimo comma è aggiunto il seguente: “7 bis. Il Consiglio delle autonomie propone alla Giunta regionale la promozione della questione di legittimità costituzionale nei casi previsti dall’articolo 127, secondo comma, della Costituzione”.

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Al secondo comma, dopo la parola “Il Consiglio” sono soppresse le seguenti: “espressione dei Consigli comunali, provinciali e delle città metropolitane”. Mi pare che questa era una dizione che completava quello che era il discorso del Consiglio delle autonomie locali.

Poi l’altro punto è al terzo comma, lettera a), c’è una sostituzione, la lettera a) è sostituita dalla seguente: “a) disciplina le modalità e i criteri di composizione dell’organo, garantendo la rappresentanza dei diversi livelli istituzionali interni agli enti locali, ispirandosi a criteri di pluralismo politico e di rappresentanza territoriale nella individuazione dei suoi componenti, tutelando la rappresentanza dei piccoli comuni, dei comuni montani, nonché dei comuni delle minoranze linguistiche riconosciute dalla Regione”. Anche qui, mi pare sia un completamento di quello che era il dettato che avevamo proposto con l’articolo 47.

Infine, dopo il settimo comma è aggiunto un comma 7 bis che recita: “Il Consiglio delle autonomie propone alla Giunta regionale la promozione della questione di legittimità costituzionale nei casi previsti dall’articolo 127, secondo comma, della Costituzione”. Anche questo è un modo di completare quello che vuole essere l’istituto del Consiglio delle autonomie locali.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere è favorevole sul primo comma, considerandolo inclusivo anche del successivo emendamento Rizza che considererei assorbito, in questo caso; parere favorevole sul terzo con la precisazione, onorevole Leone, se lei è d’accordo, “Il Consiglio delle autonomie può proporre”.

Gianfranco LEONE

Va bene, Presidente.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Tripodi Pasquale.

Pasquale Maria TRIPODI

Mi vorrei permettere di ricordare al Presidente della Commissione Autoriforma e ai proponenti degli emendamenti, per quanto riguarda il terzo comma, lettera a), che la “442” del ’99 non prevede che la Regione riconosca i Comuni dove insistono le minoranze linguistiche; il meccanismo è inverso, sono le Province che li individuano e vengono proposti alla Regione solo per presa d’atto.

Poi voglio ricordare – perché molte volte approviamo le proposte di leggi, anche se non arrivano in Consiglio regionale, e ce ne dimentichiamo – che la legge delle minoranze linguistiche che abbiamo approvato in Commissione e che deve venire in discussione al Consiglio regionale questo meccanismo già lo prevede e non prevede che la Regione riconosca i Comuni dove sono contemplate o dove insistono le comunità linguistiche, perché saranno codificate per legge in quanto la “442” prevede il meccanismo di individuazione, tramite una delibera del Consiglio provinciale di cui poi il Consiglio regionale prende atto.

(Interruzione)

No, è la ratio che voglio cambiare, perché la Regione può individuare anche due comuni dove si parla una lingua minoritaria , però non sono comuni storici delle minoranze linguistiche.

Quindi potrebbe essere pericolosa questa dizione e siccome la “442” lo prevede espressamente, la Regione riconosce ciò che le Province già hanno riconosciuto. Quindi non può essere un provvedimento autonomo regionale, ma è indotto già da una legislazione a livello nazionale, per cui ci dovremmo fermare a “minoranze linguistiche”.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Io non ho nulla da dire, si deve chiedere al proponente.

(Interruzione)

Non vedo l’alternativa, onorevole Tripodi.

Pasquale Maria TRIPODI

Presidente, mi spiego meglio: la Giunta regionale, la Regione, il Consiglio regionale può decidere di riconoscere i Comuni dove comunemente si parla o il greco o l’occitano o l’arberesh, ma che di fatto non sono Comuni considerati…

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Tripodi, se ho capito bene, lei propone di abrogare le parole “riconosciute dalla Regione”.

Pasquale Maria TRIPODI

Sì, toglierle, propongo di fermarci a “nonché dei comuni delle minoranze linguistiche”.

(Interruzione)

Presidente Naccarato, bisogna cassare semplicemente “riconosciute dalla Regione”.

Paolo NACCARATO, relatore

Il parere del relatore è favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 854 così come modificato.

(E’ approvato all’unanimità)

Assorbe anche il successivo dell’onorevole Rizza, il protocollo 828.

L’emendamento protocollo 893 a firma Galati è già assorbito.

Emendamento protocollo 817 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 47 (Consiglio delle autonomie locali), comma 4 bis, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “4 bis. Il Consiglio delle autonomie elegge due componenti della Consulta statutaria”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

E’ la proposta legata alla questione della Consulta statutaria: anche alla luce del dibattito in corso a livello nazionale, legato alla possibilità che la Corte costituzionale possa essere composta in futuro anche da rappresentanti delle Regioni, analogamente si propone che nella Consulta statutaria ci sia la possibilità di una rappresentanza del Consiglio delle autonomie.

Questa è la proposta che presento: così come a livello nazionale c’è una discussione sulla Corte costituzionale e sulla possibilità che ci siano cinque – se non sbaglio – giudici costituzionali che saranno nominati dalle Regioni, analogamente credo che una parte della Consulta statutaria possa essere nominata dal Consiglio delle autonomie.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Contrario. Anche qui la formulazione cui siamo giunti è stata molto faticosa, per cui proporrei di mantenere il testo approvato dalla Commissione.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 817.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 902 a firma Pirillo: “Sostituire il comma 5 dell’articolo 47: “Il Consiglio delle autonomie locali esprime il proprio parere sulle proposte di legge di attuazione delle direttive comunitarie di cui all’articolo 15, comma 2, lettera h), nonché su ogni altra questione ad esso demandata dal presente Statuto e dalle leggi regionali”.

Paolo NACCARATO, relatore

Prima che l’onorevole Pirillo lo illustri, volevo segnalargli – ma non gli sarà sfuggito – che le competenze sono già elencate nelle competenze dell’articolo 47, in particolare al comma 5, questa possibilità per il Consiglio delle autonomie di esprimersi al riguardo.

Perciò, la inviterei a riconsiderare l’emendamento, accogliendo la sua raccomandazione come un fatto positivo.

(Interruzione dell’onorevole Pirillo)

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 47 così come emendato.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 818 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 48 (Princìpi dell’attività amministrativa regionale), comma 3. Si propone di sostituire le parole “stabilisce i principi relativi all’” con le parole “definisce l’”.

Si illustra da sé. Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Contrario perché l’emendamento, collega Tripodi, va contro la delegificazione amministrativa e mortifica anche un po’ l’autonomia organizzativa sia della Giunta che dello stesso Consiglio regionale.

Sulla stessa falsariga, Presidente, sono gli emendamenti successivi a firma Tripodi, che inviterei a ritirare nel loro complesso, se lo ritiene.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 818.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 48 nel suo complesso.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 819 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 49 (Organizzazione amministrativa regionale), comma 1, sostitutivo. Si propone la riformulazione del comma nel modo seguente: “1. La legge regionale detta disposizioni di attuazione dei princìpi che regolano l’organizzazione e l’attività amministrativa, assicurando il raccordo tra gli organi di indirizzo politico e i dirigenti. Nel rispetto dei contratti collettivi di lavoro disciplina il rapporto di impiego e l’accesso presso l’amministrazione regionale.

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 819.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 820 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 49 (Organizzazione amministrativa regionale), comma 2. Si propone di abrogare le parole “ed i Regolamenti di organizzazione”.

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 820.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 49, comma 3: dopo le parole “Agenzie regionali” proseguire con “dotate di autonomia operativa, nell’ambito degli indirizzi fissati dalla Giunta regionale”.

Comma 4: eliminare la parola “tutti”.

Commi 7 e 8: accorpare i due commi.

Titolo VIII: sostituire l’intitolazione con “finanza, bilancio, demanio e patrimonio”.

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 821 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 49 (Organizzazione amministrativa regionale), comma 4. Si propone di sostituire le parole “con gli atti di indirizzo adottati dalla Giunta e, limitatamente al Consiglio regionale, dal Presidente e dall’Ufficio di Presidenza” con le parole “ con la legge regionale”.

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 821.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 822 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 49 (Organizzazione amministrativa regionale), comma 7. Si propone la riformulazione del comma nel modo seguente: “7. La legge disciplina l’organizzazione dei controlli interni; definisce le misure idonee a consentire l’analisi e il controllo dei costi e dei rendimenti dell’attività amministrativa, della gestione e delle decisioni organizzative; individua la corretta quantificazione delle conseguenze finanziarie delle norme di entrata e di spesa.

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 822.

(E’ respinto)

Pongo in votazione l’articolo 49 così come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 50.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 823 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 51 (Ordinamento contabile), comma 4, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “4. Il bilancio preventivo deve essere approvato in ogni caso entro il 31 dicembre e, comunque, entro e non oltre sessanta giorni dall’approvazione della legge Finanziaria nazionale. Ove ciò non dovesse avvenire, si procede allo scioglimento del Consiglio regionale ed all’indizione di nuove elezioni”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Questo emendamento pone il problema della possibilità che, una volta non approvato il bilancio preventivo entro i termini fissati – qui viene detto comunque entro il 31 dicembre e, in ogni caso, entro sessanta giorni dall’approvazione della legge Finanziaria nazionale – si proceda allo scioglimento del Consiglio regionale.

Quest’anno ci siamo trovati, per esempio, nella fattispecie che addirittura il bilancio regionale è stato presentato al Consiglio oltre i sessanta giorni previsti dall’approvazione della legge Finanziaria.

In ogni caso, credo che questo emendamento abbia un valore politico e ritengo che, se il Consiglio regionale è inadempiente e non è in grado di rispettare le scadenze che debbono essere rispettate prima dalla Giunta regionale, debba essere automaticamente sciolto.

Quindi lo mantengo e chiedo un voto per appello nominale.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Il relatore apprezza l’intendimento del proponente, ma naturalmente esprime parere contrario perché questo appare veramente come un emendamento draconiano.

PRESIDENTE

Si proceda alla votazione per appello nominale. Prego, onorevole Pilieci.

Franco PILIECI, Segretario f.f.

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione: presenti e votanti, 40; hanno risposto sì 16; hanno risposto no 24.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Adamo, Amendola, Borrello, Bova, Fava, Fortugno, Guagliardi, Incarnato, Mistorni, Morrone, Napoli, Pacenza, Pirillo, Tommasi, Tripodi M., Tripodi P.;

hanno risposto no i consiglieri: Aiello P., Basile, Chiaravalloti, Chiarella, Crea, Dima, Fedele, Gagliardi, Galati, Gentile, Leone, Mangialavori, Naccarato, Nucera, Occhiuto, Pezzimenti, Pilieci, Pisano, Rizza, Sarra, Senatore, Talarico, Tesoriere, Vescio)

Pongo in votazione l’articolo 51.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 52.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 823 a firma Leone: “Al Titolo VII, dopo l’articolo 52, è inserito il seguente: “1. La Regione può disciplinare, con legge, forme di collaborazione con la Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, integrata da componenti di nomina del Consiglio regionale, ai fini della verifica della regolare gestione finanziaria, dell'efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, nonché a fini informativi e di studio”.

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Presidente, l’emendamento vuole anticipare, almeno in linea di principio, quella che potrebbe essere l’approvazione del disegno di legge La Loggia, con il quale alla Corte dei conti si riconosce la possibilità di rendersi parte diligente all’interno del Consiglio regionale con una forma di collaborazione.

E’ una linea di principio che, laddove poi il disegno di legge può essere approvato, ci trova pronti a recepire la norma stessa e laddove questo non succede, comunque rimane una titolarità del Consiglio proporre o meno il prosieguo di questo articolato.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Bova. Ne ha facoltà.

Giuseppe BOVA

Io non so se ho sentito bene il dire dell’onorevole Leone, ma è un poco singolare, perché abbiamo sproloquiato sul processo e il progetto federalista, Titolo V°, eccetera. Io non credo, a meno che non ci sia un ripristino tout court di un fortissimo centralismo, che una legge nazionale possa obbligare le Regioni ad una collaborazione con le sezioni. Se la proposta di legge nazionale dice che le Regioni possono, il “possono” significa “possono sì” e “possono no”.

Non ho capito le ragioni per cui siamo obbligati a potere sì, cioè non ho visto la ratio, non c’è la ratio di questo. Se me la chiarite, perché altrimenti non cambio opinione rispetto alla discussione che avevamo fatto in Commissione e che ci aveva portato unanimemente ad escludere una conclusione di questo tipo.

La Corte dei conti ora fa un sacco di lavori, collabora con i ministri e così via. Non lo so, non mi pare che queste collaborazioni arricchiscano più di tanto le funzioni della Regione.

Ho una fortissima perplessità. Se me lo argomentate meglio, se lo capisco, ma con questa argomentazione non ci sono ragioni per cambiare opinione rispetto a quanto deciso in Commissione, a meno che non ci siano suggerimenti che noi siamo obbligati ad attuare. Io sugli obblighi non ci vado.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Onorevole Bova, fermo restando che era una linea di principio, se c’è questa richiesta dell’opposizione, io sono comunque favorevole al ritiro.

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Emendamento protocollo 824 a firma Tripodi Michelangelo. Onorevole Tripodi, lo ritira?

(Interruzione)

E’ ritirato.

Emendamento protocollo 825 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 53 (Soggetti privati, enti, aziende e imprese regionali), comma 2 bis, aggiuntivo. Si propone di inserire il seguente comma: “2 bis. La dismissione delle gestioni regionali avviene mediante il trasferimento del patrimonio (partecipazioni azionarie, impianti, immobili, ecc.) all’ente locale territorialmente competente”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Significa, sostanzialmente, che siccome si prevede la dismissione del patrimonio delle partecipazioni regionali ad enti, aziende, partecipazioni azionarie e via dicendo, che questa dismissione avvenga a favore degli enti locali, del sistema delle autonomie e, in questo caso, all’ente locale territorialmente competente.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

E’ già stato ampiamente discusso questo emendamento in Commissione e respinto, quindi il parere è negativo.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 825.

(E’ respinto)

Emendamento protocollo 828 a firma Rizza: “Articolo 53, comma 5, lettera a): aggiungere dopo la parola “regionale” “ove previsto da espresse disposizioni di legge”;

comma 5, lettera b): sopprimere l’intera lettera b)”.

Parere del relatore? Favorevole.

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi Pasquale. Ne ha facoltà.

