Senatore della Repubblica XVII Legislatura

fiumefreddo bruzio

cenni geografici

Fiumefreddo Fiumefreddo Fiumefreddo

Il testo che segue è stato pubblicato nel volume "Comunità montana Appennino Paolano", la guida turistica dei 13 comuni della Comuità Montana dell'Appennino Paolano. Le foto che corredano il testo sono del fotoclub NETTUNO - Cetraro

Gli Appennini, che si distendono da nord a sud, lasciato il monte Pollino, si internano nella Calabria cosentina e formano due dirarnazioni: l'una occidentale, l'altra orientale. L'occidentale, costeggiando il Tirreno, procede parallela col lido del mare e innalza la vetta del monte Cocuzzo (m. 1541), abbassandosi, poi, per finire coi monti del Reventino. Il Cocuzzo limita, ad est, il territorio costiero di Fiumefreddo Bruzio dalla valle del Crati con una serie di crinali: a nord, sono punti notevoli: Trefàghi (m. 1210), Cozzolino (m. 1180), Pietra Ferruggia (m. 1240), la Serra di Manca (m. 1016), il Cozzo del Bianco (m. 468) ed il Timpone dell'Aria (m. 350), che declina rapidamente al litorale. A sud, troviamo il Timone (m. 1080) ed una serie di colli che delimitano la valle entro cui scorre il Vardano. Su una propaggine quasi mediana del monte Cocuzzo - in direzione est-ovest - è situato il centro storico di Fiumefreddo Bruzio, tagliato verticalmente al piano di spiaggia, già inespugnabile per la posizione e ben fortificato, il quale sorvegliava la costa proteggendo la via di comunicazione per l'interno. Il paese si raggiunge lungo la Tirrenica S.S. 18 (nel tratto PaolaAmantea), lasciando l'autostrada A/3: da sud, allo svincolo di Falerna per Amantea, e, all'interno, da nord, all'uscita di Lagonegro per Praia a Mare o all'altra di Cosenzanord per Paola. Nel suo territorio consente soste panoramiche la strada 113 che segue le pendici dei Cocuzzo, vulcano e faro del mare al tempo delle peregrinazioni di Ulisse, e che collega il lido di Fiumefreddo con Cosenza. Essa sostituisce l'antica via carovaniera, la quale. dipartendosi dalla valle del Crati (Cosenza), giungeva a Pandosia (Castelfranco), per inerpicarsi sui monti e, poi, scendere al porto di Temesa (Fiumefreddo). I rilievi montuosi, che coprono l'aria entro cui è racchiuso il paese, costituiscono il fattore determinante delle sue condizioni climatiche. La zona risente del benefico influsso del mare, al quale i raggi del sole danno combinazione di trasparenza e di colore. Qui si gode di un clima mite con il cielo quasi sempre sereno, in una macchia spiccatamente mediterranea, dai toni variopinti e cangianti nelle diverse stagioni, accarezzata dalla brezza marina, che spira tenue e costante di giorno, e dal soffio della tramontana, che scende, soffice e leggero, al calare del sole. Sui crinali appenninici si pratica il pascolo, che offre ottimi formaggi lavorati con sistemi di tipo tradizionale; sulle colline, degradanti, con dolce declivio, verso il mare, vegeta l'ulivo e la vite; in pianura continua la coltivazione dei campi da cui si ricavano freschi ortaggi e cereali; delle contrade Cutura e Destro, pienamente soleggiate, sono famosi i fichi secchi, la cui produzione, oggi in crisi, era riservata, un tempo, alla corte baronale per soddisfare il gusto dei signori del Regno di Napoli. Limitano il territorio del Comune: il fiume Fabiano, a nord, ed il Vardano, a sud, il monte Cocuzzo, ad est, ed il mare Tirreno, ad ovest. Oltre a questi due corsi d'acqua, nella gola del fianco destro del colle, su cui s'erge il centro abitato, scorre, rumoroso, il Fiume di Mare, il quale nasce col nome di Valle Reale