Senatore della Repubblica XVII Legislatura

Seduta n° 94 del 06/07/2004

Statuto della Regione Calabria (Seconda lettura)

Paolo NACCARATO

Signor Presidente, onorevoli colleghi, si chiude con oggi, credo davvero definitivamente, l’iter del nostro Statuto, siamo alla quarta lettura ed approviamo l’atto fondamentale del nostro ordinamento, la nostra nuova Carta costituzionale che, come è stato riconosciuto negli interventi precedenti, innova profondamente le regole della nostra Regione.

Voglio subito ricordare che la stragrande maggioranza degli articoli che abbiamo esaminato, costruito e in Commissione riesaminato sono passati all’unanimità. Questo significa che tutti i consiglieri regionali, anche quelli che hanno ritenuto di votare contro su singoli articoli o sull’intero progetto di legge, alla fine, hanno comunque contribuito alla costruzione di questo percorso e hanno dato un contributo personale e diretto alla formulazione di una serie di articoli che, ripeto, già in Commissione sono passati all’unanimità. Non è un passo indietro, non c’è nessun passo indietro, credo che questo Statuto sia un passo in avanti, forte e convinto, sulla via dell’innovazione e dell’adeguamento del nostro ordinamento alle grandi sfide che si presentano davanti alla Calabria che non può più sottrarsi dal coglierle fino in fondo.

Capisco il rammarico che c’è in tanti – ed è stato sottolineato anche qui stasera, signor Presidente, in Aula – riguardo al presidenzialismo forte, che subiamo oggi. Beh, ricordo a me stesso che questo presidenzialismo è stato introdotto, purtroppo, da una certa intellighentia, siamo un po’ tutti vittime di una legge che è stata approvata dal Parlamento del 1999 ed oggi confermata da una sentenza della Corte costituzionale che – come ha detto il collega Bova – ha assunto connotati politici e ci ha imposto il rigore di un’attuazione senza possibilità di margine di manovra, come avevamo pur cercato di fare.

Il nostro sforzo, però, è stato riconosciuto come encomiabile e positivo, se è vero, come è vero, che proprio in queste settimane anche per la forma di Governo nazionale le forze politiche di centro-destra e di centro-sinistra riflettono intorno ad una formula di presidenzialismo temperato, con una indicazione, più o meno, mutatis mutandis, dello schema che avevamo proposto anche noi per la nostra forma di governo, ma fino a quando il Parlamento non cambia la Costituzione, modificando gli articoli 122 e 126, le Regioni, ha detto la Corte costituzionale – professore, la prego di correggermi se sbaglio – non possono far altro che attenersi a quei paletti rigidi fissati nella Costituzione e, ora, nella sentenza della Corte. Quindi, lo sforzo che ha fatto il Consiglio regionale della Calabria è il massimo possibile a Costituzione invariata.

Io desidero ringraziare sinceramente tutti i colleghi, indistintamente, uno per uno. Abbiamo fatto - io credo - un’opera meritoria, abbiamo reso un servizio alto alla Calabria e - al di là delle differenti opinioni - ognuno di noi potrà andare nella società calabrese ad accreditarsi un pezzo di questo Statuto come merito proprio e ne potrà fare vanto, perché noi siamo una Regione - da questo punto di vista - all’avanguardia, che si è dotata di uno strumento e di un nuovo ordinamento moderno, efficace, efficiente e trasparente.

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