Pasquale Maria TRIPODI

Il collega Rizza propone, nel suo emendamento, di sopprimere l’intera lettera b) del quinto comma dell’articolo 53. Allora io vorrei capire, ma dal Presidente, prima che dia il parere – questa volta invertiamo un po’ i termini – se noi andiamo a cassare interamente la lettera b), dove il Consiglio regionale approva i bilanci e i programmi generali di sviluppo e di riordino, nonché quelli che prevedono nuovi investimenti e revisioni tariffarie relativi ad enti e aziende regionali. Poi nei punti 8 e 9 lasciamo che i bilanci degli enti e delle aziende dipendenti dalla Regione devono essere presentati al Consiglio prima che inizi la discussione del bilancio e poi con il bilancio regionale sono approvati gli stanziamenti relativi ai bilanci degli enti e delle aziende dipendenti.

Voglio capire se il Consiglio regionale ha una funzione solamente di ratifica di quello che gli enti a lui afferenti presentano come bilancio, oppure ha una verifica di controllo soprattutto sull’andamento delle aziende.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Rizza.

Domenico RIZZA

Questa esigenza era venuta fuori nel corso del Comitato di coordinamento perché è evidente l’esigenza di non caricare la Giunta o il Consiglio di responsabilità che poi sfuggono. Noi quale interesse abbiamo di verificare i bilanci degli enti regionali? Noi sappiamo già, quando ci arrivano i bilanci dell’Arssa e dell’Afor, come li approviamo: ci assumiamo delle responsabilità senza avere un effettivo potere di controllo o comunque senza esercitarlo mai. D’altra parte, la normativa vigente sta andando tutta in questa direzione: ogni ente si approva… , con le responsabilità che ne conseguono.

Noi ingessiamo, certe volte, la vita di enti in attesa della nostra salvifica approvazione e poi che cosa facciamo? Arriva in Consiglio, approvato! E magari ci assumiamo responsabilità che non ci competono.

Ecco qual è la ratio di questo emendamento che è venuto fuori in quella circostanza.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Sul piano politico, le ragioni dell’onorevole Rizza hanno un loro fondamento, ma su questo mi rimetto all’Aula.

(Interruzioni)

Noi abbiamo approvato una normativa con la quale andiamo verso una Regione che si ritira, progressivamente, quindi…

(Interruzione)

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Borrello.

Antonio BORRELLO

Non condivido l’emendamento, perché riguarda enti ed aziende subregionali o di promanazione regionale di cui la nostra Regione è abbondantemente fornita, tra l’altro, però, questa Regione spesso è chiamata a ripianare i debiti che questi enti registrano annualmente.

Ora, una cosa è sottrarre al Consiglio regionale il potere di controllo che si esercita attraverso l’approvazione dei bilanci, preventivi o consuntivi, o dei programmi di investimento e quant’altro, altra cosa è dichiarare l’impotenza o la non volontà di esaminare questi bilanci, per cui togliamo i controlli. Non mi pare che questo possa essere un metodo accettabile. Intanto, attiene alla responsabilità del Consiglio volere o no esercitare questo potere di controllo, ma sottrarlo attraverso una norma statutaria, addirittura, a me sembra assolutamente improponibile, nel senso che non è auspicabile, nella maniera più categorica, che al Consiglio si possa sottrarre l’esercizio di un potere di controllo. Altra cosa è se il Consiglio vuole o no farlo, ma stabilirlo già nello Statuto mi sembra, oggettivamente, eccessivo.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Inviterei i colleghi a rileggere l’articolo 35, lettera f): se noi non approvassimo questa aggiunta, “ove previsto da espresse disposizioni di legge”, entreremmo in contraddizione con la previsione di un articolo già approvato.

Sul secondo comma, pur ritenendone fondate le ragioni politiche, mi rimetto alla valutazione dell’Aula.

(Interruzione dell’onorevole Rizza)

PRESIDENTE

L’onorevole Rizza ritira il secondo comma, quindi pongo in votazione solo il comma 1 dell’emendamento protocollo 828.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 53 così come emendato.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 54.

(E’ approvato)

Pongo in votazione l’articolo 55.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 826 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 56 (Consulta statutaria). Si propone la riformulazione dell’intero articolo nel modo seguente:

“Art. 56 (La Consulta statutaria)

1. La Consulta statutaria è organo di alta consulenza della Regione. E’ composta da sette esperti eletti tra i magistrati delle giurisdizioni ordinaria, amministrativa e contabile, i professori universitari in materie giuridiche, gli avvocati dopo quindici anni di esercizio effettivo della professione, i dirigenti delle pubbliche amministrazioni con quindici anni di funzioni effettive.

2. Cinque componenti sono eletti dal Consiglio regionale e due componenti sono eletti dal Consiglio delle autonomie.

3. Per l’elezione dei componenti è necessaria per ciascuno la maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio regionale e del Consiglio delle autonomie.

4. La Consulta statutaria è autorità indipendente dotata di autonomia organizzativa, amministrativa e contabile; svolge le sue funzioni secondo le disposizioni del proprio regolamento deliberato a maggioranza assoluta dei suoi componenti e pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.

5. Il componente della Consulta statutaria dura in carica cinque anni e non è immediatamente rieleggibile; ha le prerogative e il trattamento del deputato regionale. Il suo ufficio è incompatibile con altre cariche pubbliche, con l’esercizio delle professioni o dell’impresa. Se dipendente pubblico, ha diritto all’aspettativa.

6. La Consulta statutaria elegge tra i suoi componenti il Presidente, che resta in carica per la durata del mandato.

Articolo 56 bis (Le funzioni della Consulta Statutaria)

1. La Consulta statutaria esprime pareri e rende valutazioni, in particolare:

a) sull’interpretazione dello Statuto nei conflitti tra gli organi della Regione e tra la Regione ed il Consiglio delle autonomie;

b) sulla compatibilità di proposte o delibere legislative con lo Statuto;

c) sull’ammissibilità dei referendum e delle iniziative popolari;

d) negli altri casi previsti dallo Statuto.

2. I pareri resi dalla Consulta statutaria sono vincolanti nei casi previsti dallo Statuto.

3. Sui pareri resi dalla Consulta statutaria nelle materie di cui al precedente comma 1, lettera a), il Consiglio regionale può comunque deliberare assumendo le proprie decisioni con la maggioranza assoluta dei suoi componenti”.

Parere del relatore? Contrario. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 826.

(E’ respinto)

Chiede di parlare l’onorevole Napoli. Ne ha facoltà.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Volevo evidenziare un aspetto: l’ultima parte del comma 1 indica che la Consulta si compone, eccetera, e poi individua le categorie che possono essere nominate e, tra queste, indica “tra avvocati con almeno vent’anni di esercizio effettivo della professione”; viceversa, per i professori universitari ordinari in materie giuridiche si indica la misura di quindici anni di carriera.

La proposta che mi sembra di dover avanzare è di mantenere tra l’una e le altre l’identità di anzianità , anche in considerazione del fatto che con solo dodici anni si è abilitati alle magistrature superiori per gli avvocati, quindi prevedere vent’anni mi sembra eccessivo. Io credo che potrebbe essere possibile parificare quindici anni per una e quindici anni per l’altra.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Il riferimento a venti è perché per gli avvocati è già in Costituzione, ché dopo vent’anni possono accedere…

(Interruzione)

Solo dopo vent’anni.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Vent’anni che cosa?

Paolo NACCARATO, relatore

Di esercizio.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Accedere a che cosa?

Paolo NACCARATO, relatore

Alla Corte costituzionale, essere nominati…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Ho capito, però credo che nel caso di specie avere quantificato nella misura di quindici anni per i professori universitari…

Paolo NACCARATO, relatore

Lei vuole evitare la disparità?

Giuseppe Giuliano NAPOLI

…credo che sia giusto equiparare l’una e l’altra.

Paolo NACCARATO, relatore

Ma noi ci siamo uniformati…

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Ho capito, però se uno è abilitato alle magistrature superiori, già molto meno di quindici…

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Napoli, noi ci siamo uniformati alla Costituzione.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Mi sembra che potrebbe essere solo questo aspetto dell’emendamento…

Paolo NACCARATO, relatore

E comunque, semmai, facciamo vent’anni e vent’anni.

(Interruzione)

Sì, c’è anche questa valutazione, in effetti, cioè professori universitari ordinari si diventa molto dopo che non avvocato. Quindi insisterei nella formulazione approvata, onorevole Napoli.

PRESIDENTE

Emendamento protocollo 855 a firma Leone: “Al quinto comma dell’articolo 56, dopo la lettera a), è aggiunta la seguente: “a1) l’interpretazione dello Statuto nei conflitti tra gli organi della Regione e gli enti locali”.

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

E’ un emendamento squisitamente tecnico.

PRESIDENTE

Parere del relatore? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo 855.

(E’ approvato)

L’emendamento protocollo 894 a firma Galati è stato assorbito da quello di Leone.

Pongo in votazione l’articolo 56.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 827 a firma Tripodi Michelangelo: “Articolo 57 (Revisione dello Statuto), comma 1. Si propone di sostituire le parole “a maggioranza assoluta” con le parole “ con il voto dei due terzi”.

La parola all’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

La proposta riguarda le revisioni dello Statuto e si propone che ci sia una maggioranza rafforzata che vada oltre quella assoluta e che, quindi, le revisioni avvengano con il voto dei due terzi dei consiglieri regionali.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Io ritengo che non sia possibile approvare lo Statuto a maggioranza assoluta e poi prevedere una maggioranza diversa per la revisione, quindi la inviterei a ritirarlo, altrimenti il parere è contrario.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 827.

(E’ respinto)

Paolo NACCARATO, relatore

Chiedo scusa, Presidente, in sede di coordinamento formale, per andare incontro anche all’osservazione dell’onorevole Napoli, in effetti lì quell’“effettivo” può suonare strano, allora vorrei l’autorizzazione dell’Aula – sto parlando del 56, comma 1 – se siete d’accordo, in sede di coordinamento formale lo toglieremmo, perché può creare qualche equivoco.

(Interruzione dell’onorevole Napoli)

PRESIDENTE

Lasciamolo com’è stato approvato.

Pongo in votazione l’articolo 57.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 880 a firma Leone: “Il quinto comma dell’articolo 58 è sostituito dal seguente: “5. Gli organi della Regione costituiti alla data di promulgazione del presente Statuto, ai sensi dell’articolo 5, comma 1, della legge costituzionale 22 novembre 1999, n. 1, restano in carica sino all’insediamento degli organi dell’ottava legislatura regionale secondo le modalità stabilite dal medesimo articolo 5, comma 2”.

L’onorevole Leone non è in Aula…

Paolo NACCARATO, relatore

Lo assume il relatore, per cui il parere è favorevole.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento protocollo 880.

(E’ approvato)

Emendamento protocollo 856 a firma Leone.

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Lo ritira, onorevole Leone?

(Interruzione dell’onorevole Leone)

PRESIDENTE

E’ ritirato.

Pongo in votazione l’articolo 58.

(E’ approvato)

Adesso torniamo all’articolo 14, a cui sono stati presentati emendamenti. Il primo è dell’onorevole Pezzimenti.

(Interruzione)

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Presidente, poco prima ho chiesto di sospendere questi due articoli che sono gli ultimi rimasti per quanto riguarda la composizione e il numero dei consiglieri, visto che ci sono tre emendamenti, e l’altro è il problema che avevamo posto, quello dei monogruppi.

Ora le chiederei, se è possibile, se i colleghi sono d’accordo, di sospendere in Aula con i capigruppo di maggioranza e minoranza e vedere se riusciamo a trovare sul primo articolo – poi lo votiamo – e sul secondo articolo – e poi lo votiamo – un minimo di accordo, atteso che questo Statuto…

(Interruzione)

Sì, infatti ho detto uno alla volta.

PRESIDENTE

Quindi sull’articolo 14.

Gianfranco LEONE

Sull’articolo 14 le chiedo una sospensione in Aula e una Conferenza dei capigruppo al tavolo della Presidenza.

PRESIDENTE

Siete d’accordo? Sì. Facciamo un minuto di sospensione, i capigruppo al tavolo della Presidenza.

(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)

La seduta sospesa alle 0,20 è ripresa alle 0,29

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Presidente, la riunione testé conclusa ha formulato un nuovo emendamento completamente sostitutivo e assorbente di tutti quanti gli altri. Lo vorrei leggere all’Aula: “Il Consiglio regionale è composto da 52 membri, oltre il Presidente e il Vicepresidente della Giunta regionale e i candidati a Presidente e Vicepresidente nella lista o gruppo di liste”… “perdenti” – poi lo scriviamo, lo vediamo meglio – “più votate”.

PRESIDENTE

Quindi, al massimo, saranno 52 più 4. Ho capito bene?

Gianfranco LEONE

I quattro sono i due…

(Interruzione)

PRESIDENTE

Va bene.

(Interruzione dell’onorevole Fortugno)

Questo emendamento assorbe tutti gli altri, onorevole Fortugno, è concordato con i capigruppo.

Francesco FORTUGNO

Chi l’ha detto? Quale Regolamento lo dice?!

PRESIDENTE

Non è un Regolamento, i capigruppo qui riuniti al tavolo della Presidenza hanno deciso questo, nel senso che quell’emendamento è il frutto dell’accorpamento di questi altri. E’ un accordo in questo senso.

Francesco FORTUGNO

E non è così.

PRESIDENTE

Allora su quell’emendamento dica la sua.

Francesco FORTUGNO

Io dico l’emendamento, poi lo votate e lo bocciate. Che problema c’è?!

PRESIDENTE

No, dica la sua. Vuole intervenire su questo emendamento che ha proposto l’onorevole Leone? No, lei vuole intervenire sul suo

Francesco FORTUGNO

Sì.

PRESIDENTE

Pongo in votazione…

Francesco FORTUGNO

No, io intervengo sull’emendamento…

PRESIDENTE

Lei deve decidere cosa vuole fare.

Francesco FORTUGNO

Ho deciso già.

PRESIDENTE

Interviene su questo dell’onorevole Leone? Quindi non sul suo.

Francesco FORTUGNO

Va beh, intanto decidete se volete discutere il mio o meno, poi intervengo su quello di Leone.

PRESIDENTE

Gli altri sono assorbiti, questo qua è assorbente di tutti gli altri.

Francesco FORTUGNO

Va beh, allora intervengo su questo.

PRESIDENTE

Prego.

Francesco FORTUGNO

A me questo numero di 56 sembra eccessivo rispetto alle funzioni che devono svolgere i consiglieri regionali. Vista l’ora tarda, comunque, non faccio una relazione in merito, visto che ieri ho relazionato ampiamente su questo punto.