sotto il monte Gli Appennini, che si distendono da nord a sud, lasciato il monte Pollino, si internano nella Calabria cosentina e formano due dirarnazioni: l'una occidentale, l'altra orientale. L'occidentale, costeggiando il Tirreno, procede parallela col lido del mare e innalza la vetta del monte Cocuzzo (m. 1541), abbassandosi, poi, per finire coi monti del Reventino. Il Cocuzzo limita, ad est, il territorio costiero di Fiumefreddo Bruzio dalla valle del Crati con una serie di crinali: a nord, sono punti notevoli: Trefàghi (m. 1210), Cozzolino (m. 1180), Pietra Ferruggia (m. 1240), la Serra di Manca (m. 1016), il Cozzo del Bianco (m. 468) ed il Timpone dell'Aria (m. 350), che declina rapidamente al litorale. A sud, troviamo il Timone (m. 1080) ed una serie di colli che delimitano la valle entro cui scorre il Vardano. Su una propaggine quasi mediana del monte Cocuzzo - in direzione est-ovest - è situato il centro storico di Fiumefreddo Bruzio, tagliato verticalmente al piano di spiaggia, già inespugnabile per la posizione e ben fortificato, il quale sorvegliava la costa proteggendo la via di comunicazione per l'interno. Il paese si raggiunge lungo la Tirrenica S.S. 18 (nel tratto PaolaAmantea), lasciando l'autostrada A/3: da sud, allo svincolo di Falerna per Amantea, e, all'interno, da nord, all'uscita di Lagonegro per Praia a Mare o all'altra di Cosenzanord per Paola. Nel suo territorio consente soste panoramiche la strada 113 che segue le pendici dei Cocuzzo, vulcano e faro del mare al tempo delle peregrinazioni di Ulisse, e che collega il lido di Fiumefreddo con Cosenza. Essa sostituisce l'antica via carovaniera, la quale. dipartendosi dalla valle del Crati (Cosenza), giungeva a Pandosia (Castelfranco), per inerpicarsi sui monti e, poi, scendere al porto di Temesa (Fiumefreddo). 1 rilievi montuosi, che coprono l'aria entro cui è racchiuso il paese, costituiscono il fattore determinante delle sue condizioni climatiche. La zona risente del benefico influsso del mare, al quale i raggi del sole danno combinazione di trasparenza e di colore. Qui si gode di un clima mite con il cielo quasi sempre sereno, in una macchia spiccatamente mediterranea, dai toni variopinti e cangianti nelle diverse stagioni, accarezzata dalla brezza marina, che spira tenue e costante di giorno, e dal soffio della tramontana, che scende, soffice e leggero, al calare del sole. Sui crinali appenninici si pratica il pascolo, che offre ottimi formaggi lavorati con sistemi di tipo tradizionale; sulle colline, degradanti, con dolce declivio, verso il mare, vegeta l'ulivo e la vite; in pianura continua la coltivazione dei campi da cui si ricavano freschi ortaggi e cereali; delle contrade Cutura e Destro, pienamente soleggiate, sono famosi i fichi secchi, la cui produzione, oggi in crisi, era riservata, un tempo, alla corte baronale per soddisfare il gusto dei signori del Regno di Napoli. Limitano il territorio del Comune: il fiume Fabiano, a nord, ed il Vardano, a sud, il monte Cocuzzo, ad est, ed il mare Tirreno, ad ovest. Oltre a questi due corsi d'acqua, nella gola del fianco destro del colle, su cui s'erge il centro abitato, scorre, rumoroso, il Fiume di Mare, il quale nasce col nome di Valle Reale sotto il monte Trefàghi; lascia gli erti monti e, poi, entra in uno stretto precipizio, lungo il quale prosegue col nome di Fiume Cent'Acque fino alla "Badìa". Qui assume l'ultima denominazione di Fiume di Mare, e continua, per tre chilometri, nella valle meno aspra fino alla foce.

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