Senatore della Repubblica XVII Legislatura

fiumefreddo bruzio

introduzione

Le origini di Fiumefreddo Bruzio sono avvolte nell'oscurità di tempi lontani. Le prime tracce documentali risalgono al Medioevo (intorno all'anno 1000), anche se non escludono stanziamenti costieri già nell'evo antico. E' da ritenere che il luogo sia stato scelto per le caratteristiche difensive offerte.

Nel 1054 il borgo, chiamato Flumen Frigidum ( Fiume Freddo - oggi chiamato Fiume di Mare) per la bassa temperatura della sua acqua, fu conquistato da Roberto il Guiscardo che ne fece dono al fratello Ruggero il Normanno.

Nel 1098 Fiumefreddo fu sotto l'autorità feudale di Simone da Mamistra, feudatario di Carlo I d'Angiò per passare poi nel 1269 al feudatario francese Giovanni de Flenis e poi ancora ad Alfonso Sanseverino feudatario di Carlo II. Ancora pochi anni dopo, per essersi ribellato al re Carlo II il feudo fu confiscato ed assegnato al vicerè di Calabria, Ferdinando d'Alarcon che, nel 1536 abbellì il castello di Fiumefreddo secondo i canoni estetici dell'epoca e costruì, fuori le mura di cinta del paese, due torri chiamate Golette.

Nei primi anni del 1800 il Castello fu semidistrutto dai francesi, rappresentati da Giuseppe Napoleone, fratello dell'imperatore e, poi, da Gioacchino Murat. Ma gli abitanti di Fiumefreddo si costituirono in comunità segrete per resistere agli invasori.

Il consiglio comunale, nel 1860, deliberò l'appellativo di Bruzio da aggiungere alla denominazione originaria di Fiumefreddo.

L'abitato conserva parte delle mura medievali, i Palazzi della Valle e Pignatelli (il primo con fasi costruttive differenziate e terminato, come il secondo nel XVII sec.).

Patria dell'artista Giuseppe Pascaletti (1699-1757), ed importante centro storico culturale, dotato di un abitato cinquecentesco di estensione notevole e di discreta conservazione, e ricordato anche per la vicina Abbazia di S.Maria di Fontelaurato, la più famosa dell'ordine florense, dopo quella di S.Giovanni in Fiore.

Degni di nota, inoltre, il castello (sec.XVII), purtroppo in via di progressivo disfacimento, la Chiesa di S.Chiara (sec.XVI) con tele ed opere d'arte in legno dovute a settecenteschi come Solimena, Simonelli, Castellano; la Chiesa Madre, con portali del XVII secolo, tele di Nicola Menzele e la tavola "Madonna" del Negroni, la Chiesa di S.Francesco di Paola con lapide sepolcrale degli Alarcon y Mendoza, i resti della cinta muraria, palazzi feudali del XVI-XVII sec. e bellissimi panorami; immediatamente a monte dell'abitato, verso la stradina che conduce all'Abbazia, la Chiesa del Carmine (XVI sec.)

Paolo Naccarato, dal Luglio 2004 al Giugno 2006, è capogruppo di maggioranza al comune di Fiumefreddo Bruzio, il suo paese. Dal Luglio 2006 è semplice consigliere. In data 25 agosto 2008 rassegna le proprie dimissioni dal Consiglio comunale.

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