Propongo che il Consiglio regionale sia formato da 40 consiglieri più il Presidente. Su questo chiedo il voto con appello nominale.

PRESIDENTE

Intanto pongo in votazione l’emendamento dell’onorevole Leone, che è stato già chiarito prima.

(E’ approvato)

Lei ha fatto una proposta, onorevole Fortugno…

(Interruzione)

Ma è assorbita da questo, quindi non può essere votata.

Quindi l’articolo 14 è sostituito dall’emendamento dell’onorevole Leone.

Francesco FORTUGNO

Credo che questa non sia democrazia.

PRESIDENTE

E’ democrazia, come no!

Francesco FORTUGNO

Comunque lei non vuole porre ai voti il mio emendamento, non lo faccia, non c’è problema. Io chiedo che sia posto ai voti con appello nominale.

PRESIDENTE

Gliel’ho già detto: l’articolo 14 è stato approvato con l’emendamento sostitutivo dell’onorevole Leone.

C’è un altro articolo…

(Interruzione dell’onorevole Leone)

L’onorevole Leone chiede un’altra interruzione al tavolo della Presidenza per quest’altro articolo. La seduta è sospesa per qualche minuto.

(I capigruppo si portano al banco della Presidenza)

La seduta sospesa alle 0,34 è ripresa alle 0,40

PRESIDENTE

Siamo all’articolo 26, ci sono alcuni emendamenti. Uno è dell’onorevole Leone, l’835 di protocollo. Lo vuole illustrare subito?

Gianfranco LEONE

Lo vorrei leggere, più che illustrare. Intanto ho cassato due parole, quindi ve lo rileggo per come lo riformulo in questo momento: “L’articolo 26, comma 2, è sostituito dal seguente: “I gruppi assembleari possono essere composti da un numero inferiore solo nel caso che gli stessi siano espressione di gruppi parlamentari nazionali, ovvero di liste che abbiano raggiunto alle elezioni regionali la soglia del 5 per cento”.

PRESIDENTE

Ha chiesto di parlare l’onorevole Tripodi. Ne ha facoltà.

Michelangelo TRIPODI

Ho chiesto di intervenire perché credo che questo emendamento non risolva alcuni problemi, ma soprattutto compia una scelta che considero fortemente restrittiva sul terreno della democrazia del Consiglio regionale. Addirittura si prevede , rispetto alla possibilità di costituire gruppi consiliari, una soglia del 5 per cento, che è quasi doppia rispetto a quella che è oggi la possibilità di costituire gruppi alla Camera e al Senato. Un gruppo parlamentare alla Camera dei Deputati è composto da almeno 20 deputati su 630, il che significa all’incirca poco meno del 3 per cento e un gruppo al Senato è costituito da 10 senatori, questo è il Regolamento attuale della Camera e del Senato, su 315 – quindi circa il 3 per cento alla Camera e al Senato della composizione di quella Assemblea consente la costituzione del gruppo parlamentare.

L’onorevole Leone, invece, viene e ci pone la soglia del 5 per cento, quindi c’è, dal mio punto di vista – non sarà così per l’onorevole Leone – una scelta di restringimento del dibattito democratico, del riconoscimento della rappresentanza delle forze politiche che sono presenti sul piano nazionale e sul piano regionale, forze politiche che possono aver raggiunto il 3, il 4 per cento che, secondo la stesura e la proposta dell’onorevole Leone, non avrebbero titolo ad essere rappresentate per costituirsi come gruppo nel Consiglio regionale.

Quindi, io sono totalmente e chiaramente contrario a questa proposta e debbo aggiungere di più: la considero un modo sbagliato per rispondere ad una polemica che c’è stata sulla questione dei monogruppi, in questi mesi, nel dibattito politico e sulla stampa nella regione Calabria.

Perché è una risposta sbagliata? Perché in questi tre anni ci sono stati degli eccessi e degli abusi veri e propri, errori che sono stati compiuti e di cui ognuno di noi, anch’io per la mia parte, si dovrebbe assumere la responsabilità. Ma la risposta agli eccessi che si sono determinati in questi tre anni, che hanno visto la proliferazione di monogruppi che sono espressione non già di forze politiche che hanno rappresentanze che sono presenti sul piano nazionale e che hanno avuto eletti con il raggiungimento del quorum alle elezioni regionali, ma di gruppi che sono stati costituiti largamente ad personam e che non rispondono, quindi, a forze politiche; però, all’eccesso che si è determinato e alla proliferazione che si è determinata in questi anni, si risponde con un’operazione che restringe la rappresentanza ed il pluralismo della rappresentanza consiliare.

Dico chiaramente che sarebbe stato giusto, quantomeno, uniformarsi a quello che è oggi il Regolamento vigente alla Camera e al Senato che consente la costituzione dei gruppi parlamentari dei deputati e dei senatori attraverso certi meccanismi.

Qui si è fatto riferimento a quella necessità, si è detto Camera dei Deputati e Senato della Repubblica e che i gruppi parlamentari nazionali sono un riferimento; sono d’accordo, ma dico che anche qui si dovrebbe fare il ragionamento per come rapportare i gruppi parlamentari nazionali ai gruppi consiliari regionali e quindi le modalità di composizione e di costituzione dovrebbero essere analoghe a quelle della Camera dei Deputati.

Si vuole andare oltre, dopo gli eccessi che si sono determinati, si vuole lanciare l’idea che qui si fa qualcosa di nuovo. Francamente, questa novità che si vuole introdurre tende a colpire alcune forze politiche, come quella che io rappresento. Certamente il Consiglio regionale può assumere tutte le decisioni che ritiene e quindi, ovviamente, può decidere anche di approvare la proposta che ha presentato l’onorevole Leone, dico però che, rispetto agli orientamenti emersi nella Commissione Autoriforma che tendevano a salvaguardare la rappresentanza delle forze politiche presenti in campo nazionale e tendevano a dire che, per quanto riguarda le liste regionali, fissavano una soglia analoga a quella del Parlamento, quella del 3 per cento, che non è una soglia bassa, è la stessa del Parlamento nazionale, quella del 3 per cento, che serve per costituire i gruppi alla Camera e al Senato della Repubblica, addirittura – lo ricordava l’onorevole Guagliardi – Casini ha autorizzato la costituzione del gruppo parlamentare di Rifondazione comunista che ha meno di 20 deputati, proprio perché c’è una rappresentanza nazionale che ha il partito della Rifondazione comunista. Qui, invece, non si prevede alcuna forma di valutazione, di riflessione, non si tiene conto della situazione delle forze politiche, della rappresentanza, del ruolo, dell’impegno delle forze politiche e siccome c’è stato l’eccesso, allora si dice adesso “mettiamo una soglia del 5 per cento”, che io credo addirittura incredibile e sconcertante per chi ha deciso di avanzare questa proposta, che non capisco su quale base, su quali criteri, su quali motivazioni venga fondata e motivata, tant’è che non è stata motivata, è stato solo letto, il 5 per cento non c’è in nessuna parte, in nessun posto.

Debbo dire che, a livello nazionale, esiste uno sbarramento del 4 per cento e quello sbarramento superato da Rifondazione ha consentito la formazione di quel gruppo parlamentare. Non vedo perché non ci si debba, in qualche modo, rapportare a livello nazionale e decidere qui in Calabria, dopo aver fatto tutte le forzature di questo mondo in tanti campi e in tanti settori, il giro di vite, si vuole fare la forzatura, si vuole restringere sul terreno delle rappresentanze politiche.

Io considero un attacco alla democrazia questa proposta che viene presentata dall’onorevole Leone, la considero una scelta grave rispetto al fatto che molte cose pesanti, serie, molte scelte gravi sono state fatte in questi tre anni nella vita della Regione e sicuramente non vi laverete la coscienza, non vi salverete l’anima, onorevole Leone, tentando di cancellare la rappresentanza consiliare di alcune forze politiche e riducendo il dibattito e la dialettica democratica nel Consiglio regionale della Calabria.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Onorevole Tripodi, intanto io non mi devo salvare l’anima da nulla e se eccesso c’è stato, le appartiene tutto! Detto questo, chiariamo questa norma…

(Interruzione dell’onorevole Tripodi M.)

No, appartiene a lei.

(Interruzione dell’onorevole Tripodi M.)

Onorevole Tripodi, l’abbiamo ascoltata in ossequioso silenzio… siccome ha detto che ci sono gli eccessi, l’eccesso è suo.

Vorrei, comunque, illustrare ai colleghi la ratio di questo emendamento, che recita che i gruppi possono essere composti da un numero inferiore solo nel caso che gli stessi siano espressione dei gruppi parlamentari. Ora, per costituire un gruppo parlamentare alla Camera occorrono 20 deputati, al Senato ne occorrono 10, quindi va da sé che una forza politica che in ambito regionale ha un seggio e quindi elegge un consigliere deve avere, necessariamente, la possibilità in seno al Consiglio regionale di rappresentare quella che è la rappresentanza nazionale del suo partito. Diversamente, caro onorevole Tripodi, esiste alla Camera e al Senato un gruppo misto che ha prerogative di rappresentanza anche maggiori di quello dei gruppi normali proprio perché si chiama gruppo misto, i cui componenti – e questo sarà oggetto di Regolamento – partecipano di diritto alle Conferenze dei capigruppo in quanto sottogruppi del gruppo misto.

Pertanto nessuna violazione della libertà politica, né dei partiti, né personale, né dei consiglieri, diciamo le cose come stanno.

Andiamo all’altra parte dell’emendamento, dove fissiamo la soglia del 5 per cento, perché in un clima federalista ci può essere in una regione una lista che non è espressione di nessun partito nazionale che si presenta alle elezioni regionali, che prende il 5 per cento dei consensi, occhio e croce 50 mila, 45 mila voti e che, pertanto, ha di diritto – io ritengo – la necessità di rappresentare quella cittadinanza in seno al Consiglio regionale.

Mi pare che questa sia una ratio che non vìola nessuna libertà e nessun tipo di atteggiamento. Tra l’altro, il 5 per cento – e quindi questa soglia fissata – rappresenta non un consigliere con il numero dei consiglieri previsto nell’articolo che abbiamo votato precedentemente, ma prevede almeno due, se non 2,5 e quindi poi qua scattano altri meccanismi, rappresentanza.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Pisano.

Vincenzo PISANO

Una semplice considerazione, colleghi, e mi riferisco all’aspetto che riguarda la soglia del 5 per cento che è stata posta all’interno di questo emendamento proposto dal collega Leone.

Sostanzialmente, sono favorevole al pluralismo politico, purché questo sia espressione di una ratio politica, nel senso che è vero che siamo in presenza di una legge elettorale che, anche se proporzionale per le Regioni, di fatto non è perfetta. Io sono per il proporzionale puro, con tutte le conseguenze che esso comporta, e mi sono anche espresso sui punti dello Statuto che sono stati votati in coerenza con questo principio.

Non vorrei che si prefigurasse con questo 5 per cento inserito in questo emendamento un punto fermo che riguardi poi la legge elettorale perché, onorevole Naccarato, quando poi lei richiama alla coerenza di un articolato precedentemente votato, potremmo trovarci ad incorrere in questo errore, cioè affermare un principio che poi non può essere cambiato per coerenza di comportamenti.

Perciò, ritengo che l’Aula possa fare una valutazione in ordine a questo presupposto, cioè a dire che questo non costituisca un punto fermo di sbarramento all’interno della legge elettorale.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Fava.

Nuccio FAVA

Personalmente, sono molto sensibile alla riflessioni e alle argomentazioni che ha dato il capogruppo di Forza Italia e sono convinto che, pur dipendendo la condizione della vicenda politica italiana e di quella regionale nostra in particolare da problemi squisitamente politici e non di tipo istituzionale, per l’esigenza di porre un limite alla dispersione delle forze politiche e anche al disordine – non trovo termine più leggero – della costituzione e proliferare dei gruppi nel Consiglio sia importante cercare di darsi una regola. Ma vorrei invitare il Presidente Leone a tenere conto che, come abbiamo fatto poco fa su un tema non meno delicato e significativo, specie nei riflessi del rapporto con l’opinione pubblica per quanto riguarda il numero dei consiglieri regionali, che anche su quest’altra materia sia non meno importante tentare di procedere con lo stesso metodo e di realizzare una larga convergenza sulla scelta che viene realizzata.

Mi permetterei, pertanto, di suggerirle a titolo personale di porre una piccola norma di maggiore attenzione e rispetto in relazione alle esigenze che sono state espresse in maniera molto semplice, cioè di proporre come limite della rappresentanza uno sbarramento al 4 per cento, perché è già un elemento significativo rispetto alla proposta e alle discussioni che abbiamo avuto in discussione e va comunque nella direzione di rafforzare quell’esigenza della rappresentatività delle forze politiche anche regionali, perché se è vero che il 5 per cento rappresenta, grosso modo, una cifra di elettori a cavallo dei 50 mila voti, credo che il 4 per cento possa rappresentare un riferimento elettorale e una rappresentanza non molto consistente, ma certamente significativa, che sarebbe un peccato disperdere.

Perciò, la mia proposta e il mio suggerimento al capogruppo di Forza Italia è di portare al 4 per cento il limite per la rappresentanza che, del resto, è quella misura prevista anche nella legislazione nazionale in questa fase transitoria del nostro sistema politico.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Galati.

Francesco GALATI

Presidente, ripropongo qui in Aula un emendamento che avevo presentato in Commissione e che è stato bocciato, con il quale i gruppi potevano costituirsi se alle elezioni regionali raggiungevano il 4 per cento dei voti validi.

Resto meravigliato per il fatto che il collega Leone, votando contro il mio emendamento in Commissione, ha votato a favore di un emendamento che prevedeva allora il 3 per cento, adesso lo ha portato al 5 per cento…

(Interruzione dell’onorevole Leone)

Ricordo che lei ha votato – che poi abbia fatto la riserva, è un’altra cosa – contro il mio emendamento e ha votato l’emendamento Tripodi che è passato in Commissione. E’ vero, sì o no, onorevole Tripodi?

Ora voglio dire questo: il mio emendamento, in realtà, si limitava a questo, cioè soltanto al 4 per cento per la costituzione dei gruppi ed io prevedevo l’abolizione del secondo comma dove diceva “in via eccezionale possono costituirsi i gruppi anche con il riferimento nazionale”, in coincidenza anche con un emendamento che il Presidente della Giunta regionale aveva presentato che diceva “si possono costituire in gruppi i partiti o le liste che hanno raggiunto o che prendono i tre consiglieri” e chiedeva anche la soppressione del secondo comma dell’articolo, dove si faceva riferimento alle liste nazionali.

