Senatore della Repubblica XVII Legislatura

Seduta n° 93 del 06/05/2004

“Statuto della Regione Calabria, riesame in ottemperanza alla sentenza della Corte costituzionale numero 2 del 2004”(Ex articolo 67 del Regolamento….(omissis)…

“Statuto della Regione Calabria, riesame in ottemperanza alla sentenza della Corte costituzionale numero 2 del 2004”(Ex articolo 67 del Regolamento….(omissis)…
Paolo NACCARATO, Presidente della Commissione per l’autoriforma
Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto la parola per primo perché avverto l’esigenza di esporre brevemente al Consiglio regionale alcune opinioni e anche per dare qualche chiarimento rispetto alle cose dette e scritte in queste settimane sui mezzi di informazione.
Ci troviamo di fronte oggi ad un nuovo, importante e fondamentale appuntamento di questo Consiglio regionale dopo che avevamo già esaminato con successo un complesso di progetto di legge statutaria con positività superando le due letture, ma incorso, purtroppo, poi in un ricorso da parte del Governo davanti alla Corte costituzionale che ci impone di rivedere alcune, limitate norme.
Innanzitutto voglio dire che non sarò formalmente il relatore del nuovo Statuto per una precisa scelta che ho comunicato al Presidente Fedele di intesa con i colleghi Leone e Rizza. Non si tratta, naturalmente, nella maniera più categorica di un disimpegno, ma di un atteggiamento che giudico coerente con la funzione di Presidente della Commissione riforme che ho l’onore di presiedere e che in questi anni ha lavorato sempre con spirito costruttivo raggiungendo risultati politici e culturali che valuto di notevole spessore.
Non vi nascondo che quel che è avvenuto nell’ultima seduta della Commissione, al di là delle responsabilità, mi è un po’ dispiaciuto. Tuttavia, oggi ci troviamo in Aula legittimamente signor Presidente, nel rispetto delle norme vigenti.
Del resto non mi ha affatto meravigliato la richiesta dei colleghi Leone, Rizza ed altri, di attivare le norme previste dall’articolo 67 del Regolamento per portare direttamente in Assemblea il provvedimento statutario, sia perché era stata annunciata da più di un mese, sia per la considerazione – che avevamo insieme condiviso alla unanimità nella Commissione e nella Conferenza dei capigruppo – che se non si approvava in prima lettura il nuovo Statuto entro questa prima parte del mese di maggio, nell’imminenza di una campagna elettorale europea, sarebbe stato difficile, se non impossibile, giungere alla sua promulgazione prima della conclusione della legislatura, a ridosso dell’estate dell’ultimo anno della legislatura e rischiando così un clamoroso autogol che avrebbe finito per coinvolgere l’intera classe politica regionale.
Né mi ha meravigliato la richiesta di dimissioni avanzate dal collega Tripodi che, evidentemente, pensa semplicisticamente che in tal modo sarebbe stata possibile una facilitazione del processo riformatore – non capisco bene come – e faccio molta fatica a immaginare il mezzo attraverso il quale ciò si sarebbe potuto verificare, ma così và.
Del resto se così non fosse, onorevole Tripodi, non avrei avuto nessuna esitazione a lasciar la Presidenza. Sarebbe stato per me anche facile.
Ovviamente, sono invece convinto che – pur non ritenendo di essere assolutamente indispensabile, ma solo pensando agli effetti di ipotetiche dimissioni e alla ricaduta che avrebbero avuto sulle modalità di riavvio della Commissione stessa – si sarebbe finito con l’assistere ad un affossamento tout court dell’intero processo delle riforme.
Quindi, al collega Tripodi voglio dire che da questo punto di vista è più coraggioso restare che andar via. Per di più le dimissioni sarebbero apparse, oggi più che mai, come un atto di diserzione e di abbandono ingiustificato in un momento così delicato.
Tutto si può dire – io sono convinto assertore del confronto anche più serrato –, ma non che non ho avuto sempre lo stimolo, la spinta ad affrontare con determinazione, lealtà e alla luce del sole le sfide politiche che ci siamo trovati davanti.
Eccomi dunque qui, nella mia qualità di Presidente della Commissione, a sostenere ancora una volta, cari colleghi e signor Presidente, la necessità di convergere sulle scelte che abbiamo fatto tutti insieme in anni di confronto ricco di passione politica e culturale. Per tutti è stata una esperienza esaltante che ha prodotto un testo oggi al nostro esame, dove onestamente ciascuno di noi ritrova qualcosa di se stesso per il contributo speciale e personale che nel corso di tante e tante sedute, in Commissione e in Aula, ha finito con il dare arricchendo l’originario testo proposto da me e dai colleghi Bova e Pezzimenti.