Quindi credo che, a questo punto, si possa raggiungere un accordo, onorevole Leone, ed io sono d’accordo a votare l’emendamento dell’onorevole Leone qualora venga almeno accettata la proposta che dal 5 per cento si passi al 4 per cento. Come diceva l’onorevole Fava, un accordo l’abbiamo trovato prima sulla questione del numero dei consiglieri, si può trovare un accordo – e credo non ci sia una grandissima differenza – per arrivare dal 5 per cento al 4 per cento, così votiamo tutti all’unanimità anche questo articolo.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Adamo.:

Nicola ADAMO

Penso che, in sede di esame e approvazione in questa fase di prima lettura della Carta costituzionale dello Statuto, non si poteva fare a meno di normare questo aspetto dell’organizzazione della vita del Consiglio. Sarebbe stato sbagliato se avessimo rinviato tout court al Regolamento, se non altro perché è stato definito dall’onorevole Tripodi un eccesso, se non altro perché è un eccesso della interpretazione della norma e quindi della sua attuazione nell’organizzazione della vita consiliare che in questi anni è venuta emergendo e che ha determinato seri problemi nel rapporto tra cittadini e l’immagine del Consiglio regionale. Per cui penso che una norma che regolamentasse in maniera anche più lineare e confacente con l’esigenza di una rappresentanza politica plurale, ma al tempo stesso di una rappresentanza che stesse dentro una regolamentazione compatibile anche con gli aspetti più strettamente organizzativi, ci fosse.

La ratio che ha illustrato l’onorevole Leone è giusta, a mio avviso, perché ci indica il numero minimo per la formazione dei gruppi, fa il richiamo alle presenze parlamentari nazionali e anche se è opinabile, si sta discutendo su questo tetto percentuale (4-5 per cento), punta, attraverso la fissazione di questo tetto percentuale, al riconoscimento di eventuali liste autonomi regionali che possono essere tali in quanto non aventi anche riferimento nazionale.

Noi dobbiamo essere sgombri, quindi, nel valutare questa questione, sapendo che va separata – la dico così e ve ne chiedo scusa – la questione della rappresentanza politica e delle sue forme di espressione in Consiglio regionale con la questione riguardante e richiamante le strutture speciali. Diciamo le cose per come sono, cioè è altra cosa l’espressione politica di una identità parlamentare regionale rispetto alla consequenzialità che si impone nell’organizzazione attraverso le strutture speciali della vita dei gruppi consiliari. L’eccesso è stato qua.

Se noi lanciamo, attraverso questa via, un segnale di razionalità e di ottimizzazione, penso che facciamo bene. A questo proposito, però, vorrei sollecitare il Consiglio a valutare, oltre che a verificare la disponibilità ala definizione di questa percentuale per come è stato richiamato dall’Aula, a valutare in sede successiva, o in sede regolamentare o di seconda lettura – parlo adesso delle strutture speciali e sganciandola dalla questione dei gruppi – l’eventualità che si riconosca soprattutto in vista di uno Statuto che, in qualche modo, prefiguri una sorta di Carta dei diritti e dei doveri del governo, ma anche dell’opposizione, valutare l’eventualità che si riconosca al candidato Presidente che è arrivato secondo, quindi al capo dell’opposizione, o al Presidente e al Vicepresidente che arrivino secondi, la possibilità di un’organizzazione che lo metta in condizione di pari opportunità con il capo del governo che ha vinto le elezioni.

Ma la sganciamo dalla questione dei gruppi, cioè può succedere il caso che il capo dell’opposizione o i capi dell’opposizione appartengano ad un gruppo che ha una sua identità già costituita e rappresentata nel Consiglio, ciò non impedisce che a quel capo dell’opposizione o a quel Presidente e al Vicepresidente si riconosca comunque un’agibilità, una possibilità tale da poter dirigere la organizzazione della vita dell’opposizione e anche potendo contare su strutture e mezzi che le strutture speciali oggi prevedono. Non è il caso di normarle in sede statutaria, lo si potrà fare tranquillamente o in sede regolamentare riferito alle strutture speciali o valutiamo poi in sede di seconda lettura.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Gagliardi.

Mario Albino GAGLIARDI

Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su questo punto perché avevo presentato un emendamento che, se approvato l’emendamento illustrato dal collega Leone, viene di fatto assorbito. Voglio dire, a tale riguardo, che l’emendamento del collega Leone può darsi sia un punto di equilibrio e quindi nell’ipotesi che venga esaminato favorevolmente dall’Assemblea, venendo ad essere assorbito quello che ho presentato, era giusto che io esponessi il punto di vista.

Credo che la questione dei monogruppi – non sfugge a nessuno – sia stata un po’ al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e alcune volte questa opinione pubblica è stata anche provocata da alcuni comportamenti incoerenti da parte nostra, perché ritengo che bisogna distinguere la difesa delle identità e quindi la visibilità delle identità culturali e politiche da quella che è l’organizzazione dello stesso gruppo da un punto di vista organizzativo e funzionale all’interno della sede del Consiglio regionale.

Credo che il gruppo misto, così come viene anche descritto dal comma 3 dell’articolo 26 in questione, sia di garanzia, per alcuni aspetti che sono stati sollevati dal collega Tripodi, perché d’altra parte la stessa parola “gruppo” fa pensare ad una entità superiore ad uno.

Allora ritengo che, come è a livello parlamentare, nel caso i gruppi parlamentari nazionali non raggiungano un quorum numerico prestabilito – e qualcuno ne citava anche il numero – si dà legittimità alla stessa identità politica, anche se come gruppo confluisse nel gruppo misto. Vi sono state delle espressioni autorevoli di partiti politici o di formazioni politiche ispirate a grandi orizzonti ideali che sono state rappresentate nelle sedi parlamentari nei gruppi misti.

Quindi io ero per cassare il secondo comma dell’articolo 26 che poneva l’entità del gruppo nel numero minimo di tre. Ritengo che, comunque, la proposta di Leone, nella misura in cui fa un espresso riferimento al gruppo parlamentare nazionale o a liste regionali che comunque abbiano ottenuto un consenso in una consultazione in percentuali pari al 5 per cento, meriti un’adeguata valutazione e quindi può essere considerata un punto di equilibrio, rispetto al quale credo, però, che dobbiamo essere anche conseguenti, perché se da una parte non dobbiamo essere vittime di qualunquismi e di populismi, d’altra parte non possiamo non raccogliere alcune di quelle intenzionalità che sono state portate avanti in questi mesi dall’opinione pubblica e dalla società civile e faremmo male a non tenerne conto in sede di approvazione di questa Carta costituzionale.

Per cui se l’Assemblea dovesse ritenere equilibrato il punto di vista del collega Leone, ritengo anche assorbito e quindi, in questo caso, il mio emendamento può essere ritirato.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Devo dare atto all’onorevole Leone che, inizialmente, non ha votato, cioè non ha accettato la proposta che oggi lui ci presenta, perché in Commissione ci fu una sua riserva su una proposta che feci io stesso, questo per onore di cronaca dei fatti. In che senso? Noi discutevamo l’annoso problema sull’onda di un dibattito pubblico che massacrava i monogruppi sulla soluzione e sulle possibilità di soluzione dei problemi. E’ evidente che in quella riunione, che poi fu anche condivisa quasi da tutti, escluso l’onorevole Leone e credo l’onorevole Galati, prevalse un ragionamento su tre direzioni: il diritto a tre consiglieri regionali di poter formare un gruppo, che andava al di là di ogni considerazione; il diritto ad una formazione politica di carattere nazionale. Quando si parla di una formazione politica di carattere nazionale, significa non soltanto il gruppo parlamentare, perché io sono riconosciuto come gruppo parlamentare e ho appena undici deputati, ma avendo superato il quorum del 4 per cento ed essendo un partito organizzato in federazioni, comitati regionali, consiglieri comunali, provinciali e così via, ho una caratteristica nazionale, fu accettata l’idea che un rappresentante di una formazione politica che avesse caratteristiche nazionali, per potersi dispiegare, gli si riconosceva lo status di gruppo. Il terzo elemento è tutto regionalista, perché può succedere che una lista calabrese, lista Calabria, ottenga il 6-7 per cento di voti, poi per la frammentazione che determina il meccanismo maggioritario qualcuno si perde per strada.

Allora era giusto che quei cittadini che hanno votato quella lista, quella formazione politica abbiano un riconoscimento come status di gruppo.

Qual è il concetto che dobbiamo recuperare? Ed è a favore soprattutto dei gruppi minori. Status di gruppo significa che, se vogliamo dare risposte alla politica noi consiglieri regionali per una serie di competenze che abbiamo e per una serie di impegni che abbiamo, c’è bisogno di un supporto che a livello nazionale si chiama finanziamento dei partiti – ed è nobile – lì la politica può essere finanziata ed è nobile, qui no, qui ci viene negato, perché piccoli e brutti anatroccoli, la possibilità di avere strutture e supporti per fare politica nella nostra società. Lo status di gruppo è questo, non è il fatto che due o tre si mettono insieme, è uno strumento di democrazia da dare alle formazioni politiche che concorrono ad elezione a poter dispiegarsi nella politica.

Per cui condivido l’emendamento Leone e credo di considerarlo, per come diceva l’onorevole Adamo, disgiunto da quello che poi sarà il riconoscimento di elezione di un consigliere regionale, che non c’entra niente tra il quorum che si intende raggiungere o lo sbarramento per l’assegnazione e il riconoscimento di essere eletto consigliere regionale da quello di essere riconosciuti come gruppo, due cose distinte che devono fare chiarezza.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Borrello.

Antonio BORRELLO

Il mio intervento è di una semplicità estrema, anche perché molte cose sono state dette e rischio solo di ripetermi. Volevo porre solo un problema, soprattutto al collega Leone che è il proponente di questo emendamento.

Noi ci siamo approcciati a questo Statuto con animo molto sereno, molto distaccato, convinti che la necessità di contemperare le esigenze, il maggior numero di esse possibili, fosse un’esigenza legata non solo alla norma legislativa secondo la quale lo Statuto deve essere approvato dai due terzi del Consiglio, ma soprattutto ad una sorta di sensibilità comune, ben sapendo ognuno di noi che da soli lo Statuto non lo si poteva assolutamente fare.

E’ chiaro che con questo articolo e con l’emendamento, nella sua sostanza, una soluzione a questo problema vituperato dei monogruppi certamente c’è. Io non credo – e sono convinto di questo – che la percentuale di sbarramento, se debba essere il 5 o il 4, possa costituire l’elemento dirimente o dirompente, se volete, rispetto al quale c’è un momento in cui la maggioranza, forte dei numeri che registra all’interno del Consiglio, utilizza questo strumento di essere maggioranza rispetto all’opposizione e quindi forza su una percentuale che poi, se vogliamo quantificarla in termini pratici, significa, collega Leone, che se una forza politica di natura regionale e a proiezione regionale concorre alla competizione elettorale e se ha una differenza di poche migliaia di voti distribuiti sull’intero territorio regionale e quindi la piccolissima differenza che ci potrebbe essere tra il 5 e il 4 per cento sicuramente non può essere questo l’elemento che costringe, per esempio, questo Consiglio questa sera a differenziarsi su un fatto squisitamente formale ma non sostanziale.

(Interruzione)

Non è sostanziale, a meno che, collega Leone – allora te la dico tutta perché ho tentato di fare un intervento di distensione rispetto al problema – non ci sia un retroterra e un retropensiero rispetto al quale questo 5 per cento potrà o dovrà diventare perché se il metodo è questo, io comincio ad avere preoccupazioni, collega Leone e colleghi consiglieri, cioè forzando sul dato dei numeri di una maggioranza, si va avanti fino ad un certo punto per acquisire i due terzi anche sulla votazione finale e poi, però, con un emendamento si forza e bastano i numeri della maggioranza per far passare questo provvedimento.

Credo e mi auguro che non sia questo, a meno che, collega Leone, lei non si assuma la responsabilità – e le chiedo scusa se vado oltre – di dire che in sede di sbarramento – e le parla uno che rispetto allo sbarramento ha già presentato un progetto di legge in fase non sospetta, quando ha proposto già il 5 per cento, quindi non è un problema che può riguardarmi personalmente, per come vedo la questione e per come l’ho impostata anche sul piano non solo politico, ma anche culturale.

Allora invito il collega Leone e tutta la maggioranza affinché si valuti un poco meglio questo aspetto e a questo punto, però, ci vuole un intervento ufficiale in quest’Aula in cui si dica che il problema dello sbarramento sulla legge elettorale sarà altra cosa e che non potrà mai essere legato a questo atteggiamento di questa sera, a questo punto potrebbe anche essere un momento di ulteriore distensione. Diversamente, collega, perdonami, credo che questa grande tragedia, se si dovesse arrivare ad una diminuzione di questo 1 per cento rispetto al 5 proposto, non sia assolutamente qualcosa che possa sconvolgere né l’impostazione nostra né la legge in se stessa, né l’articolo stesso. Cioè il dato politico che emerge da questo articolo è che questo Consiglio si è fatto carico di un problema che ha registrato, probabilmente, anche per accedere alle spinte esterne che provengono in questa direzione e che, quindi, responsabilmente trova e dà una soluzione concreta al problema.

Se questo poi debba essere inficiato da un 4 o da un 5 per cento, credo che sia assolutamente irrilevante rispetto al dato politico di cui oggi siamo tutti protagonisti.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Onorevole Borrello, io ritengo che la legge elettorale …(Interruzione di registrazione)… tra l’altro ho annunciato – qualche collega non lo ricordava bene, ma gliel’ho ricordato poco prima in Aula – quando c’è stata la votazione in Commissione per quanto riguarda la formazione dei gruppi, è solamente un atto di ulteriore coerenza di quelli che sono stati i lavori in Commissione e per quanto riguarda Forza Italia.

Se il discorso lo volete interpretare diversamente, fatelo pure, ma io non ritiro e non sposto una virgola di questo emendamento. Chiederemo poi, eventualmente, il voto nominativo, però su questo non intendo tornare indietro.

(Interruzione)

Ho specificato che la legge elettorale è altra cosa.

PRESIDENTE

Parere del relatore?