Certo, la sentenza della Corte costituzionale ci impone oggi di riflettere ancora sul nodo della forma di governo per la quale il nostro modello, quello del presidenzialismo temperato, non ha trovato l’approvazione del Governo prima e della Corte costituzionale poi. Per motivi che, l’ho detto e lo voglio ripetere qui, a mio parere, sono apparsi più politici che tecnici come qualche commentatore superficiale ha sostenuto nei mesi e nelle settimane scorsi.
Certo, si tratta sempre di un aspetto importante, si potrebbe dire anche il più importante, ma non è l’unico. Il complesso delle norme contenute nello Statuto per molti versi lo è anche di più.
Anch’io, colleghi, a titolo personale ho sempre detto che, a Costituzione invariata, la scelta dell’elezione diretta a suffragio universale del Presidente della Giunta per gli eccessi che l’attuale ordinamento ci impone non mi convinceva fino in fondo.
Coerentemente a questa impostazione anticipo che, esclusivamente e specificatamente sulla norma dell’elezione del Presidente, mi asterrò con un voto che però vuole stimolare una decisione. Non è un sottrarsi alla decisione; ed è anche per questo che in fondo ho rinunciato al mio compito di relatore: per rispetto al lavoro che insieme in questi anni abbiamo fatto.
Ma sono qui per sostenere con forza e convinzione colleghi, l’intero impianto dello Statuto, i contenuti che trovo decisamente innovativi, per esempio, per i rapporti con le autonomie locali, con i cittadini e le formazioni sociali, con il mondo dell’economia e della cultura.
Insomma, l’occasione per far fare alla nostra Regione un vero e proprio salto di qualità in avanti. Soprattutto, sono qui per dire a tutti che non si può disperdere il lavoro fin qui svolto e che non si concluderà nemmeno con l’approvazione dello stesso Statuto dovendo poi proseguire con l’esame dei Regolamenti consiliari ed in particolare della nuova legge elettorale.
Di fronte all’opinione pubblica deve essere chiaro chi oggi pensa che sia meglio sbloccare il processo riformatore e chi invece vuole che le cose rimangano così come sono e preferisce le attuali norme obsolete che paralizzano, e hanno paralizzato per molti versi, la vita della nostra istituzione regionale, e non solo la nostra perché è un problema che accomuna tante altre Regioni.
Non possiamo, quindi, rischiare di andare al voto con le vecchie norme sulle quali, in questi anni, non sono mancate le critiche, talvolta anche feroci, da parte di tutte le forze politiche.
In tale contesto, colleghi, non mi ha meravigliato neppure l’invito del collega Fava a non entrare in Aula, anche perché poche volte ci ha onorato della sua presenza, del suo contributo di idee e di proposte in questi lunghi anni di lavoro di Commissione. Mi dispiace che oggi non sia qui con noi.
Tuttavia, non c’è dubbio che si sarebbe trattato, se non ci fosse stata la riconfermata volontà di proseguire nella nostra azione risoluta di giungere positivamente alla conclusione del nostro lavoro, di un atto di responsabilità che avrebbe finito appunto col produrre il risultato che nulla cambi, al contrario molto spesso delle pubbliche dichiarazioni che talvolta semplicisticamente si fanno auspicando svolte epocali, di cui a parole riempiamo tutti i nostri discorsi.
Sono convinto, colleghi, e riconfermo le cose che abbiamo detto fin dall’inizio di questa esaltante avventura. Se la Calabria vuole uscire dalla marginalità ed affrontare con qualche chance di successo le sfide della modernità, della globalizzazione e della devolution, ha bisogno di nuove regole.
Ed è nostro dovere, ricercando le convergenze più ampie possibili, ma alla fine nel rispetto delle regole democratiche, far sì che non si perda l’occasione che ci viene data, e personalmente lavorerò fino all’ultimo affinché la Calabria non perda l’occasione straordinaria di rinnovarsi, di rilanciarsi e di innovarsi profondamente non solo nelle sue istituzioni ma soprattutto nel rapporto fra le istituzioni e i cittadini. Quindi, rilanciarsi anche sul piano delle regole e delle sue istituzioni ponendosi finalmente in una condizione di pari opportunità con le altre Regioni e colmando così antichi ritardi che ci portiamo dietro davvero ormai da troppo tempo.
Ciò è tanto più necessario nel nuovo contesto dell’Europa allargata, dopo il 1° maggio, ad altri 10 Paesi, per cui è inevitabile, ove non si cambiasse tempestivamente, che aumenti davvero il rischio di trovarsi tagliati fuori da serie prospettive di riscatto.
Onorevoli colleghi, onorevole Presidente, credo che su questo obiettivo dobbiamo convergere con perseveranza, umiltà e pazienza, spero e sono certo, che tutti i colleghi coglieranno questo invito di giungere oggi ad una positiva conclusione dei nostri lavori dando alta testimonianza di avere davvero a cuore l’interesse prioritario, superiore e generale di tutti i cittadini della nostra regione. Grazie.

….(omissis)…

PRESIDENTE
C’è una proposta di modifica a questo articolo e, se i colleghi sono d’accordo, possiamo rivederlo un attimo.
Leggo l’articolato così come è proposto e come poi si può emendare: “1. E’ indetto referendum popolare per l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un Regolamento regionale quando ne facciano richiesta almeno il 3 per cento degli iscritti nelle liste elettorali dei Comuni della Regione, ovvero due o più Consigli provinciali o cinque Consigli comunali che rappresentano almeno 30 mila elettori iscritti nelle proprie liste elettorali”.
La proposta che facciamo è: “una richiesta di almeno il 4 per cento degli iscritti”, “10 Consigli comunali che rappresentino almeno 100 mila elettori iscritti nelle liste elettorali” e mi pare possa essere considerata equa.
Collega Guagliardi, accetta questa modifica che mi sembra migliorativa?
Damiano GUAGLIARDI
E’ migliorativa, però il dispositivo del referendum, in uno Statuto con elezione a carattere presidenziale, è un elemento di democrazia aggiuntiva. Allora noi dobbiamo facilitare questa forma di partecipazione popolare; visto che voi volete la partecipazione popolare per eleggere il Presidente, diamo anche le condizioni e l’opportunità ai cittadini di partecipare alle iniziative di carattere legislativo.
Allora, se dobbiamo fare una mediazione, portiamolo a 50-60 mila, ma non a 100 mila abitanti, altrimenti viene fuori, vista la caratteristica della Calabria, un’ alta percentuale…
(Interruzioni)
E’ come se fosse il 3 per cento…
Paolo NACCARATO
Onorevole Guagliardi, rispetto al testo che avevamo già approvato, il 5 per cento scende a 4 e i 20 Consigli comunali scendono alla metà. Prima era previsto 20 Consigli comunali…
(Interruzione dell’onorevole Guagliardi)
…che rappresentano un decimo della popolazione. Cioè c’è un abbattimento reale.
Damiano GUAGLIARDI
Se c’è la necessità di affrontare un problema di un’area montana esclusa dalle grandi aree urbane, possono esserci anche 30 Comuni che non raggiungono i 100 mila abitanti.
Spiego il mio concetto: se c’è da proporre una iniziativa sul Pollino, possono esserci 25 Comuni tra l’Alto Ionio e il Pollino appunto che non arrivano a 100 mila abitanti. Allora noi togliamo un potere reale a quelle popolazioni…
(Interruzioni)
PRESIDENTE
Onorevole Tommasi, prego.
Diego Antonio TOMMASI
Presidente, io sono tra i firmatari di questo emendamento. Credo ci sia la volontà anche della maggioranza di andare incontro a questo emendamento. Allora, per trovare una forma di equilibrio, il 3 per cento lo lascerei ed aumenterei, magari, da due a tre Province – perché è un dato importante questo – e passerei a 50 mila elettori o 75 mila, non di più.
(Interruzione)
Allora, passare al 3 per cento su un discorso generale e da due a tre Province, proprio per dare più peso a questo discorso provinciale, insomma cercare una forma di equilibrio per andare incontro a queste eventualità.
Il dato che abbatterei…
Gianfranco LEONE, relatore
E’ un esercizio troppo importante quello del referendum, per cui dobbiamo tutelarci anche in questo, perché questi numeri sono quelli che ci tutelano tutti.
Diego Antonio TOMMASI
Io credo che il 3 per cento, già quasi 40 mila firme, sia un bel dato, perché più o meno è questa la cifra; la raccolta di 40 mila firme per l’abrogazione di una legge credo sia già un qualcosa di impegnativo. Quindi il 3 per cento, più i tre Consigli provinciali ecc., abbattere cioè la percentuale.
Paolo NACCARATO
Noi insistiamo nella formulazione Leone, che ci sembra quella più equilibrata. Quindi pregherei il Presidente di metterla ai voti.