Paolo NACCARATO, relatore

Colleghi, intanto è sicuramente disgiunto il problema – e su questo non avrei dubbi, a conferma di quanto diceva l’onorevole Leone, e non mi porrei preoccupazioni – la mia riflessione è un’altra: in un’epoca di federalismo, onorevole Leone, cioè quando andiamo verso una possibilità di far sviluppare nelle realtà locali delle possibilità di crescite indigene cosiddette anche da un punto di vista politico, se una percentuale più alta o più bassa può o meno influenzare in questo senso lo stesso concetto di federalismo, ovvero invece tenerlo un po’ più legato ad una logica centralista, io non ho una risposta a questo, me lo pongo in termini interrogativi e lo offro all’Aula.

Naturalmente il parere del relatore è favorevole all’emendamento dell’onorevole Leone, ma voglio dire all’onorevole Tripodi che ha fatto un intervento molto appassionato che sicuramente io – e non solo io – mi batterò sempre perché lei possa dire fino in fondo le tante e troppe cose che non condivido.

Michelangelo TRIPODI

Presidente, chiedo la votazione per appello nominale.

PRESIDENTE

Si proceda alla votazione per appello nominale. Prego, onorevole Pilieci.

Franco PILIECI, Segretario

Fa la chiama.

Damiano GUAGLIARDI

Per dichiarazione di voto: io mi ero espresso per il sì per suggerire il superamento, ma vista l’ambiguità e la poca chiarezza dei problemi che poneva il collega Borrello, voto no.

Franco PILIECI, Segretario

Fa la chiama.

Michelangelo TRIPODI

Voto no e lo motivo, esprimendo anche una chiara contrarietà, perché credo che il fatto che sia stata presentata questa proposta dall’onorevole Leone, capogruppo di Forza Italia, cercando di far passare l’idea che in questo Consiglio regionale si vuole essere campioni di moralità – perché così mi è parso di capire – mentre…

(Interruzione)

In una situazione nella quale si decide che liste regionali che prendono il 4 e 5 per cento non hanno diritto ad essere rappresentate nel Consiglio regionale attraverso la costituzione dei gruppi e si decide che, a differenza di quanto avviene nel Parlamento nazionale, dove i gruppi parlamentari sono costituiti da deputati che compongono complessivamente almeno il 3 per cento, anzi addirittura – ricordava l’onorevole Guagliardi – molto meno e ci sono gruppi parlamentari come i gruppi della maggioranza che non hanno preso neppure il 4 per cento – e sono gruppi parlamentari – qui si decide, invece, che bisogna avere una lista che consegue a livello regionale il 5 per cento: una cosa inaudita che considero una lesione democratica.

Dispiace che una parte del centro-sinistra anche importante abbia deciso di votare a favore, chiaramente non è un buon annuncio rispetto al futuro soprattutto della legge elettorale, però evidentemente ci sono altre scelte e altre logiche che spesso non comprendiamo. Io, comunque, ribadisco la ferma contrarietà ad una scelta che vuole collocare la Calabria all’avanguardia su un terreno che considero antidemocratico.

Franco PILIECI, Segretario

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione: presenti e votanti, 36; hanno risposto sì 31; hanno risposto no 5. Pertanto l’emendamento Leone è stato approvato.

(E’ approvato)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Adamo, Aiello P., Amendola, Basile, Bova, Chiaravalloti, Chiarella, Crea, Dima, Fedele, Fortugno, Gagliardi, Gentile, Incarnato, Leone, Mangialavori, Mistorni, Naccarato, Napoli, Nucera, Occhiuto, Pacenza, Pezzimenti, Pilieci, Pirillo, Sarra, Senatore, Talarico, Tesoriere, Tommasi, Vescio;

hanno risposto no i consiglieri: Borrello, Fava, Galati, Guagliardi, Tripodi M.)

C’erano altri emendamenti dell’onorevole Galati, Gagliardi, Morrone, Rizza e Fortugno, che il relatore credo sia d’accordo che siano…

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

Francesco GALATI

Io vorrei che si mettesse ai voti la mia proposta, perché vorrei che restasse agli atti del Consiglio questo mio emendamento.

PRESIDENTE

Siccome gli altri sono tutti al secondo comma, sono assorbiti. Questo è primo e secondo, quindi mettiamolo in votazione.

Francesco GALATI

La votazione è diversa.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’emendamento a firma Galati.

(E’ respinto)

Gli altri sono assorbiti. Mettiamo in votazione l’articolo 26 così come emendato…

Paolo NACCARATO, relatore

Con una precisazione, Presidente, altrimenti diventa una ripetizione inutile, che oltretutto era già oggetto di una osservazione dell’onorevole Tripodi: al comma 3, penultimo rigo, le parole “ovvero espressione di gruppi parlamentari nazionali” si intendono cassate, perché l’abbiamo già risolta nel precedente comma, quindi sono abrogate le parole “ovvero espressione di gruppi parlamentari nazionali”.

PRESIDENTE

Pongo in votazione l’articolo 26 così come emendato e cassato di questa ultima parte.

(E’ approvato)

Adesso dobbiamo votare la legge nel suo complesso.

(Interruzione)

Quale preambolo dobbiamo votare?

(Interruzione)

Paolo NACCARATO, relatore

Signor Presidente, onorevoli colleghi, all’inizio della seduta avevamo accantonato due proposte di preambolo, parola non tanto fausta – concordo con l’onorevole Fava – per vedere di esaminarle alla conclusione dei lavori.

Nel corso dell’intera giornata il relatore, anche grazie all’ausilio di altri colleghi, ha cercato di formulare, più che un preambolo, una premessa che potesse tenere conto del senso e anche del corpo della proposta Guagliardi, della stessa proposta Tripodi e delle istanze che venivano dal centro-destra in una formulazione che ho qui e che chiedo al Presidente di acquisire agli atti, pur non chiedendone la votazione, perché anche su questa proposta sotto forma di premessa non sono riuscito, onorevole Fava, a riscontrare un più largo consenso.

Allora inviterei gli onorevoli Tripodi e Guagliardi a ritirare la loro proposta, perché con la premessa che ho fatto mi troverei altrimenti costretto a dare un parere contrario e poiché, invece, nel merito il parere non è contrario perché sono moltissime le cose che non solo condividiamo, ma che sono presenti in questo testo che deposito, ci troveremmo un po’ tutti in una contraddizione.

Purtroppo esprimo il rammarico di non essere riusciti ad avere un più largo consenso su una premessa che forse poteva, in qualche misura, tenere conto di questa esigenza manifestata dai colleghi, con la precisazione che nelle Carte costituzionali non esistono preamboli né premesse, per cui da questo punto di vista sarebbe stata una cosa originale, ma rispetto alla quale il Presidente non era assolutamente contrario in via pregiudiziale.

(Interruzione dell’onorevole Bova)

La deposito soltanto agli atti.

(Interruzione dell’onorevole Bova)

Sì, ci mancherebbe.

(Interruzione dell’onorevole Bova)

No, le dico perché…

(Interruzione dell’onorevole Bova)

Allora ve la leggo…

Domenico RIZZA

Non è che una premessa o un preambolo – come volete chiamarlo – lo approviamo dietro lettura estemporanea dell’autorevolissimo Presidente Naccarato.

(Interruzione)

Se la legge, dobbiamo metterla ai voti, onorevole Bova.

(Interruzione)

Ah, per portarci a conoscenza di quello che ha depositato, perché in queste condizioni, almeno io – e spero il mio gruppo – non voterò…

Giuseppe BOVA

Siccome non è un emendamento, se lo deposita agli atti, bisogna averne contezza, altrimenti com’è che deposita!

(Interruzione dell’onorevole Rizza)

Cioè io non so neanche che c’è scritto.

Paolo NACCARATO, relatore

Onorevole Bova, io non chiedo la votazione su questo documento, mi sono permesso di dirle che, nello sforzo di trovare, in quello spirito che lei conosce, un testo condiviso, l’ho già sottoposto a moltissimi colleghi. Io lo leggo, facciamo prima, ma ne chiedo soltanto l’acquisizione agli atti, cioè che rimanga agli atti che c’era stato questo tentativo.

(Interruzione dell’onorevole Guagliardi)

Se lei e l’onorevole Tripodi ritirate, io neanche ne do lettura.

(Interruzione dell’onorevole Guagliardi)

Lo leggo dopo.

Domenico RIZZA

Prima votiamo la legge, dobbiamo votare la legge nel suo complesso. Il preambolo, premesso…

PRESIDENTE

Siccome questi aspetti erano accantonati…

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

Domenico RIZZA

Se lei lo formula adesso, come emendamento è ricevibile in questo momento?

PRESIDENTE

Leggiamo questo così lo mettiamo agli atti: “La Regione Calabria, istituzione di governo autonomo e rappresentativo delle comunità territoriali, delle donne e degli uomini che vivono nel suo territorio, richiamandosi ai valori della cultura cristiana, al patrimonio del Risorgimento, ai valori ideali e politici della Repubblica come concretizzati nel processo fondativo delle istituzioni repubblicane, ai princìpi di libertà, pluralismo, giustizia sociale, pace e solidarietà, nell’unità ed indivisibilità della Repubblica e nell’ambito dell’Unione europea, adotta il presente Statuto in osservanza della Costituzione e nel rispetto della Carta dei diritti e delle libertà fondamentali dell’Unione europea.

La Regione, nell’ambito del processo di integrazione comunitaria e di sviluppo di più ampie relazioni tra i popoli, si impegna a rafforzare le politiche regionali comunitarie ed a promuovere un ruolo sempre più attivo della Calabria nell’Unione europea;

inoltre, consapevole di essere espressione storica, multietnica e pluriculturale, si propone come terra di accoglienza dei cittadini nel mondo e come ponte di collegamento fra le popolazioni del Mediterraneo e dell’Europa.

Essa opera per la pace e per l’amicizia fra i popoli, prestando il proprio impegno affinché i conflitti e i contrasti siano sempre affrontati e risolti senza il ricorso alle armi;

favorisce la cooperazione internazionale attraverso l’instaurazione di rapporti di solidarietà e di interscambio;

promuove ed attua con le regioni confinanti rapporti di amicizia e di collaborazione;

opera con le altre Regioni per lo sviluppo sociale, economico e democratico del Paese e dell’Europa, nella piena valorizzazione delle tradizioni storiche, civili e culturali delle popolazioni calabresi”.

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Io vorrei capire il contrasto interiore dell’onorevole Naccarato. Poco fa l’ho definito con un nome che non voglio ripetere, ma è un po’ contraddittorio: vorrebbe appoggiare integralmente il mio preambolo, ma non può. Chissà perché non può! Ma provo a dirlo io…

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

Il punto è questo: lei ha detto che condivide integralmente il mio preambolo, però non può per la ragione di Stato.

Paolo NACCARATO, relatore

Mi dispiace, lei ha capito male, collega Guagliardi, io non uso queste terminologie.

Damiano GUAGLIARDI

Chiedo scusa, allora.

Intanto questo era stato presentato dall’onorevole Torchia – e penso anche da altri colleghi – come comma 1 dell’articolo 1, quindi non è neanche un preambolo, era un emendamento integrativo dell’articolo 1. Il tema fondamentale di questo preambolo è che qui si vuole annullare la parola “Resistenza” e Repubblica nata dalla lotta di liberazione.

(Interruzione dell’onorevole Naccarato)

Allora, siccome è tardi, chiedo il voto per appello nominale sul mio preambolo, sul mio emendamento. Bisogna sapere delle culture politiche e sociali che formano il Consiglio regionale chi è d’accordo a mettere una ics sulla storia d’Italia e dire che noi apparteniamo soltanto alla cultura cattolico-cristiana, annullando storia e prospettive di una società multietnica, pluriculturale e plurireligiosa.

(Interruzione dell’onorevole Fava)

PRESIDENTE

Onorevole Fava, non ci sono emendamenti.

Nuccio FAVA

Ho una formulazione sintetica, sono quattro righe: “Il Consiglio regionale della Calabria, richiamandosi al complesso patrimonio storico che ha preceduto e accompagnato la formazione dello Stato unitario culminata nel Risorgimento, richiamandosi ai valori ideali e politici della Repubblica nata dalla Resistenza italiana ed europea, richiamandosi ai contenuti di libertà, pluralismo ed autonomia affermati nella Costituzione e richiamandosi alla tradizione storica, civile, culturale, religiosa e comunitaria delle popolazioni calabresi, adotta il presente Statuto”

Domenico RIZZA

Presidente, sull’ordine dei lavori e per mozione d’ordine.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Rizza.

Domenico RIZZA

Noi abbiamo approvato articolo per articolo la proposta di Statuto regionale redatta dalla Commissione, adesso dobbiamo votare lo Statuto nella sua interezza. Dopodiché si parla di preamboli…

(Interruzioni)

“No, no no”?! E dove c’è scritto…

(Interruzione dell’onorevole Guagliardi)

E’ irricevibile perché non è e non può essere un articolo dello Statuto. Non esiste in Costituzione preambolo, perché il preambolo che abbraccia tutto è nell’articolo 2 dello Statuto, così come nella Costituzione repubblicana è nell’articolo 1 e recita: “L’Italia è una Repubblica fondata…”, eccetera.

Quindi adesso votiamo lo Statuto nella sua interezza.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Napoli.

Giuseppe Giuliano NAPOLI

Signor Presidente, onorevoli colleghi, sin dall’inizio della Costituzione repubblicana, sui preamboli abbiamo avuto problemi; anche in occasione dell’approvazione della Costituzione furono presentati due preamboli, uno dell’onorevole Lucifero e uno dell’onorevole Calamandrei. Entrambi non li troviamo nella Costituzione, credo però che il Presidente Naccarato si era impegnato formalmente con tutti i consiglieri di tradurre, traslare come comma dell’articolo 1 il contenuto del preambolo.

Quindi la discussione che l’onorevole Rizza fa sul punto è fuori luogo, perché egli si sarebbe dovuto alzare nel momento in cui è stata accolta la proposta dell’onorevole Naccarato, quando ha prospettato la proposta.

Io credo che bisogna fare in modo che la proposta venga messa ai voti, dopodiché si vota nel suo complesso lo Statuto.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Naccarato.

Domenico RIZZA

Lei era disattento: io ho subito riflettuto su questa cosa e sono intervenuto.

PRESIDENTE

Non aveva detto questo l’onorevole Naccarato.

Paolo NACCARATO, relatore

Non solo, però per amor del vero, onorevole Napoli, il Presidente si era impegnato solennemente davanti all’Aula di ricercare una possibilità di soluzione, cosa che ho ricercato con tenacia e sono venuto a dirvi che non ci sono riuscito.

(Interruzione)

Vi posso fare una proposta? Possiamo sospendere un minuto e, facendo fare le fotocopie, vi leggete il testo ciascuno? Perché sono convinto che questo è un testo su cui ci possiamo ritrovare tutti. Questa è una soluzione.

La seconda soluzione che vi propongo è che tutti i documenti di premessa, così come li abbiamo proposti, integralmente e senza votarli, li alleghiamo. Io non voglio arrivare ad un voto di contrapposizione fra due documenti che, nella sostanza, dicono cose abbastanza simili e lo spirito soprattutto è abbastanza simile.

Quindi credo che stiamo facendo una differenziazione che finisce con l’essere davvero non capita, oltretutto, dall’opinione pubblica.

Allora vi invito, o decidiamo se questo documento, su cui credo si sia fatto uno sforzo, oppure alleghiamo i documenti così come…

(Interruzioni)

Credo che questa versione contenga – l’ho fatta leggere…

(Interruzione)

L’abbiamo già emendata nel corso della giornata, onorevole Napoli, è già avvenuto questo lavorio. Ora, se ci mettiamo a fare ulteriori emendamenti… e c’è stato anche un autorevole contributo dell’onorevole Tripodi.

(Interruzioni)

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Ieri abbiamo salutato una persona autorevole di questo Consiglio, il cofirmatario di questo emendamento. A me pare che, se io dovessi assumere un impegno così pericoloso di ritirarlo o di non farlo votare, forse farei un affronto allo stesso Torchia, che non è presente in questo momento.

Per cui chiedo che il documento o venga accolto integralmente o si voti.

La seduta sospesa alle 1,50 è ripresa alle 1,55

PRESIDENTE

Colleghi, mi pare che poco fa l’onorevole Napoli diceva che anche nella prima Costituzione i preamboli che erano stati presentati sono stati allegati lì e poi non si è vista traccia. Allora alleghiamo tutti e due i documenti che ci sono e rimangono agli atti.

(Interruzione)

Onorevole Guagliardi, rimangono agli atti come testimonianza, sia il suo che l’altro… pure quello dell’onorevole Tripodi.

Damiano GUAGLIARDI

Presidente, un atto di testimonianza non serve, qui è una scelta ideale e politica dei richiami della storia d’Italia, se siamo d’accordo o no.

PRESIDENTE

Ma non è così, onorevole Guagliardi, li alleghiamo agli atti e votiamo la legge nel suo complesso.

Damiano GUAGLIARDI

No, Presidente, chiedo che si voti il preambolo.

PRESIDENTE

Mettiamo in votazione il preambolo che ha presentato l’onorevole Guagliardi.

Damiano GUAGLIARDI

Per appello nominale, Presidente.

PRESIDENTE

Si proceda alla votazione per appello nominale.

Giovanni DIMA, assessore all’Agricoltura

Presidente, vorrei prima sapere se è ricevibile dalla Presidenza…

PRESIDENTE

Era già presentato ed è ricevibile.

Giovanni DIMA, assessore all’Agricoltura

No, la semplice presentazione non presuppone…

PRESIDENTE

Come premessa era stato presentato.

Giovanni DIMA, assessore all’Agricoltura

Ma è giuridicamente e tecnicamente possibile?

PRESIDENTE

Tecnicamente è possibile.

Domenico RIZZA

Allora mettiamo ai voti anche l’altra proposta dell’onorevole Naccarato.

PRESIDENTE

Onorevole Rizza, li mettiamo ai voti tutti, uno per uno; c’è anche quello dell’onorevole Tripodi, prima questo dell’onorevole Guagliardi.

Alberto SARRA

Presidente, com’è possibile ricevere una sorta di emendamento che non è emendamento?!

PRESIDENTE

E’ un emendamento perché avevano chiesto che fosse inserito all’articolo 1, l’avevano proposto sotto questo punto di vista.

Alberto SARRA

Quindi come emendamento all’articolo 1?

PRESIDENTE

Certo. Prego, onorevole Pilieci.

Franco PILIECI, Segretario

Fa la chiama.

Giuseppe BOVA

Noi – ed io personalmente – condividiamo l’ispirazione che viene espressa dalla proposta che fanno sia il consigliere Guagliardi che il consigliere Tripodi, i princìpi, i valori, le sottolineature che vengono fatte sono da noi condivise e quindi esprimeremo un voto favorevole. Comunque il nostro è un atteggiamento convinto su questo, così come il lavoro che abbiamo svolto rispetto allo Statuto.

Quindi il voto che, per quanto mi riguarda, esprimo e credo riguardi anche il mio gruppo non è in alcun modo in antitesi con quello che esprimeremo sul complesso dello Statuto, perché anticipo che sullo Statuto esprimeremo un voto positivo come su questo, cioè da un lato sottolineiamo il nostro convincimento sull’impostazione quale veniva espressa dai consiglieri Guagliardi e Tripodi, al contempo anticipo – e poi mi esprimerò formalmente – che, al di là di come si esprimerà l’Aula su questo, anche la differenza di voto non comporterà in alcun modo una nostra valutazione differente rispetto al lavoro che abbiamo fatto sullo Statuto.

Nuccio FAVA

Vorrei fare una breve dichiarazione di voto. Confesso che mi sorprende un po’ questa spaccatura che si sta verificando su questa materia, che mi rende anche perplesso sul lavoro che nell’insieme abbiamo cercato di fare sullo Statuto.

Tutti quanti avvertiamo oggi, nella difficoltà e nella crisi del Paese, un problema di mancanza di memoria: un Paese senza memoria, diciamo tutti con varie accentuazioni, è un Paese destinato a non avere un futuro. Io ho cinque figli, vedo loro direttamente – e non meno dei loro amici – li trovo interamente smarriti e confusi, come in occasione del 25 aprile, dell’anniversario di Moro e così via, né ritengo che basti l’inno di Mameli, pur cantato dai nostri calciatori della nazionale.

Allora, in un momento così complesso di transizione difficile, credo che un atto importante come quello dello Statuto non possa non avere un riferimento al complesso della tradizione storica, culturale, civile, politica a cui ci si richiama e sono favorevole, ovviamente, anche all’impostazione del documento Guagliardi-Torchia, ma ne vedo una formulazione più efficace e più sintetica, quindi anche più immediatamente comprensibile, in quella formulata dall’onorevole Tripodi.

Pertanto mi astengo solo per questa ragione sul documento Torchia-Guagliardi e annuncio il mio voto favorevole alla formulazione del documento Tripodi.

Gianfranco LEONE

Il mio voto è contrario e comunque, facendo riferimento anche a quelle che sono state le argomentazioni dell’onorevole Napoli, oltre che nel merito, ritengo che nessun documento debba essere, se non in una forma di allegato, messo insieme alla Carta statutaria della Calabria. Il voto è no.

Giovanni NUCERA

Appare molto difficile non condividere i contenuti del documento di questa che alcuni hanno chiamato preambolo e che io definisco lettera di intenti, dichiarazione, volontà di esplicitare il contenuto di un riferimento che ha come base uno Statuto, quindi un documento molto importante della Carta costituzionale calabrese. Appare molto difficile perché, se è vero che come presupposto che ha ispirato i proponenti del documento vi è un momento di tattica e di strategia squisitamente politica, è anche vero che su quei contenuti ci siamo un po’ formati tutti; ci sono riflessioni, parole, frasi, espressioni che appartengono alla coscienza di ognuno di noi, alla nostra morale, al nostro modo di intendere, di essere e di testimoniare il nostro servizio in politica.

Per cui, al di là di quello che può essere il tatticismo momentaneo, la presa di coscienza più o meno sentita o forte, c’è un atto di riflessione a cui ognuno di noi si deve sottoporre e io credo in quei valori, che sono i valori che hanno formato intere generazioni, della nostra libertà, della nostra coscienza e della nostra formazione.

Non me la sento di esprimere un voto negativo rispetto a quei valori, ma proprio perché so che in questo momento essi rappresentano un momento di strumentalizzazione politica, annuncio da consigliere regionale, libero nella mia espressione in quest’Aula, la mia astensione.

Roberto OCCHIUTO

Annuncio il mio voto contrario a questa premessa perché ritengo che la formulazione della premessa, prima rappresentata dall’onorevole Naccarato, renda conto meglio del complesso dei valori culturali e storici che debbono stare a premessa dello Statuto che approviamo.

Per cui, esprimendo il voto contrario a questo documento, anticipo il mio voto favorevole a quello prima letto dal Presidente Fedele e che mi pare sia a firma del Presidente Naccarato.

Diego Antonio TOMMASI

L’emendamento Guagliardi-Torchia credo che poteva essere la cornice di un lavoro lungo che abbiamo fatto in Commissione autoriforma e in Aula. Quanto scritto dai colleghi, al di là di un richiamo storico, credo che tocchi dei punti importanti sui princìpi, parla di sviluppo ecosostenibile, della inalienabilità delle risorse idriche del sottosuolo, credo che vada a sancire la strada maestra su come fondare tutta la vita democratica di questa nostra Regione. Quindi non è soltanto un discorso ideologico, è un discorso di programma di questa Carta costituzionale.

Credo che ai colleghi della maggioranza preoccupi più la seconda parte che la parte politica e storica di questo preambolo. Credo che il liberismo che interpretate con la bocciatura di questo emendamento si evidenzi tutto, anche il ruolo che si intende dare alle rappresentanze politiche e credo che anche su questo dovremo discutere, perché l’orientamento che questa maggioranza ha dimostrato e sta tentando di portare avanti è una recessione delle rappresentanze e del pluralismo politico in questa Regione. Questo non lo possiamo permettere non nell’immediato, ma per le generazioni che verranno dopo di noi.

Quindi come gruppo dei Verdi votiamo a favore di questo emendamento, preannunciando che, nonostante gli sforzi, nonostante alcune segnalazioni, alcuni emendamenti approvati dal nostro gruppo, questo emendamento pregiudicherà il nostro voto sull’intero Statuto.

Egidio CHIARELLA

Il voto è contrario perché nel preambolo presentato dal Presidente Naccarato c’era l’essenza del discorso politico alto che l’Aula doveva cogliere, per rendere più forte lo Statuto. La presentazione del preambolo Guagliardi, in realtà, ha voluto strumentalizzare questo momento così importante; ciò che il Presidente Naccarato aveva annunciato, invece, ne coglieva l’essenza principale nel rispetto di tutte le storie politiche che sono rappresentate in quest’Aula. Quindi voto no.

PRESIDENTE

Comunico l’esito della votazione: hanno risposto sì ,13; hanno risposto no, 21; astenuti, 4.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Adamo, Amendola, Borrello, Bova, Fortugno, Guagliardi, Incarnato, Mistorni, Napoli, Pacenza, Tommasi, Tripodi M., Tripodi P.;

hanno risposto no i consiglieri: Aiello P., Basile, Chiaravalloti, Chiarella, Crea, Dima, Fedele, Gentile, Leone, Mangialavori, Naccarato, Occhiuto, Pezzimenti, Pilieci, Pisano, Rizza, Sarra, Senatore, Talarico, Tesoriere, Vescio;

si sono astenuti i consiglieri Fava, Gagliardi, Galati, Nucera)

Adesso abbiamo l’emendamento dell’onorevole Tripodi…

Michelangelo TRIPODI

Presidente, chiedo la stessa procedura, l’appello nominale.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Pilieci.

Franco PILIECI, Segretario

Fa la chiama.

Damiano GUAGLIARDI

Approfitto per una dichiarazione per segnalare a questo Consiglio che qui nessuno ha voluto strumentalizzare il momento. Io credo che ci sia nella coscienza di chi voleva votare e non può un’azione…

(Interruzione)

Fa male sentirsi dire che strumentalizziamo un argomento così forte come la storia d’Italia e ci sono i signori che hanno il non coraggio, i “Pilati” delle situazioni, gli struzzi della situazione che dicono belle parole e non hanno il coraggio di votare sì.

Per questo continuo a votare a favore dell’emendamento dell’onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Per dichiarazione di voto, se è possibile esercitare la democrazia in questo Consiglio regionale, visto che avete deciso che la parola “Resistenza” rappresenta un tabù impronunciabile nel Consiglio regionale.

Io credo che, evidentemente, stasera abbiamo non toccato, sfondato il fondo perché, al di là delle belle parole che vi sentiamo dire in alcune occasioni e celebrazioni, avete respinto un emendamento che dice “richiamiamo il patrimonio storico del Risorgimento” – e non so se ci sono obiezioni su questo terreno – “richiamiamo i valori ideali e politici della Repubblica nata dalla Resistenza”. Evidentemente non riconoscete i valori della Repubblica nata dalla Resistenza, prevale certamente la parte retriva, reazionaria, gli eredi del fascismo che impongono che non si possa parlare di Resistenza e liberazione, evidentemente non si vuole richiamare ai contenuti di libertà, pluralismo e autonomia affermati dalla Costituzione.

Questa è la proposta: siccome siamo e continuiamo ad essere antifascisti…

(Interruzione)

Siccome anche tu, Rizza, hai potuto parlare e continui a parlare perché la Resistenza ha dato la libertà a questo Paese e ha garantito gli istituti…

Maddalena BASILE

Gli americani, non la Resistenza!

Michelangelo TRIPODI

…della democrazia della Costituzione…

Maddalena BASILE

Amico, impara la storia!

Michelangelo TRIPODI

…allora credo che sia stata una vera e propria sceneggiata questa che avete fatto stasera.

PRESIDENTE

Stiamo dando uno spettacolo veramente indecente! Si avvii alla conclusione, onorevole Tripodi.

Michelangelo TRIPODI

Per cui trovo che abbiamo scritto una pagina nera e credo che la vicenda conclusiva legata a questo preambolo che è stato accantonato una vita, prima in Commissione e poi in Consiglio, rappresenti in qualche modo la ciliegina sulla torta. Si è arrivati a fare alcune scelte…

(Interruzione di registrazione)

Si è voluto forzare e, alla fine, si è deciso che non possono trovare spazio, sono indecenti e indecorose la parole “liberazione” e “Resistenza” scritte nello Statuto della Regione Calabria.

Mi auguro che quello che si fa oggi, in qualche modo, venga ripagato nel futuro perché una cosa è certa e sicura: questo doveva essere uno Statuto, una regola che doveva valere a lungo, perché costruito sulla base di una larga condivisione. Io mi auguro che, se dovesse capitare la ventura che il centro-sinistra dovesse qualche volta vincere le elezioni, quantomeno questa ferita grave, non dico altre, che voi avete voluto infliggere alla coscienza democratica dei calabresi venga sanata.