….(omissis)…
PRESIDENTE
Pongo in votazione l’emendamento con la formulazione proposta dal relatore, quindi 4 per cento, 10 Consigli comunali e 100 mila elettori.
(E’ approvato)
….(omissis)…
PRESIDENTE
….(omissis)…

All’articolo 35 c’è un emendamento a firma Rizza e Leone, protocollo numero 1189: “All’articolo 35, comma 9, eliminare le parole “, del Vicepresidente”.
Parere del relatore?
Gianfranco LEONE, relatore
E’ un comma 9, anche questo è un aggiustamento…
Paolo NACCARATO
Però anche qui dobbiamo togliere “fino a nuove disposizioni costituzionali e statutarie”.
PRESIDENTE
…eliminando le parole “fino a nuove disposizioni costituzionali e statutarie”. Quelle vengono eliminate dappertutto.
Gianfranco LEONE, relatore
Presidente, diciamo in coordinamento formale di eliminare questa dicitura.
PRESIDENTE
Parere della Giunta? Favorevole. Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 1189.
(E’ approvato)

….(omissis)…

PRESIDENTE
….(omissis)…

Emendamento protocollo numero 1190 a firma Rizza, Leone: “All’articolo 37, al comma 2, dopo le parole “non prima di tre giorni” aggiungere “e non dopo i dieci giorni”.
Al comma 4, dopo le parole “non prima di tre giorni” aggiungere “e non dopo i dieci giorni”.
Sono solo aggiustamenti.
Parere del relatore? Favorevole. Parere della Giunta? Favorevole.
Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 1190…
Paolo NACCARATO
…due, le parole “non prima di tre giorni” aggiungere “e non oltre i quindici giorni”, invece di “non dopo i dieci giorni”; la stessa cosa al comma 4, il successivo.
PRESIDENTE
E’ modificato l’emendamento Leone con “e non oltre i quindici giorni” al comma 1 e al comma 4.
Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 1190 così come modificato.
(E’ approvato)
Pongo in votazione l’articolo 37 così come emendato.

….(omissis)…
PRESIDENTE
….(omissis)…
Mi pare che non ci siano altri emendamenti…
(Interruzione dell’onorevole Naccarato)
Quale avevamo accantonato?
Paolo NACCARATO
Le proposte Napoli-Adamo sull’articolo 52, l’emendamento protocollo numero 1147.
Onorevole Napoli, sul quarto e il quinto il parere è favorevole e li possiamo approvare, mentre il terzo comma lo rinvieremmo ad un coordinamento formale di approfondimento rispetto alla durata.
Giuseppe Giuliano NAPOLI
Allora possiamo dire così: viene accolto anche il terzo comma, che avrà il coordinamento formale. E’ integralmente accolto l’emendamento con coordinamento formale sul terzo. Va bene?
Paolo NACCARATO
Sì.
PRESIDENTE
Il terzo comma dell’emendamento del collega Napoli viene approvato col coordinamento formale per valutare meglio la legge e vedere se sono tre o quattro mesi per la formulazione; il quarto e il quinto comma, invece, vengono recepiti e si riportano all’articolo 52.
Pongo in votazione l’emendamento protocollo numero 1147 così come modificato.
(E’ approvato

NEWS-COMUNICATI

12/12/2017
“In questa convulsa fase pre-elettorale Rinascimento, di Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti, rappresenta un brand innovativo e di grande ...
leggi tutto

19/11/2017
L’ex cossighiano Paolo Naccarato spiega e svela progetti, ambizioni, curiosità e screzi sui due politici che alle prossime elezioni si ...
leggi tutto

fiumefreddo bruzio

Fiumefreddo Bruzio

link utili

attività legislative