Franco PILIECI, Segretario

Fa la chiama.

PRESIDENTE

Comunico il risultato della votazione: hanno risposto sì, 17; hanno risposto no, 21; astenuti, 2.

(E’ respinto)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Adamo, Amendola, Borrello, Bova, Fava, Fortugno, Galati, Guagliardi, Incarnato, Mistorni, Morrone, Napoli, Pacenza, Pirillo, Tommasi, Tripodi M., Tripodi P.;

hanno risposto no i consiglieri: Aiello P., Basile, Chiaravalloti, Chiarella, Crea, Dima, Fedele, Gentile, Leone, Mangialavori, Naccarato, Occhiuto, Pezzimenti, Pilieci, Pisano, Rizza, Sarra, Senatore, Talarico, Tesoriere, Vescio;

si sono astenuti i consiglieri Gagliardi, Nucera)

(Interruzioni)

L’avevamo annunciato e letto.

Paolo NACCARATO, relatore

Innanzitutto, colleghi, voglio richiamare alla vostra attenzione che l’onorevole Tripodi credo sia andato veramente un po’ al di là, intanto perché noi abbiamo depositato – e ne ha dato lettura il Presidente – un documento che, a un certo punto – leggo solo mezzo rigo – dice “ai valori ideali e politici della Repubblica come concretizzati nel processo fondativo dell’istituzione repubblicana” – poi l’onorevole Tripodi in privato mi spiegherà, dal suo punto di vista, cosa vuol dire – e quindi alimentare e agitare strumentalmente una polemica inesistente mi sembra davvero inopportuno in questo momento e in questa fase conclusiva dei nostri lavori.

Signor Presidente, se il collega Rizza è d’accordo, tenendo un filo di coerenza con le cose che abbiamo detto, chiederei ai colleghi di non insistere nella votazione di questo documento nel quale – lo voglio dire – si riconosce la maggioranza di quest’Aula e che noi lasciamo agli atti. E perché lo lasciamo agli atti? In quanto valuteremo e ci riserveremo se possa costituire in sede successiva il riferimento eventualmente da condividere – noi lo auspichiamo – per una premessa che si può successivamente introdurre.

Da questo punto di vista – e quindi consegno il documento – anticipo, così non prendo poi la parola in sede di dichiarazione di voto perché passiamo, da qui a qualche minuto, alla votazione finale dello Statuto, abbiamo fatto davvero tutti insieme uno sforzo di particolare significato e io ho rispetto e parole di apprezzamento per il lavoro di tutti i consiglieri regionali perché è stato manifestato davvero un impegno serio di altissimo livello, e questo va a merito di questa assise. E’ stato fatto un lavoro approfondito che avrà seguiti nazionali e questo deve essere motivo di orgoglio per questa assise, per il Presidente della Giunta regionale, per il Presidente del Consiglio, per il centro-sinistra e per il centro-destra.

Ora noi abbiamo l’ultimo voto da fare e qui mi rivolgo davvero alla cortesia di ciascun collega, ricordando una cosa che ho detto in premessa: il risultato che abbiamo portato all’attenzione dell’Aula ieri e oggi è frutto di un lavoro lungo, nel corso del quale sono stati recepiti emendamenti praticamente di tutti le parti politiche e quindi c’è stato un arricchimento vero di questo lavoro, non fittizio, non finto. Questa cosa è una cosa che va valorizzata nel momento del voto conclusivo.

In questo senso invito quest’Aula a fare uno sforzo autentico di partecipazione e di condivisione, dandone testimonianza nell’unico modo in cui può essere, plastico, anche alla pubblica opinione di tutta la Calabria, votando con il voto conclusivo all’unanimità la proposta di legge di riforma statutaria oggetto del nostro esame.

PRESIDENTE

Mettiamo in votazione e per dichiarazione di voto poi ognuno interviene.

Mario Albino GAGLIARDI

Una questione di principio che potrei anche porre in termini personali.

Io volevo pregare il Presidente Naccarato, invece di sottoporre all’esame e quindi al voto dell’Assemblea il documento, perché davvero sarebbe strano se noi chiudessimo questa seduta prestigiosa non esprimendo un giudizio di valore sui contenuti, perché io che mi sono astenuto, ma molti colleghi che hanno anche votato contro non hanno votato contro i valori che sono stati citati. E qui dobbiamo fare un chiarimento, perché il valore della Resistenza nessuno lo può mettere in discussione, nemmeno coloro i quali possono essere stati dall’altra parte nel momento storico in cui è avvenuto e nessuno di noi credo che sia stato attivamente coinvolto.

Quello che Tripodi deve comprendere una volta per tutte è che il valore della Resistenza non può essere usato in termini di disvalore, perché nel momento in cui il valore della Resistenza è fondante – e qui gli amici di Alleanza nazionale devono avere la comprensione di comprenderne il valore anche per loro, perché la Resistenza è una ferita in questa nazione, però…

(Interruzione)

Su questo chiedo scusa, altrimenti io ritiro, perché non mi sono astenuto perché non condivido…

PRESIDENTE

Onorevole Gagliardi, si è fatto un po’ tardi, se può accelerare…

Mario Albino GAGLIARDI

Faccio la mozione d’ordine. Voglio dire ai colleghi di questa maggioranza che sbagliamo a non votare, invece noi dobbiamo pregare il Presidente Naccarato a sottoporre al voto quel documento perché lo riteniamo esemplificativo di una posizione che è stata espressa qui devo dire non strumentalmente, non voglio usare questa parola pesante perché credo che anche gli autori non volessero inizialmente, ma il contesto nel quale è stato posto ha rischiato una incomprensione, perché io non ho difficoltà, collega Guagliardi, a dire di essere fervente antifascista, anche perché figlio di un artigiano democratico-cristiano che si è fatto dei giorni di galera per aver militato nel piccolo paese di Saracena all’interno di questo modello culturale che è la Resistenza ad una dittatura. Affermando questo, però, non ritengo di porre in essere un atteggiamento di chiusura o di clava storica nei confronti di altri colleghi che nel merito possono avere una concezione diversa, ma senza negare il valore della Resistenza.

Allora su questo problema che è stato introdotto malamente da alcuni colleghi, perché su alcuni valori di carattere universale non si possono chiedere schieramenti in questo tipo di contesto, io chiedo che quel documento che il Presidente Naccarato aveva illustrato ed è a motivo – io credo – del voto contrario della quasi totalità dei colleghi del centro-destra, comunque è a fondamento del mio voto di astensione, altrimenti il mio voto di astensione mi metterebbe in imbarazzo perché io non sono astenuto sui valori, mi sono astenuto sul metodo con cui quei valori sono stati posti o, meglio ancora, l’enucleazione di quei valori che sono stati posti perché ritengo – e qui certe volte l’antifascismo è uguale a un certo tipo di fascismo, così come l’antimafia molto spesso ha comportato anche un atteggiamento…

PRESIDENTE

Onorevole Gagliardi, la sua proposta l’abbiamo ascoltata.

Mario Albino GAGLIARDI

Presidente, su questo possiamo decidere di aggiornarci, ma su queste questioni non possiamo essere…

PRESIDENTE

Ma lei ha fatto il suo intervento e abbiamo capito.

Mario Albino GAGLIARDI

E voglio anche motivare, perché rispetto a questo, se per caso nel centro-destra ci deve essere anche un chiarimento, Presidente Naccarato, credo che abbiamo il dovere di essere leali nella coalizione, ma non possiamo certamente annacquare le tradizioni rispettive, perché siamo all’interno di una coalizione e certamente la mia tradizione è diversa. Io non la voglio qualificare, collega Tripodi, perché i valori non hanno pagelle, appartengono alla coscienza civile, democratica e soprattutto alla coscienza dei valori che appartengono a ciascuno di noi. Anche Alleanza nazionale deve comprendere che, se è vero che si è fatto un percorso dopo Fiuggi, certamente il giudizio di Alleanza nazionale sulla Resistenza deve essere diverso dal giudizio che il Movimento sociale affermava sulla Resistenza, perché io sono alleato leale con Alleanza nazionale, ma non sarò mai alleato del Movimento sociale o della Fiamma tricolore.

Queste cose, Presidente, però non sono superflue, perché se dovessero essere ritenute superflue, davvero manchiamo ai nostri doveri costituzionali e sarebbe strano se venissimo meno a questi doveri costituzionali, nel momento in cui abbiamo la pretesa di regalare e di dare alla Calabria la nuova Carta costituzionale che in Calabria non può che essere nel solco della tradizione dei valori della Repubblica che è fondata sulla Resistenza.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Presidente, volevo rimarcare, sottolineare quello che era stato l’intervento dell’onorevole Naccarato, il quale nel rispondere e nel testimoniare che attraverso questo documento non si disconosceva nessuno un pezzo di storia né della Costituzione né della Repubblica, eccetera, si auspicava che, essendo oggi in prima lettura, si potesse poi riprendere nella seconda lettura, magari con un coinvolgimento generale di tutto quanto il Consiglio anche su questo preambolo che, mi rendo conto, cade in un momento di ora tarda e dopo una giornata di lavoro. Per cui sarebbe opportuno che, raccogliendo questo aspetto positivo del Presidente Naccarato, noi prendessimo del tempo, con la raccomandazione che per il momento rimane agli atti e poi, in seconda lettura, daremo corso eventualmente ad una condivisione più generale, possiamo passare finalmente alla votazione di tutto quanto.

PRESIDENTE

La parola all’onorevole Sarra.

Alberto SARRA

E’ assolutamente in positivo, recuperando quanto ha evidenziato da par suo l’onorevole Naccarato nella qualità di relatore e anche quanto emerso dagli interventi dei colleghi che hanno preceduto questo mio, richiamando bene tutti al ruolo di responsabilità che è stato svolto in Consiglio da tutte le forze, ma devo dire con assoluto rispetto del ruolo del Consiglio e di quello che questa Carta fondamentale che stiamo approvando evidenzia in questa sede e in un panorama che va al di là e al di sopra di questa sede, credo che bisogna parlare anche qui di metodo. Noi non siamo contrari a quanto è stato detto, siamo assolutamente contrari al metodo, che non è previsto in nessuna Carta fondamentale, ivi compresa la Carta fondamentale del nostro ordinamento che è la Costituzione.

Ebbene, se – come bene ha detto l’onorevole Naccarato – arriveremo ad una stabilità, a quella che viene definita tellus, stabilità, credo che prima di arrivare a questo bisogna riuscire a porre in essere una disciplina augusta, diversamente assistiamo a dei casi in cui viene evidenziato un comportamento varius, multiplex e multiformis, ma questo poco ha a che fare con la disciplina augusta che tutto il Consiglio, e primo fra tutti Alleanza nazionale, ha posto in essere nel lavoro di stasera e in tutte le Commissioni in cui siamo stati presenti.

PRESIDENTE

Mettiamo in votazione la legge nel suo complesso…

(Interruzioni)

Come procediamo? Votiamo, chi vuole fare la dichiarazione di voto la fa.

(Interruzioni)

Possiamo votare anche per appello nominale.

(Interruzioni)

Votiamo per appello nominale, così chi vuole fare la dichiarazione di voto la fa. Vi pregherei soltanto di considerare che sono le 2,30…

(Interruzioni)

Onorevole Pilieci, dichiarazione di voto singolarmente.

Gianfranco LEONE

Presidente, posso sottoporre all’Aula una riflessione e poi ognuno deciderà?

PRESIDENTE

Prego, onorevole Leone.

Gianfranco LEONE

Essendo in prima lettura, se facciamo le dichiarazioni di voto oggi, se siete d’accordo, ma se si può convergere su questa cosa, le dichiarazioni di voto suggerirei di farle nella seconda lettura, ché mi sembra sia poi un discorso definitivo.

PRESIDENTE

E’ parziale adesso la cosa.

(Interruzioni)

Gianfranco LEONE

Sì, magari questa diversificazione, ma la conteniamo; poi la vera dichiarazione di voto facciamola successivamente alla seconda lettura.

PRESIDENTE

Prego, onorevole Pilieci.

Franco PILIECI, Segretario.

Fa la chiama.

Nuccio FAVA

Una breve dichiarazione per dire che con molto rammarico mi astengo sulla votazione perché gli ultimi avvenimenti mi hanno molto turbato e spero che questa mia astensione possa modificarsi e diventare un voto positivo nella seconda lettura, però oggi assolutamente non potrei fare diversamente e pertanto mi astengo.

Damiano GUAGLIARDI

Io chiamerei il nostro Statuto “Statuto della Regione Calabria, elogio dell’ipocrisia”, perché anche gli ultimi interventi sono stati un elogio dell’ipocrisia.

(Interruzione)

Stavo dicendo che chiamerei questo Statuto “Statuto della Regione Calabria, ovvero elogio dell’ipocrisia”, perché qui è stato tutto un atto di ipocrisia.

Io ero contrario allo spirito del presidenzialismo – e lo sono – sono stato fortemente contrario alla Vicepresidenza, l’ho chiamato “mostro della Vicepresidenza”, c’erano altre cose che non mi andavano, ma c’era un tentativo di trovare le ragioni per votarlo questo Statuto, ragioni che erano un semplice documento di intenti in cui ci richiamavamo alla nostra storia, tracciavamo un nostro percorso e dicevamo le cose che volevamo fare. L’ipocrisia di nascondere attraverso gli arzigogolii che fa il Presidente Naccarato che, per parlare di Resistenza, usa tante terminologie mi inducono a votare no e voto no a questo Statuto sapendo che è un elogio all’ipocrisia. Qui si sono dette delle cose, ma si sono volute camuffare, nascondere, veli, controveli, sopraveli, sottoveli, per cui il calabrese non sa cosa abbiamo votato.

Diego Antonio TOMMASI

Presidente, colleghi, il gruppo che ho l’onore di rappresentare in Commissione autoriforma aveva fatto un’astensione tecnica. Questi due giorni di lavoro non hanno dissipato tutti i dubbi che noi avevamo, ma sicuramente le proposte che come gruppo ho presentato hanno trovato accoglimento in questo Statuto che si caratterizza fortemente per quanto riguarda l’ambiente, la tutela dei diritti degli animali.

E’ un voto favorevole, oggi, in attesa di aprire la discussione sulla legge elettorale. Le premesse non ci convincono, il nostro voto sarà favorevole oggi e alla seconda lettura, auspicando – non vuole essere una minaccia perché non lo è – che si inizi immediatamente il lavoro sulla legge elettorale, Statuto e legge elettorale devono camminare a braccetto, quindi è un voto di fiducia al Presidente Naccarato per la legge elettorale, un voto positivo allo Statuto, fermo restando che, per quanto riguarda lo Statuto, sicuramente i Verdi saranno fra i promotori di un referendum di conferma di questo Statuto.

Michelangelo TRIPODI

Una breve dichiarazione di voto per motivare rispetto al voto di astensione che avevo espresso in Commissione un voto contrario allo Statuto.

Credo che il testo che viene approvato peggiori il lavoro della Commissione, il dibattito finale sulla questione del preambolo ha dato anche la misura, il parametro della situazione anche politica nella quale si è decisa l’approvazione e si vara lo Statuto del Consiglio regionale.

Debbo dire che, accanto a questo, c’è una valutazione sulle modalità, sull’andamento dei lavori. Io credo che, anche rispetto alle proposte di emendamento presentate su questioni importanti che riproponevano emendamenti già respinti in Commissione, si sia mantenuto un atteggiamento di chiusura e di assoluta contrarietà. Io avevo espresso un’astensione tecnica proprio perché ritenevo di affidare al Consiglio regionale una risposta positiva ad alcune questioni, su punti politici che voglio ricordare brevemente: dagli immigrati, alla questione dei diritti, al problema…

PRESIDENTE

Onorevole Tripodi, i colleghi stanno andando via. Se si avvia a conclusione…

Michelangelo TRIPODI

Posso completare, Presidente?

(Interruzione)

No, possono andare, hanno votato, ormai mi pare manchino due o tre voti.

PRESIDENTE

Io sarò qui con lei fino alla fine, non si preoccupi!

Michelangelo TRIPODI

Sulla questione dei diritti degli immigrati…

(Interruzione del Presidente Fedele)

No, probabilmente si emoziona qualcuno che vuole che finisca di parlare! Mi sembra molto strana questa cosa perché si ripete, peraltro, Presidente.

Quindi su queste questioni dei gruppi consiliari, delle funzioni deliberanti, sulla questione dei poteri redigenti affidati alle Commissioni, su altre materie su cui si esprimono degli emendamenti, evidentemente c’è stata la scelta di esprimere un dissenso ed una contrarietà.

Quindi, da questo punto di vista, debbo dire che mantengo e amplio il mio dissenso su questa scelta.

Certamente il fatto che gran parte e la grande maggioranza del centro-sinistra abbia deciso di aderire a questa impostazione pone comunque un problema, sicuramente sarà oggetto di discussione, sono convinto che le cose andranno come sono andate finora e che non cambieranno di una virgola, ma io ho il dovere di segnalare questo problema perché rimanga comunque agli atti, perché rimanga agli atti un dissenso anche da queste scelte, perché certamente il consenso si costruisce sulla base anche dei rapporti, della considerazione, del rispetto e della lealtà. Quando vengono meno il rispetto e la lealtà, ognuno è libero di assumere scelte e di determinarsi conseguentemente.

Quindi, in questo senso, ho annunciato e confermo il voto contrario alla proposta di Statuto.

Francesco FORTUGNO

Vorrei chiarire la mia posizione. Diciamo che in diversi articoli vi è la mia condivisione a questo Statuto, però ci sono alcuni articoli che mi trovano nettamente contrario. Uno di questi è l’articolo 14, che aumenta in modo enorme, a dismisura il numero dei consiglieri regionali, che se così dovesse rimanere anche in seconda lettura, aumenterebbe di gran lunga la spesa e l’inefficienza di questo Consiglio regionale. Visto che si tratta, comunque, della prima lettura e sperando che i colleghi si possano ravvedere su questo articolo 14 e su qualche altro, do il mio assenso, il mio parere favorevole, ma condizionato da quanto ho detto.

Ovviamente, se non condivido come si voterà nell’ultima lettura, mi prodigherò – e questo lo dico fin da adesso – a passare, se è possibile, la mano ai calabresi, agli elettori per fare esprimere loro, che poi sono quelli che ci hanno delegati a rappresentarli, la loro volontà finale.

Giuseppe MISTORNI

Vorrei esprimere il mio voto favorevole alla Carta costituzionale che questa sera il Consiglio ha lungamente dibattuto ed approvato. Non posso non votare diversamente dai colleghi Pirillo e Borrello che con grande diligenza hanno portato avanti anche da parte del gruppo che rappresento le istanze e le iniziative che ritenevamo più opportune.

Ritengo che la Carta costituzionale riguardi tutti, è stato fatto un buon lavoro e noi siamo grati anche all’impegno che questi colleghi hanno profuso.

Non vi è divergenza con il collega di gruppo Fortugno, siamo – ripeto – alla formulazione e all’approvazione di un atto importantissimo ed ognuno di noi può avere una visione ed una impostazione su alcuni fatti specifici diversi, per cui vi è libertà di espressione e anche libertà di intendere su alcune cose, ma la struttura generale è condivisa e noi con piena consapevolezza riteniamo di dare un voto favorevole all’approvazione dello Statuto.

PRESIDENTE

Comunico il risultato della votazione: presenti e votanti, 40; hanno risposto sì 35; hanno risposto no 2; si è astenuto 1.

Pertanto la presente legge, “Statuto della Regione Calabria”, in prima lettura è approvata.

(Il Consiglio approva)

(E’ riportata in allegato)

(Hanno risposto sì i consiglieri: Adamo, Aiello P., Amendola, Basile, Borrello, Bova, Chiaravalloti, Chiarella, Crea, Dima, Fedele, Fortugno, Gagliardi, Galati, Gentile, Incarnato, Leone, Mangialavori, Mistorni, Morrone, Naccarato, Napoli, Nucera, Occhiuto, Pacenza, Pezzimenti, Pilieci, Pirillo, Pisano, Rizza, Sarra, Senatore, Talarico, Tesoriere, Tommasi, Tripodi P., Vescio;

hanno risposto no i consiglieri: Guagliardi, Tripodi M.;

si è astenuto il consigliere Fava)

PRESIDENTE (levatosi in piedi)

Il 12 ed il 13 maggio costituiscono una data storica per questo Consiglio regionale, per la Regione ed i suoi oltre tre decenni di vita per la Calabria e – se mi permettete – per l’intero sistema delle Regioni.

Le Regioni italiane e segnatamente le Assemblee legislative regionali – e lo dico con cognizione di causa – guardano con estrema attenzione al “caso” Calabria. Ed in questa situazione specifica – consentitemi questa breve digressione – il “caso” non rientra nella casistica delle negatività calabresi di cui spesso si occupano i mass media nazionali rimarcando gli aspetti di cronaca nera della nostra regionale a scapito delle tantissime positiva, di cui possiamo menare vanto.

Ma è un “caso” positivo ed è ancora più importante quello che oggi produce il Consiglio regionale, perché è un “caso” che fa tendenza, essendo noi la prima Regione italiana ad approvare lo Statuto regionale da quando l’approvazione degli Statuti è diventata un’urgenza indilazionabile.

Nell’esortare i consiglieri regionali della Toscana, ha dichiarato – ieri pomeriggio – il Presidente del Consiglio regionale di quella Regione, l’amico Riccardo Nencini, che è anche il Presidente della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali italiani: “La Toscana potrebbe essere la prima Regione dopo la Calabria ad avere uno Statuto regionale”.

Questo riconoscimento, se permettete, a mio modesto avviso, non soltanto è il riconoscimento di un illustre amico, ma il riconoscimento di un politico che riveste, tra l’altro, un compito delicato e concernente proprio l’attività di riforma delle Assemblee legislative regionali. Perciò le parole del presidente Nencini ci onorano e ci rendono – come dire? – orgogliosi di questa realizzazione e di questo riconoscimento di cui possiamo veramente andare fieri.

Sono state ampiamente illustrate in quest’Aula di confronto e di democrazia le luci e le ombre del progetto di Statuto, per ore ed ore di dibattito e di minuzioso approfondimento.

Ogni intervento ha esercitato, oltre ad un’attenzione sulle linee generali, una doverosa osservazione su aspetti precisi della nuova Carta costituzionale.

L’impegno profuso, di per sé, rivela l’importanza del momento storico che stiamo vivendo assieme all’interezza della Calabria che ci osserva, attende le nostre determinazioni, dopo aver ampiamente partecipato, attraverso te varie articolazioni rappresentative di ogni settore economico, culturale, sociale all’elaborazione dello Statuto.

L’Assemblea legislativa calabrese ha realizzato un passaggio storico – e lo dico senza retorica, ma con profonda convinzione, avendo d’altronde io badato, sin dal primo giorno del mio insediamento, come si può rilevare dal mio intervento in Aula pronunciato appena eletto Presidente di questo consesso, di seguire direttamente od indirettamente l’intensa attività di autoriforma – approvando il progetto di Statuto regionale.

Il nuovo Statuto regionale – che naturalmente abbisogna di un altro passaggio in Aula – nasce e dimostra anzitutto che questo Consiglio regionale ha avuto la capacità di ottemperare all’obbligo politico ed istituzionale prioritario per questa legislatura regionale: l’approvazione delle nuove regole per colmare la lacuna prodotta da recenti leggi, costituzionali e ordinarie, le quali hanno in gran parte ridisegnato l’architettura istituzionale del Paese e i rapporti tra i poteri centrali e quelli dislocati sul territorio.

Oggi la Calabria istituzionale, insomma, ha le carte in regola per confrontarsi con le altre Regioni, singolarmente o in sede di organismi collettivi, nonché con il Governo ed il Parlamento.

Lo Statuto approvato il 28 marzo dalla Commissione regionale per le riforme istituzionali ha registrato un ampio consenso. La società calabrese, attraverso le sue molteplici articolazioni, è stata ascoltata e la sinergia tra politica e istanze della società si è perfezionata realizzando un prodotto di eccezionale rilevanza politico‑istituzionale: lo Statuto.

Facciamo oggi un’operazione importante, siamo tutti coscienti dell’eccezionale portata di questo evento che condiziona la nostra attività politica e modifica in meglio i rapporti tra politica e società e assume il valore di forte input per tutto il sistema regionale italiano, che ancora, nonostante gli sforzi, non è riuscito ad adempiere all’impegno delle nuove regole, come noi stiamo invece facendo.

Dico tutto ciò non per segnalare primogeniture prive di senso o comportamenti che metterebbero in mora le altre Regioni, me ne guarderei bene, ma per augurarmi che presto anche gli altri Consigli si dotino degli Statuti, così da tentare di porre fine a questa fase di transizione istituzionale e per contribuire, dal basso, a costruire un Paese moderno, con regole ben definite nel funzionamento dei meccanismi legislativi, amministrativi e politici.

L’approvazione dello Statuto della Calabria, inoltre, coincide quasi con il semestre europeo a guida italiana, per cui voglio augurarmi che questa felice coincidenza sia foriera di nuovi rapporti tra la nostra regione e l’Europa: l’Europa, da un lato, allarga i suoi confini e lavora ad una Costituzione e l’approvazione dello Statuto calabrese mi auguro che voglia essere letta dai costituenti europei anche come il desiderio delle Regioni italiane di essere protagoniste nel processo di unificazione ed ampliamento europeo, protagoniste perché più vicine ai cittadini e perché convinte che l’Europa che nascerà dalla nuova Costituzione cui sta lavorando la convenzione presieduta da Giscard d’Estaing deve essere l’Europa dei cittadini, l’Europa in cui ogni cittadino appartenente ad uno degli Stati membri si possa riconoscere pienamente.

Ma veniamo a noi. Giungiamo oggi, così, al momento conclusivo di un lungo iter procedurale iniziato il 6 febbraio del 2001, quando si è insediata la Commissione per l’autoriforma che ha tenuto la sua prima seduta un mese dopo, il 16 marzo 2001. Un iter alla fine del quale la Calabria si dota della sua nuova Carta costituzionale, cioè un progetto di Calabria in cui sono rappresentate tutte le istanze sociali, economiche e culturali calabresi.

Il lavoro fatto dai componenti la Commissione regionale per le riforme istituzionali è stato laborioso, spesso defatigante, ma sempre inteso ad onorare la stagione costituente che ha caratterizzato finora la legislatura in corso. Ciò dimostra che le manifestazioni di apprezzamento fin qui riservate al lavoro della Commissione da parte del ministro per gli affari regionali (La Loggia), del Censis e della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province autonome non sono state deluse dall’intera compagine politica ed istituzionale del Consiglio regionale. Un Consiglio che dimostra, così, non soltanto coesione interna, ma anche capacità di visione e di elaborazione legislativa.

Non voglio fare polemiche con alcuno, ma un punto va precisato: pur nella inedita difficoltà contestuale, noi riusciamo a fare risultato ed è, come tutti possono rendersi conto, un grande risultato che, indirettamente, testimonia della strenua volontà di ciascuno dei consiglieri regionali di rendere un servizio per la Calabria senza se e senza ma.

Il nuovo Statuto è composto da 58 articoli racchiusi in 12 titoli e numerose sono le innovazioni contenute nella proposta di nuovo Statuto, tra cui l’istituzione del Crel (Consiglio regionale per l’economia ed il lavoro) e la Consulta statutaria, un organo di consulenza e garanzia della Regione, quasi una sorta di Corte costituzionale regionale, ma anche una Consulta per le autonomie locali, a dimostrazione che intendiamo valorizzare tutta la cosiddetta filosofia dei poteri dal basso.

Non mi voglio dilungare oltre.

Prendo atto che la fatica compiuta da noi tutti fin qui ci ha consentito di smussare spigoli, abbassare i toni della polemica quando si è polemizzato su alcuni dei punti più controversi della riforma, procedere assieme: Consiglio regionale ed esecutivo, le cui prerogative naturalmente nessuno intende indebolire, ma semplicemente renderle coerenti con l’impalcatura regionale in un sistema di equilibri e contrappesi che devono consentire alla Regione di essere la Casa dei calabresi, ma anche una Casa dei calabresi efficiente, produttiva ed efficace.

Sono certo che nessuno di noi vuole mancare a questa grande occasione storica che abbiamo di fronte e che ora porteremo al suo completo perfezionamento.

Sottoscrivere lo Statuto nuovo della Calabria, oltre che esplicitare un impegno politico appassionato nell’interesse generale, per noi legislatori regionali vuol dire anche partecipare ad un evento che ci onora sul piano personale, prima ancora che su quello politico.

Grazie a tutti i consiglieri, all’onorevole Naccarato, a tutta la Commissione, grazie a tutti per il lavoro svolto, la seduta è tolta.

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